The Red House

Creato il 25 aprile 2013 da Nebbiadilondra @nebbiadilondra

Finalmente pare che la primavera stia arrivando anche a queste latidtudini. E allora carpe diem! Che qui davvero bisogna cogliere l'attimo!! E cosi' abbiamo fatto io e la mia dolce meta': siamo andati a visitare la Casa Rossa.
Dopo il suo matrimonio con la bellissima Jane Burden, figlia di uno stalliere e icona dei preraffaelliti, William Morris aveva messo le mani in tasca e si era deciso a spendere una cifra considerevole della sua altrettanto considerevole ricchezza (anche i socialisti possono essere ricchi…) per farsi costruire la casa dei suoi sogni, la Red House. Dal 2002 nelle mani amorevoli del National Trust, la Casa Rossa (costruita in mattoni rossi da cui il nome) esiste ancora oggi in Bexleyheath, nel Kent, ora un anonimo villagio non lontano da Londra, circondata dalle case dei pendolari che hanno colonizzato la campagna circostante e che fanno la spola quotidianamente con Londra, come un tempo aveva fatto William Morris.Ma non e' sempre stato cosi'. 
Disegnata dall'architetto Philip Webb e dallo stesso Morris, la Casa Rossa rappresentava un nuovo approccio sia alla vita che al lavoro, che si allontanava volutamente dai modelli vittoriani. Torrette, soffitti con travi a vista e saloni medievali rappresentavano quello che per Morris & C. costituiva l’idea di "architettura moderna." Per lui, per Jane e gli amici che erano stati chiamati a partecipare al progetto di questa Comune artistica –Dante Gabriele Rossetti e sua moglie Lizzie Siddal, Edward e Giorgiana Burne-Jones, Charles Faulkner e le sue sorelle Lucy e Kate, Ford Madox Brown- la Casa Rossa era Camelot e loro erano i cavalieri della tavola rotonda.
Ma lungi dall'essere solo un progetto architettonico e un luogo in cui si sperimentavano design innovativi, la Red House fu anche, e soprattutto, un'esperienza di vita per un gruppo di artisti eccentrici e impegnati. Che oltre a Dante Gabriele Rossetti, fondatore con Millais e Holman Hunt della «Fratellanza dei pre-raffaelliti», Morris era legato a Edward Burne-Jones da una profonda amicizia che risaliva agli anni di Oxford.

The Red House 2010 © Nebbiadilondra

 Qui, conquistati dalle antiche storie di cavalieri narrate nella Morte d'Arthur di Malory e dalle poesie di Tennyson, avevano dipinto episodi del ciclo di re Artù sulle pareti della Debating Hall e, in una Oxford pervasa dal risveglio cristiano, avevano sognato di dare vita a novelle comunità monastiche. Red House, edificata sulla strada che i pellegrini percorrevano verso Canterbury, nella visione di Morris doveva diventare una sorta di Camelot dell'Ottocento, la residenza conviviale di una comunità di amici creativi impegnati a rinnovare il mondo con un progetto personale, politico e artistico. Era molto grande per gli standard attuali, ma molto intima per quelli dell’epoca, con i mobili disegnati da Webb e dipinti da Rossetti decorati da motivi chauceriani e scene arturiane, mentre Jane, una finissima ricamatrice, e William creano tessuti e disegni che trasferiti poi su carta saranno la base per il glorioso progetto di carte da parati di Morris. Ned e Giorgiana Burne jones dovevano abitare in un'ala ampliata della casa, e anche Rossetti e Lizzie.
Ma i sogni non durano mai molto a lungo, neanche se il sognatore si chiama William Morris. E dopo soli cinque anni, nel 1865, Morris, stanco e affaticato per i continui viaggi a Londra, sede della Firm, l'impresa artigiana fondata con Faulkner e Marshall, con la collaborazione di Burne-Jones, Madox Brown e Rossetti, e' costretto a vendere la casa per ragioni finanziarie. Georgiana si ammala dopo la perdita di un figlio, Lizzie Siddal muore per una overdose di laudano e Rossetti, persa la testa per Jane, inizia con lei una relazione non solo artistica (anche se la dipingerà ossessivamente) che tormenterà Morris per anni. Nonostante la dispersione di mobili e affreschi, la casa conserva tracce rilevanti dell'allegra brigata. Ed e' perfetta per una gita fuori dagli itinerari turistici...
© Nebbiadilondra
www.nationaltrust.org.ukRed House Lane, Bexleyheath, DA6 8JF, 020 8304 9878. Info:  redhouse@nationaltrust.org.uk

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