The Shout - L'australiano

Creato il 16 ottobre 2010 da Robydick
1978, Jerzy Skolimowski.
Inghilterra. In una specie di casa di cura per malati mentali si svolge una partita di cricket, tra degenti ed esterni, durante la quale uno dei ricoverati, tale Crossley, addetto al punteggio racconterà una sua esperienza di vita all'altro addetto, un giovane ospite. Il pretesto sarà la presenza sul campo di gioco di un altro ospite, Anthony, e Crossley gli spiegherà cosa li lega.
Anthony era sposato con Rachel, vivevano in una casa isolata in una zona marittima. Crossley, che poi si rivelerà essere vissuto 18 anni tra gli aborigeni australiani, con fare misterioso s'insedierà nella loro casa, prima con un banale invito a pranzo, poi parlando sempre più della sua esperienza australiana, durante la quale ha appreso pratiche stregonesche particolari tra cui quella di essere in grado di emettere un particolare Urlo in grado di uccidere esseri viventi in un largo raggio intorno a sé. Anthony ne è particolarmente attratto pur non credendoci, perché essendo lui un musicista che ama fare ricerche su suoni di ogni genere, è molto curioso di sentirlo. Ci sarà un'esibizione su una spiaggia e solo l'uso dei tappi lo salverà. Da quel momento però il misterioso Crossley si rivelerà per quello che è e per le intenzioni che ha, che non piaceranno ad Anthony... e il resto ve lo lascio godere.
Con atmosfere rarefatte, il film (girato da un polacco, ma inglese più che mai) è sospeso per buona parte in un'aria di mistero e magia che affascina ed ipnotizza. Quando torna ogni tanto al tempo reale della partita, fermando per un attimo il racconto in flashback, ci si ricorda che dopo tutto a raccontare tutta la storia è un malato mentale. Il finale non risolverà completamente una serie di dubbi, anzi rincarerà la dose.
Non so dire quanto rispetti il racconto di Robert Graves da cui è tratto, ma chi lo ha letto sostiene che è un'ottima trasposizione. Sicuramente è un film che per quanto breve intriga, e a me ha lasciato uno strano retrogusto: questa curiosa vicinanza sostanziale tra presunta malattia mentale e la magia-stregoneria, in un'accezione che non stacca di netto dal mondo reale, come se quello appunto magico (o malato) in fondo non sia altro che un diverso punto di vista, dove i fatti appaiono consequenziali seppure su un altro piano logico di causa-effetto.
Sicuramente un film da non perdere, molto originale.
Certe volte le casualità... solo pochi giorni fa ho recensito un altro film che parla di Australia e di aborigeni: L'ultima onda.
Non posso non menzionare, con lode, colonna sonora e suoni curati da 2 miei miti, Tony Banks e Mike Rutherford, rispettivamente tastierista e chitarrista di uno dei gruppi musicali con cui sono cresciuto da ragazzo: i Genesis.

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