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The Voice of Italy: bello, ma date la conduzione alla Di Domenico

Creato il 27 marzo 2013 da Commarebradipina

Carolina Di Domenico The Voice of Italy

Le Commari sono sempre molto prese dalle loro serie tv e difficilmente trovano il tempo di guardare la tv italiana, ma non potevano perdere The Voice of Italy e il motivo principale è uno e ha un nome e un cognome: Raffaella Carrà.

Nostra Signora delle Commari è un motivo più che valido per guardare qualsiasi trasmissione tv, noi la veneriamo e stiamo avendo la conferma che abbiamo ragione ad adorarla perché a The Voice è irresistibile, con i suoi commenti sulla “figaggine” dei concorrenti, con i siparietti con Piero Pelù, il suo look da rockettara e il suo “feeling” (è il tormentone del programma).

Tra l’altro non ci dispiacciono neanche gli altri giudici: Noemi è la più insicura, ma una figura come lei ci voleva per attrarre i giovani, il povero piccolo Cocciante all’inizio non lo voleva nessuno, ma probabilmente nella sua squadra c’è già il vincitore.

Pelù potrebbe rivelarsi migliore di Morgan, aspettiamo con ansia di vedere come si comporterà quando sceglierà le canzoni, ci aspettiamo molto da lui, soprattutto di sentire canzoni che nei talent show italiani non si sono ancora mai sentite.

I nomi dei vocal coach assistenti dei “titolari” della poltrona girevole per ora non ci piacciono un granché (soprattutto i Modà con il povero piccolo Cocciante… ma perché?!?), ma aspettiamo di vederli all’opera per giudicarli.

Noi abbiamo già visto nella versione americana e possiamo dire che è uno dei più belli perché è costituito da diverse fasi, anche se forse quattro puntate di blind audition sono un po’ troppe.
All’inizio eravamo un po’ perplesse all’idea che Piero Pelù fosse la versione italiana di Adam Levine, ma sapete che vi diciamo? Il nostro Pelù è più simpatico! E poi i nostri coach sono quelli che chiacchierano di più tra loro, sono proprio magnificamente italiani (gli altri al massimo scherzano con il pulsantone).

L’unica pecca per ora ci sembra la conduzione di Fabio Troiano. Già lo vediamo un po’ titubante in questa fase in cui deve solo stare con i parenti degli aspiranti concorrenti, non abbiamo buone sensazioni (anzi “feeling” come dice la Raffa) per il prosieguo. Sarebbe servito uno capace di urlare, di fare presentazioni in stile speaker radiofonico, come Cattelan in pratica. Oppure una novità che secondo noi The Voice ha in casa: perché non affidare la conduzione a una donna? Magari una bella e brava come Carolina Di Domenico, che già nei messaggi promozionali è una spanna sopra Troiano? Invece l’hanno relegata solo a fare la V-Reporter (anche se nelle puntate successive forse la vedremo di più).
Tra l’altro la Di Domenico, da quando non lavora più con Mucciaccia, si è dedicata soprattutto a programmi musicali in radio, in tv e sul web, quindi la sua brava gavetta l’ha fatta tutta, sarebbe ora di scommettere un po’ di più su di lei che è del mestiere piuttosto che far improvvisare conduttore uno che di solito fa l’attore (anche bravino in certi ruoli).

Nonostante le Commari inorridiscano davanti ai programmi con gli inquietanti bambini canterini della Clerici e di Scotti, dobbiamo ammettere che una delle esibizioni più belle (anche per la “lotta” tra i coach) è quella di un reduce di Ti scrivo una canzone (che noi non avevamo mai visto prima, quindi abbiamo subito l’effetto sorpresa), Mattia Lever, che sicuramente, tra le mani del Maestro Cocciante, è uno dei più papabili vincitori.

E comunque, la migliore dei coach sarebbe stata lei…

Canterinamente vostre,

Maria Raffa e Maria Ellen


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