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The Walking Dead – Chi ha ucciso Negan? [Spoiler]

Creato il 04 aprile 2016 da Paopru

E’ stata dura ma alla fine ci siamo arrivati. The Walking Dead si è concluso ieri con il finale della sesta stagione e con un cliffhanger che fa più male di una pugnalata al cervello. 

L’episodio inizia con il suo solito leit motive, ovvero il classico problema irrisolvibile che spinge i protagonisti a varcare i cancelli di Alexandria per inoltrarsi nel mondo esterno, quelli in cui ormai il pericolo peggiore non è rappresentato dai walkers ma dai sopravvissuti. Come sappiamo Meggie è incinta e i suoi trascorsi da caverdonna non le hanno permesso di condurre una gravidanza fatta di bacini sulla pancia e scelta dei futuri colori della cameretta. Glenn, padre amorevole ma assente, ha fatto di tutto per mettersi nei guai anche stavolta, non capendo che forse tenere al sicuro la madre di suo figlio sarebbe stata cosa più intelligente (e ovvia). 


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In un momento critico per la vita del nascituro, Rick e soci sono costretti a portare Meggie dall’ostetrico conosciuto qualche puntata fa a Hilltop, l’unco in grado di salvarla dall’aborto e dalla morte. Caricata di peso sul camper, Rick, Carl, Eugene, Abraham, Sasha e Aaron partono convinti che il viaggio sarà una passeggiata di salute, incuranti della trappola che gli stanno organizzando i Salvatori, ovvero il gruppo con cui hanno ingaggiato una guerra il giorno in cui hanno accettato il mefistofelico patto con gli abitanti di Hilltop: sterminarli in cambio di provviste e assistenza medica. 

Parallelamente si consuma il dramma di Carol, decisa a morire per i fatti suoi lontana da tutti ma osteggiata da Morgan, l’uomo con la moralità di ferro. Non si può nemmeno crepare in pace quando Morgan è contrario! La loro vicenda è così distraente dagli eventi centrali dell’episodio che si passa tutto il tempo del piagnisteo di Carol a pensare a cosa accadrà a Rick. 


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Dopo un vai e vieni continuo in cui il cazzuto ex sceriffo trova ogni strada per Hilltop sbarrata da brutti ceffi armati come taglia gole, arriva lo scacco matto: fidarsi di Eugene ed eleggerlo perno su cui ruota il diversivo che salverà la vita a Meggie. Eugene è stato un incapace codardo per due stagioni, eleggerlo in piena notte l’ago della bilancia per il destino del mondo è stato un encomiabile esercizio di leadership. Caduti tutti nel proverbiale trappolone, si arriva al dunque, quello dove tutti sono caduti nella mani dei Salvatori. A questa massa di inetti si aggiungeranno i già rapiti Daryl, Rosita, Michonne e Glenn. 


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Nel mentre che vengono costretti alla resa, in ginocchio e senza vie di fuga, notiamo per la prima volta la paura nel volto di Rick. Tutte le sue certezze franano e capiamo che le sei stagioni di dinamiche che lo hanno portato ripetutamente a rischiare la vita non sono servite a nulla. Non è diventato nè più scaltro nè più cazzuto, è solo un tizio che nel tempo ha avuto molta fortuna. In questa situazione paradossale, a dieci minuti dalla fine di tutto, ecco che si presenta lui, l’uomo che fa veramente paura, il lupo capobranco che parla a una mezza dozzina di pecore in ginocchio: Negan, interpretato dall’immenso Jeffrey Dean Morgan. 

Nei tesi minuti finali, il temibile villain si lancia in un monologo sarcastico e minaccioso allo stesso tempo, cucito addosso ad uno tipo che abbatte le sue vittime con una mazza foderata di filo spinato amorevolmente chiamata Lucille. Più capiamo che Negan ha la situazione in pugno, più vediamo Rick crollare e resta poco del leader che ha condotto inconsapevolmente il gregge al macello. La fine tarda ad arrivare e risulta difficile capire chi realmente abbatterà Negan, minimamente interessato a fare sconti. Tutti sono dei potenziali candidati. Scatta la conta ed arriva la scelta. Un colpo, due colpi tre colpi. Sentiamo il cervello che si spappola ma non capiamo chi muore perchè la soggettiva è quella della vittima. Sappiamo che non è Rick, a cui viene intimato di stare fermo se non vuole ingoiare l’unico occhio sano di Carl e sappiamo dunque che non è Carl, intuendo che è maschio (Negan dice : wow incassa proprio come un campione). Chi sarà l’agnello sacrificale tra Aaron, Abraham, Daryl, Glenn Eugene?

Nel fumetto la scena è riportata in modo quasi identico. Nel vol.17 Something to fear Lucille si abbatte su Glenn’ prescelto da un Negan probabilmente indispettito per l’atteggiamento protettivo avuto verso la moglie. Il cervello di Glenn viene letteralmente ridotto in poltiglia con ripetuti colpi di assoluta ferocia. Il suo corpo verrà avvolto in un telo dai compagni e portato a Hilltop, non prima però di un ultimo avvertimento di Negan a rispettare i patti. Presto infatti la comunità di Alexandria dovrà cedere qualsiasi cosa in loro possesso senza opporre resistenza, pena la morte.

Le cose però non sono sempre andate seguendo  le pagine di carta del comic. Gli sceneggiatori allungarono la presenza di Shane nella serie e uccisero Andrea prima del tempo. Possiamo aspettarci uno sviluppo analogo della vicenda per salvare quel senso di sorpresa che ancora The walking Dead sà regalarci? La nostra teoria ci fa dire con un certo margine di certezza che la vittima predestinata è Aaron.

Negan, prima di concludere la sua conta, passa per ultimo davanti a Rick. Il volto di Rick è in ombra nella sua parte sinistra, ad indicare che l’omicida sta camminando verso quella direzione. 


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Alla sinistra di Rick ci sono questi personaggi (dal più vicino al più lontano): Sasha, Aaron, Carl e Eugene. Partendo dal presupposto che Negan uccide un maschio (una donna probabilmente non avrebbe resistito alla prima mazzata) e che Carl è salvo per le ragioni già esposte, Aaron e Eugene sono i due candidati. Aaron è però il più plausibile per un motivo solo, quando Negan dice le sue ultime parole (You can breathe..you can cry..) guarda tanto alla sua destra quanto alla sinistra e se stesse per ammazzare Eugene non ci sarebbe nessuno da guardare a destra (essendo l’ultimo della fila). In aggiunta morirebbe un personaggio la cui parabola evolutiva era già finita da un pezzo, scomparso per quasi tutta la stagione ma stranamente riapparso sul finale, forse per essere utile un’ultima volta. 


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Una stagione che non ci ha regalato tantissime emozioni nonostante il nostro iniziale entusiasmo, spingendoci ad indagare se questa era solo una nostra percezione attraverso un micro sondaggio tra i lettori di Cinebloggando. Benchè la maggioranza reputi la sesta stagione piatta, si è dichiarata amante della serie e non incline all’idea di volerla abbandonare. Ognuno si approccia agli episodi con un suo metodo, ma la maggioranza si attende sempre un colpo di scena che rimescoli le carte, anche se spesso questi giocano sulle percezioni del singolo spettatore. Molti ad esempio non hanno gradito la finta morte di Glenn nel terzo episodio, sentendosi presi in giro dagli sceneggiatori e, benchè i più odiati a cui si augura la morte siano Morgan e padre Gabriel, la maggioranza attende nel finale la morte dello sporchissimo Daryl. 



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