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The Walking Dead: The Final Season - Episodio 4, la recensione - Recensione - PS4

Creato il 28 marzo 2019 da Intrattenimento

Skybound Games ha salvato The Walking Dead dall'oblio di Telltale, e ora ci regala la più struggente delle conclusioni: ecco la recensione di The Walking Dead: The Final Season - Episodio 4.

L'ultimo episodio di The Walking Dead: The Final Season di cui state leggendo la recensione, non solo riprende lì da dove si era appena concluso il terzo, ma già dal suo titolo "Take Us Back", riporta alla mente la colonna sonora che accompagnava la chiusura della prima, indimenticabile stagione. Abbiamo detto fin da subito, quando il nostro viaggio è iniziato la scorsa estate, che questa ultima stagione tentava apertamente di ricreare nel giocatore quelle stesse atmosfere, quasi come ripercorresse quel viaggio che era stato di Lee e Clementine. L'ultimo episodio chiude definitivamente il cerchio, affondando con ancor maggiore forza il coltello nella carne dei nostri sentimenti, provando a smuovere quei ricordi e lanciandoci un'ultima ancora per una possibile redenzione, in un mondo che non concede sconti a nessuno. La buona notizia è che le aspettative per questa conclusione sono state ben ripagate, al netto di un lavoro che ha forse vissuto qualche rimaneggiamento di troppo, come è ovvio che sia date le vicende produttive incredibilmente travagliate.

La storia di un ritorno a casa

Parlare della trama dell'ultimo episodio è sostanzialmente impossibile, senza rivelare dettagli che rovinerebbero l'esperienza a qualsiasi giocatore. Mai come questa volta, un episodio di The Walking Dead vive del suo stesso passato, riducendo all'osso l'interattività, dando anche vita al più breve dei capitoli di questa stagione conclusiva. Difficilmente arriverete a superare le due ore di durata, consapevoli di star vivendo un saluto in grande stile ad un viaggio iniziato sette lunghi anni or sono. Per questo la ripresa dalla fine della terza stagione è veloce e drammatica, lasciando spazio ben presto allo snodo finale che lancia una seconda parte tutta dedicata ai "saluti" dei protagonisti. Sappiamo che Clem, AJ e i loro amici sono riusciti a sventare la minaccia dei predatori che avevano decimato le loro fila, arruolando giovani ragazzi per tramutarli in vere e proprie macchine da guerra. Lo scoppio della nave assaltata dal gruppo di orfani ha generato il giusto scompiglio in grado di mettere in moto orde di vaganti. Per questo il gruppo si è diviso al fine di trovare una via d'uscita o un riparo. C'è ovviamente ancora tempo per chiudere i conti con importanti personaggi come Lily, ma il fulcro dell'episodio si rivela da subito essere la consapevolezza delle proprie azioni da parte di AJ, e i primi scontri verbali con la sua adolescente tutrice: Clementine. Il rapporto tra i due è sempre sull'orlo della crisi, con un bimbo ormai consapevole che la ragazza non abbia sempre ragione e capace di elaborare e reagire alle azioni di Clementine, redarguendola e liberando quella grinta che difficilmente fino ad oggi si era vista.

The Walking Dead: The Final Season - Episodio 4, la recensione - Recensione - PS4

Rimanere nuovamente soli e malconci rappresenta però l'occasione per aprirsi come mai era accaduto prima, riuscendo ad affrontare un problema tanto difficile quanto ormai quotidiano. La forza dell'episodio sta nei suoi tempi concitati, che però sanno prendersi il giusto distacco, per lasciare spazio alle emozioni e agli ultimi insegnamenti, prima che AJ sia pronto per cominciare a ragionare solo con il proprio cervello. Non nascondiamo di esserci emozionati udendo alcuni dialoghi molto ben scritti e recitati, strappando anche un sorriso soddisfatto ad alcune scelte registiche di grande impatto. L'inserimento di un'importante flashback mai davvero raccontato fa da sfondo alla tragedia di un episodio che si porta in dote anche una forte dose di speranza. Non vi è dubbio sulla volontà di Telltale prima e di Skybound poi, di voler toccare le corde più intime ed empatiche dello spettatore, mettendo i due protagonisti di fronte alla più micidiale delle decisioni, dalla quale tutti ne usciranno profondamente cambiati, chi nel corpo, chi nello spirito. La maturazione di AJ arriva a compimento con un crescendo di responsabilità e importanza decisionale, mettendo a frutto tutto ciò che Clementine è stata in grado di insegnargli e che a sua volta ha imparato dal legame con Lee. Quel Lee che torna nuovamente alle labbra dei protagonisti, come se fosse ancora quel traino latente che mai ha abbandonato la serie, nonostante la sua morte sia avvenuta già alla fine della prima stagione. Probabilmente The Walking Dead: The Final Season, non è avvincente ed appagante nella sua totalità come lo fu il più grande successo di Telltale, dovendo scontare anche la sua ormai rodata struttura; ma è impossibile non apprezzare la volontà di chiudere, con passione e dedizione, un lavoro tanto importante.

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La grafica che conta (poco)

Per ciò che concerne l'ambito tecnico e puramente giocoso, abbiamo imparato nei mesi ad apprezzare il deciso passo avanti dal punto di vista grafico. L'idea di Telltale di portare The Walking Dead nell'insieme delle avventure in terza persona con visuale sulla spalla ci è sempre sembrata azzeccata. Complice anche un miglioramento generale dell'engine e una qualità artistica non indifferente, in grado di sfruttare al meglio il cel shading e di perdersi solo a causa di qualche rallentamento di troppo, totalmente ingiustificato dalla tipologia dell'opera. Skybound non ha speso il poco tempo a sua disposizione per perdersi a mettere a posto qualcosa che nell'insieme funzionava già sufficientemente e, per questo, c'è ben poco da aggiungere rispetto al passato. Dove però l'episodio inserisce una marcia in più e cerca di spiccare è l'ambito audio, con una serie di effetti e una colonna sonora che accompagna la fine di questo viaggio in maniera più emozionale di quanto non sia stato fino ad oggi. Il ritorno di alcuni pezzi del passato, poi, non fa che accentuare un effetto nostalgia che applica la giusta presa sul pubblico.

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