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THE WITCH di Robert Eggers (2015)

Creato il 16 agosto 2016 da Ifilms
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Scritto da Viola Franchini
Categoria: Recensioni film in sala
Pubblicato: 16 Agosto 2016

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New England, prima metà del XVII secolo: William (Ralph Ineson) e la sua famiglia vengono allontanati dalla comunità puritana cui appartengono e si trasferiscono in una sperduta fattoria ai margini di un bosco. Mentre si illudono di poter trasformare l’esilio in una nuova opportunità di vita, una terribile tragedia giunge a far vacillare – e progressivamente crollare – la loro sino a quel momento inattaccabile fede: il figlio neonato Samuel, affidato alla custodia della primogenita Thomasin (Anya Taylor-Joy), sparisce nel nulla, rapito dalla strega che abita la foresta.

Con The Witch, regia di Robert Eggers, ci troviamo di fronte a quello che viene meritatamente considerato uno degli horror meglio riusciti (se non il più riuscito) di questi ultimi anni.

Vincitrice del premio per la miglior regia al Sundance Film Festival 2015, l’opera prima di Eggers è infatti un interessantissimo prodotto di genere perfettamente calibrato in ogni sua componente narrativa, sonora e visiva e capace di affascinare e al contempo inquietare attraverso un climax tensivo che non cede mai il passo a sbavature o risoluzioni stonate.

Nella desolante ambientazione di un New England piegato dall’inverno si sviluppa la parabola discendente di una famiglia irreprensibilmente devota, ma impotente  di fronte all’irreversibile processo di autodistruzione cui è soggetta con il germinare del seme del male in suo seno.

Il crescente senso di angoscia ed inquietudine che permea l’intera vicenda è reso ancor più opprimente dalle stridenti soluzioni sonore e da una scenografia e una fotografia efficacissime, capaci di restituire soggetti e ambientazioni con estrema veridicità e di arricchirli di una nota fortemente pittorica grazie al caravaggesco gioco di luci e ombre.

Accanto ad alcune scene di grande impatto visivo, non possono non rimanere impressi i volti scavati e arcigni di William e sua moglie Katherine (Kate Dickie), così come i piccoli e luciferini gemelli Jonas e Mercy: ad essi si contrappone il viso angelico di Thomasin, la cui già di per sé delicata fase di transizione dall’adolescenza all’età adulta trova il proprio sinistro compimento nella violenta disgregazione del nucleo famigliare e nella conversione al peccato.

Voto: 3/4


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