Questo era Angelopoulos, un poeta! Un poeta con la cinepresa!
Al posto dei versi, le immagini; invece che la sintassi, il montaggio; il lirismo sostituito da meravigliosi pianosequenza.
In questo scelte stilistiche lo spettatore di fronte ai suoi films è stato come abbracciato, cullato e spesso provocato.
Lo voglio ricordare, oggi che un destino tragico lo ha portato via,con un passaggio de Lo sguardo di Ulisse.....l'ultimo film di Volontè, una vera liturgia di metacinema e narrazione per immagini.
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