Magazine Diario personale

There’s no place like home

Da Iomemestessa

Non scrivi piú, e non ti sento piú, so quel che fai, e ho un po’ paura sai.

É stato un anno lungo, lunghissimo. Faticoso. A tratti profondamente palloso.

Un anno vissuto in apnea. Lottando ogni giorno, con l’unico scopo di strappare un centimetro in una battaglia che è spesso parsa quella di Pirro.

Un anno che ho narrato, per sommi capi e solo in caso di bisogno (e talvolta anche là dove C’è bisogno) alle persone che mi sono accanto.

Perché ci sono momenti in cui l’unico narratario puó essere soltanto il narratore.

Il capitano era di quelli del coraggio, e tra le gambe nascondeva un cuore in piú, ma dopo secoli di balle e barzellette all’equipaggio, scoprí le lacrime di non poterne piú.

C’é sempre un momento in cui é necessario richiudersi in se stessi, per concentrarsi meglio. E conservare energie.

Per darsi una linea e seguirla. Facendo credere agli altri che tutto va bene. D’altronde, uno che caga sangue é piú che sufficiente

Se aggiungiamo che é pure pagato per farlo, direi che la melena é tutta sua.

Penso troppo al mio futuro, mi diceva delirando, penso troppo al mio futuro, penso troppo e vivo male. Penso che tra piú di un anno cambieranno i miei progetti, penso che tra piú di un anno avró nuove veritá.

Ho smesso di ipotizzare il futuro. Ce n’é giá ampiamente d’avanzo col presente. E poi, davvero

Il futuro é un’ipotesi , forse l’ultimo alibi che vuoi. Il futuro é una scusa per ripensarci poi.

Ecco, in tutto questo, spazio, per il blog, non ce n’era. Né poteva essercene. Né sentivo necessitá che ci fosse. Ho anche pensato di chiudere. D’altronde, di eterno non c’é nulla. A parte, forse, Elisabetta II.

Ho lasciato la decisione in stand-by. Insieme a mille altre. C’é un tempo per decidere. E non era quello, il tempo.

Ho anche scribacchiato, qua e lá, in questi mesi. Poi ho smesso. Questo posto, meritava di meglio che quattro sciocchezze tirate via, solo per fare un post. Non foss’altro che per ció che ha rappresentato per me in questi anni.

E di nuovo cambio casa, di nuovo cambiano le cose, di nuovo cambio luna e quartiere.

Mentre organizzavamo il trasloco, quello vero, ho anche pensato di chiudere e riaprire un nuovo spazio. Avevo giá pronto il nome.

Poi mentre rileggevo i vecchi post, certi commenti, mentre prendevo atto che una parte consistente della mia blogroll ha smesso di scrivere. Ho pensato che ‘there’s no place like home’.

E si ricomincia. Da qui.

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