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Thonburi

Creato il 11 aprile 2019 da Alessio Sebastianelli @bastianatte

Thonburi si fregia inoltre di una storia importante che l'ha vista anche essere capitale del Siam nella seconda metà del XVIII secolo in seguito alla caduta di Ayutthaya per mezzo dei birmani e prima che il re Rama I trasferisse il potere a Rattanakosin. Oggi, questa parte della città è ancora meno sviluppata rispetto ai quartieri al di là del fiume, anche per quello che riguarda il trasporto pubblico, ma sfruttando la linea di skytrain che ne attraversa una porzione, le linee di battelli che solcano il fiume, i classici taxi e mototaxi (che a Bangkok sono sempre particolarmente convenienti) e programmando delle belle camminate, si riesce comunque ad esplorarla in maniera capillare.

Scenografici templi appartenenti a varie religioni, centri culturali, mercati galleggianti e non, edifici tradizionali in legno, scorci pittoreschi sui canali, placidi giardini e anche qualche concessione alla modernità e al consumismo: Il fine settimana è tempo di mercati a e dintorni e nella periferia orientale dell'agglomerato ve ne sono alcuni galleggianti che hanno mantenuto ancora un'aspetto abbastanza autentico e sono frequentati prevalentemente da gente del posto. Due in particolare, e Tra gli innumerevoli canali che si dipanano dal grande fiume, i due più importanti, attorno ai quali si sono sviluppati i nuclei originali della metropoli, sono il Vale infine la pena di infilarsi tra le strutture del
Thonburi ha la possibilità di soddisfare anche i palati più esigenti e può riempire diversi giorni di visita. In particolare nel mio quarto soggiorno nella capitale della Thailandia, durante i giorni che hanno preceduto il mio viaggio in Laos e al ritorno da quest'ultimo prima di rientrare in Italia, sono riuscito a completare ben 3 itinerari nei distretti orientali che si sono rivelati di grandissimo interesse e ricchi di incredibili sorprese (per notizie sui giri più classici potete invece guardare i miei vecchi articoli Bangkok e Taling Chan , valgono lo sforzo per raggiungerli (per entrambi la cosa migliore da fare è arrivare alla stazione di , capolinea dello , e da lì proseguire in taxi spendendo solo qualche euro) anche se non sono di dimensioni particolarmente ragguardevoli. Bangkok (seconda volata...e successive).
Il secondo dei due mostra una grossa e lunga struttura coperta con i vari banchi dalla quale si accede al bordo del canale dove, su grosse chiatte e direttamente sulla sponda, ci sono i tavoli dei ristoranti le cui cucine si trovano invece sulle piccole imbarcazioni tradizionali. Una pausa, uno spuntino o anche il pranzo dopo essersi dedicati allo shopping sono sicuramente attività da fare qui, tanto più che, essendo Taling Chan più vicino al Chao Phraya del suo altro omologo, con una breve corsa in taxi si raggiunge una delle aree più interessanti di .
Il colorato e brulicante mercato di Bangkok Yai e il Bangkok Noi e in corrispondenza dello sbocco di quest'ultimo c'è un'area con diverse attrazioni. , un vero paradiso dello street food, è sicuramente la più importante tra queste e infatti viene raggiunto anche da parecchi turisti che attraversano il fiume dal molo di fronte al Palazzo Reale, ma vi sono anche alcuni bei templi monumentali come il Wat Rakhang Kositharam , col suo grande bianco e un'antica struttura in legno, e il Wat Amarintharam . Oltre alle tante bancarelle del mercato, il piano superiore dell'edificio del Prannok Pier ospita alcuni graziosi ristorantini con i tavoli sulla terrazza dai quali godere di una bella vista sul fiume e tra questi va segnalato l'ottimo pranzo consumato al Zoom4Zoom5 .
Siriraj Hospital, tra le quali ci sono alcuni musei, e affacciarsi sul Bangkok Noi, perché proprio alla confluenza col fiume c'è un piacevole parco dal quale si aprono delle notevoli vedute panoramiche mentre poco più a ovest, sulla sponda settentrionale del canale, domina la scena il grande padiglione che ospita il Museo Nazionale delle Barche Reali. Da segnalare poi che poco distante c'è anche la stazione ferroviaria di Thonburi, ovvero quella da cui si parte per andare a Kanchanaburi lungo la ferrovia della morte e il famigerato ponte sul fiume Kwai.

La stazione di Una passeggiata di un quarto d'ora circa porta fino alla zona di L'attività per cui questo posto è famosa è però lo spettacolo di marionette che si tiene tutti i pomeriggi verso le 14:00 tranne il mercoledì: essendoci capitato di lunedì mattina non c'era mercato e non ho assistito allo spettacolo (per il racconto di questo vi affido all'articolo di
Bang Wa è l'ottimale punto di partenza anche per uno strepitoso itinerario a piedi lungo il canale Bangkok Yai attraverso degli scenari di una suggestione davvero incredibile. Khlong Bang Luang, dove tra piccoli templi e casette di legno che si affacciano sul canale, vicoletti strettissimi e passerelle sull'acqua, si apre uno dei paesaggi in assoluto più pittoreschi di tutta la metropoli. Durante il fine settimana qui si svolge uno dei mercati galleggianti più caratteristici, ma anche nei giorni feriali il posto è bellissimo. La star qui è la Baan Silapin, la cosiddetta "casa dell'artista", una meravigliosa magione tradizionale in legno nel cui cortile interno si erge un antico Andrea in Thailandia, reo di avermi messo la curiosità di spingermi fin quaggiù), ma comunque diverse tra le botteghe artigiane e di souvenir erano aperte mentre invece c'era poca gente e pochissimi turisti e il luogo trasudava di fascino e tranquillità facendo balzare il Khlong Bang Luang in vetta alla mia personale classifica dei luoghi preferiti di Bangkok. chedi in pietra: il complesso è a ingresso gratuito e visitabile come un piccolo museo, ma ha anche una caffetteria dove fare una piacevolissima pausa in questa quieta atmosfera da sogno.

Procedendo infatti si ammirano sprazzi di vita tipica thailandese che sembrano lontani anni luce dal caos di Dalla terrazza poi si apre una vista che spazia per chilometri, ma l'attenzione va anche a un altro colorato (e un po' pacchiano) complesso templare sulla sponda opposta del piccolo canale Curioso è il mercato sotto al viadotto della
Partendo da qui e percorrendo le stradine che seguono più o meno il tragitto del canale si possono incontrare molti altri motivi di interesse, alcuni davvero sorprendenti.
Bangkok, altre abitazioni tradizionali e scorci pittoreschi imbattendosi anche in alcuni templi da non sottovalutare, come il Wat Nuannorradit, in cui spiccano le residenze dei monaci tutte in legno, o il Wat Pradi Chimphli, cui si accede da un suggestivo ponticello. Il top arriva però poco dopo, nell'area dove si incrociano tre canali sorge il vasto complesso del Khlong Dan. Il Wat Kunchan Waramattaya vale in effetti la spesa di qualche minuto di visita, tanto più che la fitta rete di casette che ha attorno è anch'essa piuttosto pittoresca. Sbucando nella più larga Ratchadaphisek Road, dove tra l'altro alcuni barbieri lavorano in fila sul marciapiede, mentre più scenografico è il mercatino intorno alla graziosa minuscola stazione ferroviaria di Talat Phlu, dove ci sono anche dei banchi dove pranzare con poco (ma se sono troppo spartani, il ristorantino di noodles lì vicino sulla Thoet Thai Road è valso bene una sosta). Molto pittoresca è infine la vicina area intorno al Wat Klang Food Market, con vicoli stretti, scorci sul canale, un paio di templi e tante botteghe, peccato però che i banchi del mercato alimentare vero e proprio fossero già chiusi nel primo pomeriggio, perché l'idea è che sia molto interessante. Thoet Thai Road e seguendola in direzione parallela al canale Bangkok Yai si arriva nel quartiere di Talat Phlu, pure lui meritevole senz'altro di un'attenta esplorazione. Wat Paknam Phasi Charoen, probabilmente uno dei più importanti della città viste le dimensioni, la quantità di strutture e i tanti monaci che vi risiedono: l'occhio però è inevitabilmente catturato dal mastodontico stupa bianco alto 80 metri (è in costruzione anche una colossale statua di Buddha) in cui si può entrare e ammirare diverse collezioni per arrivare nella sala al quinto piano dove è ospitato uno scenografico stupa in vetro verde.

Perfetto punto di partenza per l'ultimo itinerario è invece il molo di Questo tempio del consumismo di suggestivo non ha molto, tranne le belle vedute sulla riva opposta del Il Il quartiere tra
Sathorn, sotto alla stazione BTS di Saphan Taksim, dove dei moderni motoscafi vi porteranno gratuitamente al molo del nuovissimo, lussuoso e grandioso centro commerciale Chao Phraya o le due altissime torri incluse nel complesso, ma il suo sconfinato food court farà felici in molti; uscendo da questo e dirigendosi a nord però si entra quasi subito in un ambiente molto più affascinante. Subito dopo il mercato di Klongsan si trova il centro culturale Chee Chin Khor è in realtà un complesso appartenente a una fondazione di beneficenza, ma comprende anche uno scenografico tempio cinese. La visita è gratuita e dalla cima della pagoda si aprono alcune delle vedute panoramiche più belle di Bangkok. La storica Chiang Mai Road e Tha Din Daeng Road è un vero labirinto, ma nasconde degli scorci e uno spaccato di vita autentica che potrebbero affascinare molta gente. La seconda di queste vie, che porta al molo omonimo, è una tappa da tenere seriamente in considerazione per l'ora di pranzo poiché vi si affaccia il mercato ortofrutticolo (anche questo dal nome Tha Din Daeng) ma soprattutto i suoi due lati sono un susseguirsi continuo di chioschi di street food e tavole calde dove trovare pietanze di ogni tipo a prezzi super-convenienti, quasi una seconda Chinatown ma dall'aspetto molto più ruspante. Wang Lee Mansion separa il terreno della fondazione da quello del Lhong 1919, un insieme di antichi magazzini portuali in pietra e legno da poco restaurati per ospitare bar, ristoranti e botteghe: l'ingresso a questo scenografico spazio ricreativo si trova sulla piacevolmente tradizionale Chiang Mai Road e una visita di alcuni minuti è consigliabile anche senza voler usufruire dei vari locali poiché tra i vari capannoni vi sono anche un tempio e alcune sale dove viene ricreato l'ambiente del XIX secolo. In generale comunque, la vista nel cortile interno è molto fotogenica e sui muri campeggiano diversi bei murales. Jam Factory, dove i locali di una fabbrica sono stati riqualificati e ora ospitano un ristorante, una libreria e degli spazi espositivi intorno a un piacevole cortile. Superato il canale si entra in un labirinto di vicoli tra edifici residenziali e baracche, una sorta di villaggio nella città, nel quale improvvisamente fa capolino un'alta pagoda a 8 piani che molti avranno già notato passando in battello sul fiume. Iconsiam.

Per l'ultima parte dell'itinerario bisogna seguire la larga Una graziosa via con diverse botteghe artigiane porta al piccolo Questo residuato delle buone relazioni commerciali con i portoghesi risale al XVIII secolo ma è stato ricostruito più volte preservando comunque un buon impatto scenico; meraviglioso è però il labirinto di vicoletti strettissimi e casette di legno che riempie i dintorni. Una passerella rialzata sull'acqua permette di ammirare il fronte di queste pittoresche abitazioni che si affacciano sul La passerella conduce invece direttamente al Sulla sponda settentrionale del canale infine, sua maestà il
Somdet Chao Phraya Road, ma prima di attraversare la superstrada, quasi in corrispondenza del Wat Phitchaya Yatikaram, altro tempio molto scenografico con tanti Princess Mother Memeorial Park, un placido giardino dove la vegetazione si incastra con alcune vecchie strutture edilizie e un padiglione espone ricordi e documenti sulla vita dell'amatissima Regina Madre, la cui casa natale sorgeva proprio da queste parti. Poche decine di metri più vicino al fiume, il bel tempio cinese Gong Wu è un tripudio di colori e di decorazioni che catturano l'occhio anche di chi transita in battello. Il quartiere a ovest della superstrada infine è un manifesto all'integrazione religiosa: il colossale Chao Phraya, ma prima di percorrerla conviene addentrarsi nei suddetti vicoli, che per la maggior parte sono senza uscita, per trovarsi di fronte uno scorcio dopo l'altro. chedi del Wat Kalayanimit, dove nel padiglione centrale campeggia una delle statue di Buddha più grandi di Bangkok mentre lì vicino il canale Wat Arun segna la fine dell'itinerario. L'esplorazione di Thonburi è dunque un'attività estremamente soddisfacente e piena di sorprese, tanto più che ci si ritrova quasi completamente fuori dai principali circuiti turistici potendo interagire quasi tutto il tempo solo con gli abitanti del posto (e anche nei luoghi dove i turisti arrivano, non è che questi siano poi moltissimi), Bangkok Yai si tuffa nel fiume, non prima però di essere passata accanto al piccolo ma imperdibile tempio Guanyin, uno dei più antichi santuari cinesi della città dall'aspetto ancora fortemente autentico. Non è finita qui, perché alle spalle del Wat Kalayanimit, seguendo il canale Bangkok Yai, un altro piccolo quartiere fatti di vicoletti e casette di legno o edifici tradizionali fa da contorno alla piccola ma antica e affascinante moschea Bang Luang, dall'architettura mista araba, cinese, europea e thai unica al mondo. Wat Prayurawongsawat fa da preludio a una rete di stradine che sbuca di fronte alla chiesa cattolica di Santa Cruz. chedi, prang e grandiosi padiglioni, conviene rituffarsi nelle stradine che riportano verso il fiume per incontrare altre due piacevoli attrazioni.
tuttavia in alcune delle arterie principali si vedevano i lavori di costruzione delle classiche rotaie sopraelevate tipiche dello e presto (si parla di una monorotaia per il 2020 che dovrebbe connettere la stazione BTS di Krung Thon Buri con quella ferroviaria di ed è previsto anche un ampliamento della metropolitana) la rete di mezzi pubblici dovrebbe connettere meglio anche questa parte della città togliendogli probabilmente un po' di sana atmosfera ruspante.
(23-25 dicembre 2018 e 4-5 gennaio 2019)


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