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TIZIANO Scuderie del Quirinale: recensione alla grande mostra di Tiziano a Roma di IVANA SALIS

Creato il 06 marzo 2013 da Milanoartexpo @MilanoArteExpo

tiziano scuderie del quirinale, ROMATIZIANO Scuderie del Quirinale, Roma - Recensione di Ivana Salis per Milano Arte Expo. Finalmente una grande mostra dedicata a Tiziano (Tiziano Vecellio Pieve di Cadore 1480-85 – Venezia 1576), il maestro veneto che ha dato al colore la forza della parola. L’esposizione curata da Giovanni Villa è composta da quaranta opere esposte nelle sale delle Scuderie del Quirinale, che dal 5  marzo al 16 giugno, portano a Roma le meraviglie del pittore cadorino. Si percorre tutto il corpus della pittura di Tiziano, dai temi sacri in cui si celebra il potere della committenza, ai ritratti, potenti e allo stesso tempo intimi e capaci di dare brividi seducenti, ai personaggi profani e mitologici. >>

La mostra apre con una grande pala d’altare, commissionata nel 1547 ma realizzata molti anni dopo: il Martirio di San Lorenzo dalla Chiesa dei Gesuiti a Venezia.  Recentemente restaurato grazie alla lungimiranza dell’allora soprintendente a Venezia, Vittorio Sgarbi, e finalmente apprezzabile nell’intensità e nel colore fattosi corpo sotto la graticola di San Lorenzo.

Tiziano Martirio di San Lorenzo, 1547-1559, Venezia, Chiesa dei Gesuiti

Tiziano Martirio di San Lorenzo, 1547-1559, Venezia, Chiesa dei Gesuiti

Usciti da questa prima grande apparizione della maestosità matura del  Tiziano, comincia un percorso tra le opere di carattere sacro. La piccola pala di Anversa che ritrae Il vescovo Jacopo Pesaro presentato a San Pietro da Alessandro VI, datata al 1512-13, ma possibilmente eseguita da un giovane Tiziano tra il 1503 e il 1506, a seguito della commissione per la vittoria ottenuta, dalle truppe di Papa Borgia cappeggiate dal nobile veneziano Jacopo Pesaro, nel 1502, contro i turchi a Santa Maura. In quest’opera è evidente il processo di maturazione di Tiziano prima del suo incontro con Giorgione, arrivato a Venezia nel 1504 e insieme al nostro nella decorazione del Fondaco dei Tedeschi, opera pubblica conclusa nel 1508. Nella Pala di Anversa Tiziano porta alle estreme conseguenze la lezione di Gentile e Giovanni Bellini e l’influenza della pittura fiamminga e tedesca, vista anche la presenza a Venezia, nel 1506 appunto, di Dürer.

Nel Cristo porta croce con il manigoldo del 1514 dalla Scuola di San Rocco, è efficace il confronto tra Giorgione e Tiziano, tanto da averlo lungamente attribuito anche a Giorgione sulla scorta delle “Vite” del Vasari. Per la splendida pala d’altare con la Vergine e il Bambino in gloria, con i santi Francesco e Biagio e il donatore Alvise Gozzi del 1520, proveniente dalla Pinacoteca di Ancona, il dialogo è verso Raffaello. Fu commissionata da Alvise Gozzi, mercante ragusano trasferitosi ad Ancona, il cui nome appare nella scritta sul cartiglio con la data e il nome di Tiziano. Certamente il raffronto è con la Madonna di Foligno di Raffaello del 1511-12, ma Tiziano propone il contatto sfrontato tra il terreno e il divino, nel gesto di presentazione di San Biagio, che indica alla Madonna il Gozzi. Tutto è terso e avvolto dalla luce aurea che dal cielo rimanda alla laguna veneta sullo sfondo. Proseguendo si incontra la Deposizione di Cristo nel sepolcro del 1559, proveniente dal Museo del Prado a Madrid, testimonianza dell’apertura di Tiziano al di fuori del contesto veneto verso la Spagna, con le opere realizzate per Carlo V e Filippo II. Questa deposizione annuncia quale sarà la strada del Tiziano maturo, con un accentuato patetismo, armonizzato da gesti armonici e postura delle masse corporali, che avanzano e si piegano verso il corpo esangue di un Cristo su cui si accende la luce del crepuscolo, in cui lo stesso Tiziano appare nelle vesti di Nicodemo a sorreggere il corpo di Gesù.

Tiziano Annunciazione, 1563-1565, Venezia, Chiesa di San Salvador

Tiziano Annunciazione, 1563-1565, Venezia, Chiesa di San Salvador

Altra opera sublime è L’Annunciazione dalla Chiesa di San Salvador a Venezia, datata tra il 1563-65, da cui emerge la potenza del colore che si rifrange dal turbinio delle schiere angeliche che assistono all’Annuncio dell’Arcangelo Gabriele, in una potenza della luce e del colore che non potrà certo risultare estranea al Tintoretto. Questo trionfo è calmierato dalla staticità e reale presenza, di ascendenza fiamminga, della brocca d’acqua sull’estrema destra del dipinto, la quale non pare subire smottamenti, ma riflettere serenamente l’annuncio a Maria.

La serie dei ritratti è aperta dal Ritratto di Paolo III senza camauro del 1543, al quale è riservata l’intera sala circolare al secondo piano, in cui traspare la rappresentazione umana di un uomo di potere, scavato nel volto e ossuto nelle mani nodose, piegato sul seggio dall’età. Qui Tiziano lascia il passo a una vena d’intimismo che si sottrae alla formula di rappresentazione del ruolo, espressa con posture erette e volti di tre quarti nei dipinti di questo genere degli anni Venti. L’Uomo con il guanto del 1524-25, proveniente dal Louvre, è da porre all’interno della serie dei ritratti di nobili uomini. Testimonia il contatto con la corte dei Gonzaga, e forse è identificabile con il giovane Ferrante Gonzaga, ritratto con la sensibilità di Tiziano, il quale pone innanzi la timidezza di questo giovane, il cui sguardo è fuori dal campo visivo del pittore che lo ritrae e non sfida il tempo negli occhi di chi lo guarderà per secoli. Come non pensare ai ritratti psicologici del Lotto, oscurato dal grande Tiziano, ma ritrovato proprio nella caratterizzazione dei suoi personaggi. Esempio di insuperabile bellezza e sensualità è la Maddalena del Palazzo Pitti, datata 1531-35.

Tiziano Maddalena, 1531-1535, Firenze, Galleria Palatina di Palazzo Pitti

TIZIANO Maddalena, 1531-1535, Firenze, Galleria Palatina di Palazzo Pitti

 

Arriva la parte dei dipinti mitologici, tra cui Danae e la pioggia di monete d’oro dal Museo di Capodimonte a Napoli del 1544-45, lasciva e pronta ad accogliere Zeus e chiunque la guardi desideroso della sua tenera carne. In chiusura La punizione di Marsia del 1570-1576, opera celebrata dell’ultimo Tiziano, in cui tutto si smaterializza in colore che pare sciogliersi come cera sotto lo sguardo di Mida, raffigurante la faccia malinconica del pittore.

La magnificenza del grande Tiziano è ora fatta e compiuta, gli occhi sono pieni e la coscienza del grande talento si emana con potenza. Oggi Tiziano è più grande e inarrivabile di allora.

Ivana Salis

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Elenco delle opere di Tiziano in mostra:

Tiziano Vecellio

Autoritratto, 1565-1566 circa

Madrid, Museo Nacional del Prado

Tiziano Vecellio

Martirio di San Lorenzo, 1547-1559

Venezia, Chiesa dei Gesuiti – Santa Maria Assunta

Tiziano Vecellio

Madonna col Bambino, 1507 circa

Bergamo, Accademia Carrara

Tiziano Vecellio

Il vescovo Jacopo Pesaro presentato a san Pietro da Alessandro VI, 1512-1513

Antwerp, Koninklijk Museum voor Schone Kunsten

Tiziano Vecellio

Orfeo ed Euridice, 1512 circa

Bergamo, Accademia Carrara

Tiziano Vecellio

Battesimo di Cristo, 1512

Roma, Pinacoteca Capitolina

Tiziano Vecellio

Madonna e il Bambino con i santi Caterina e Domenico e un donatore, 1511-1512

Mamiano di Traversetolo, Fondazione Magnani Rocca

Tiziano Vecellio

Cristo porta croce con il manigoldo, 1514 circa

Venezia, Scuola Grande di san Rocco

Tiziano Vecellio

Vergine con il Bambino in gloria, con i santi Francesco e Biagio e il donatore Alvise Gozzi, 1520

Ancona, Pinacoteca Civica Francesco Podesti e Galleria d’Arte Moderna

Tiziano Vecellio

Apparizione della Madonna con il Bambino ai Santi Caterina di Alessandria, Nicola di Bari, Pietro, Antonio da Padova, Francesco d’Assisi e Sebastiano, detta Madonna di San Niccolò dei Frari

1512-1514 circa I versione, 1522-1526 circa II versione

Città del Vaticano, Musei Vaticani

Tiziano Vecellio

Annunciazione, 1535 circa

Venezia, Scuola Grande di San Rocco

Tiziano Vecellio

San Giovanni Battista nel deserto, 1542

Venezia, Gallerie dell’Accademia

Tiziano Vecellio

Resurrezione di Cristo, 1542-1544

Urbino, Galleria Nazionale delle Marche

Tiziano Vecellio

Cristo Crocifisso, 1555-1557

Madrid, El Escorial, Monastero di San Lorenzo, Patrimonio Nacional

Bottega di Tiziano Vecellio

Cristo crocifisso e il buon ladrone, 1560-1570

Bologna, Pinacoteca Nazionale

Tiziano Vecellio

Crocifissione, 1558

Ancona, Chiesa di San Domenico   Pinacoteca Civica Francesco Podesti e Galleria d’Arte Moderna

Tiziano Vecellio

Deposizione di Cristo nel sepolcro, 1559

Madrid, Museo Nacional del Prado

Tiziano Vecellio

Annunciazione, 1563-1565

Venezia, Chiesa di san Salvador

Tiziano Vecellio

Ritratto di Paolo III senza camauro, 1543

Napoli, Museo di Capodimonte

 

Tiziano Vecellio

Il concerto, 1510-1511 circa

Firenze, Galleria Palatina di Palazzo Pitti

Tiziano Vecellio

Salomè con la testa del Battista, 1516 circa

Roma, Galleria Doria Pamphilij

Tiziano Vecellio

Flora, 1517 circa

Firenze, Galleria degli Uffizi

Tiziano Vecellio

Uomo col guanto, 1524-1525

Parigi, Musée du Louvre – Département des Peintures

 

Tiziano Vecellio

Ritratto di Tommaso Mosti, 1520

Firenze, Galleria Palatina di Palazzo Pitti

 

Tiziano Vecellio

Ritratto di Francesco Maria I della Rovere, duca di Urbino, 1536-1538

Firenze, Galleria degli Uffizi

 

Tiziano Vecellio

Ritratto di Giulio Romano, 1536 circa

Mantova, Museo Civico di Palazzo Te

Tiziano Vecellio

Ritratto di Carlo V con il cane, 1533

Madrid, Museo Nacional del Prado

Bottega di Tiziano Vecellio

Ritratto del doge Marcantonio Trevisan, 1553-1554

Budapest, Szépmuvészeti Múzeum

Tiziano Vecellio

Ritratto del doge Francesco Venier, 1555

Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza

Tiziano Vecellio

La Bella, 1536

Firenze, Galleria Palatina di Palazzo Pitti

Tiziano Vecellio

Maddalena, 1531-1535

Firenze, Galleria Palatina di Palazzo Pitti

Valerio Zuccato

Ritratto del cardinal Pietro Bembo, 1542

Su cartone di Tiziano Vecellio

Firenze, Museo Nazionale del Bargello

Tiziano Vecellio

Ritratto di Ranuccio Farnese, 1542

Washington, National Gallery of Art  Samuel H. Kress Collection

Tiziano Vecellio

Ritratto di Benedetto Varchi, 1540-1541

Vienna, Kunsthistorisches Museum

Tiziano Vecellio

Danae e la pioggia di monete d’oro, 1544-1545

Napoli, Museo di Capodimonte

Tiziano Vecellio

Venere benda Amore, 1559-1561

Roma, Galleria Borghese

 

Tiziano Vecellio

Allegoria del Tempo governato dalla Prudenza, 1565 circa

Londra, The National Gallery  presented  by Betty and Davis Koetser, 1966

Tiziano Vecellio

Autoritratto, 1562 circa

Berlino, Gemäldegalerie, Staatliche Museen zu Berlin – Preußischer Kulturbesitz

 

Tiziano Vecellio

La punizione di Marsia, 1570-1576 circa

Kromeríž, State castle Archiepiscopal Chateau Kromeriz Olomouc Museum of Art

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catalogo della mostra Tiziano alle Scuderie del Quirinale

TIZIANO

a cura di Giovanni C.F. Villa

Il volume accompagna la grande mostra dedicata a Tiziano alle Scuderie del Quirinale di Roma. Tiziano è universalmente riconosciuto come uno dei massimi interpreti del Cinquecento europeo. Dai primi capolavori compiuti nelle botteghe di Giovanni Bellini e Giorgione fino alle ultime, struggenti tele, il catalogo traccia il percorso umano e artistico del pittore veneto, attingendo alle scoperte emerse delle indagini diagnostiche più recenti.

Un catalogo, riccamente documentato, che recupera un brano esemplare della storia dell’arte italiana.

Silvana Editoriale

2013, 23 × 28 cm, 304 pagine, 150 illustrazioni a colori, brossura con alette

ISBN ed. italiana EAN 978883662545-1, ISBN ed. inglese EAN 978883662585-7, prezzo speciale in mostra € 29,00 (edizione in brossura)

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MAE Milano Arte Expo [email protected] ringrazia Ivana Salis per il testo / recensione sulla mostra TIZIANO alle Scuderie del Quirinale, Roma.

Milano Arte Expo
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