Mi appoggiò le mani sulle spalle e stando di fronte a me mi guardò diritto negli occhi. Un liquido nero e denso nel fondo delle sue pupille formava strani diagrammi a spirale. Per un lungo istante quei suoi bellissimi occhi mi scrutarono dentro.
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La morte era parte di quel fermacarte, parte indissolubile delle quattro palline bianche e rosse allineate sul tavolo di biliardo. E sentivo che noi vivevamo inspirandola come una finissima polvere.
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Riprendemmo a camminare senza meta per le strade di Tokyo. Camminavamo all'infinito percorrendo salite, oltrepassando fiumi, attraversando incroci, senza avere in mente una meta precisa. Ci bastava il fatto di camminare. Lo facevamo senza mai vacillare, come un rito religioso per la salvezza dell'anima.
(Norwegian Wood - Haruki Murakami, 1987)