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Tokyo (seconda volta)

Creato il 18 marzo 2017 da Alessio Sebastianelli @bastianatte

Per tale motivo non si finisce mai di scoprire questa mastodontica e poliedrica megalopoli e anche durante i soggiorni successivi al primo (eventualità che poi, dato che ci si ritroverà immancabilmente qui come tappa iniziale o finale, o entrambe, di ogni viaggio nel paese del Sol Levante, è anche probabile) si trova sempre qualcosa di nuovo e curioso da fare o da vedere. Le generalità sulla città, le informazioni su come muoversi, le attrazioni e le attività principali, quella da "prima volta", le ho descritte negli articoli inerenti il mio primo viaggio in terra nipponica: Oltre all'ostello a Tokyo ovest e ; per questo ritorno invece ho deciso di scovare quanti più possibili tra i quartieri più pittoreschi, piacevoli, insoliti, stuzzicanti e magari meno famosi e battuti dalla massa in modo da individuare il mio preferito, senza però perdere l'occasione di tornare in qualche posto più famoso per approfondirne la visita o fare qualche attività che avevo saltato durante il mio primo soggiorno.
Il quartiere poi è piuttosto piacevole: situato circa 3 km a sud del suo più famoso quasi-omonimo, sulla sponda occidentale del largo fiume in corrispondenza della confluenza del più piccolo , Sumida dove avevo alloggiato anche la volta precedente, un'ottima sistemazione in posizione anche più conveniente della precedente si è rivelata la Tsubame Guest House, un ostello semplice e pulito, dalle camerate piccole ma con buoni comfort e un bel terrazzo, a 5 minuti a piedi dalla stazione di Asakusabashi, dove passa sia una linea della metro che la Sobu della JR. è di stampo prevalentemente residenziale ma può comunque vantare una bella passeggiata lungofiume sul maggiore dei due e qualche localetto che si affaccia sul minore con qualche barcone ormeggiato. Asakusabashi

Sotto ai binari della Poco più a ovest, alle spalle del parco del Palazzo Imperiale, si può scendere alla stazione di
Sobu poi c'è una lunga fila di ristorantini e piccole izakaya che garantiscono una leggera vitalità serale, ma comunque camminando per un quarto d'ora circa seguendo il percorso delle rotaie verso ovest si arriva comodamente ad Akiba, come viene comunemente chiamata dagli abitanti, è una tappa obbligata ogni volta che si viene a Tokyo per curiosare tra i suoi mille negozi di elettronica o nei suoi grandi centri commerciali sempre a tema elettronico, fotografare le impressionanti insegne luminose e le giovani ragazze vestite da maid o con qualche altro costume stravagante che per strada distribuiscono volantini dei caffè tematici per cui lavorano (e magari passare anche un po' di tempo in qualcuno di questi), giocare nelle impressionanti sale da gioco che riempiono palazzi interi o andare a caccia di souvenir curiosi facendo magari anche shopping selvaggio nei grandi magazzini Don Quijote (buste di kit-kat al tè verde o altri gusti eccentrici, Lidabashi per inoltrarsi in una delle zone più pittoresche della città. Nei pressi di questa si trova il Tokyo Dome, lo stadio del baseball situato al centro di un complesso con un piccolo parco dei divertimenti, centri commerciali, zone pedonali e infine un bel giardino tradizionale (oltre a una colorata folla di appassionati se si capita qui il giorno delle partite); mentre nella direzione opposta un bacino artificiale lungo e stretto permette allo sguardo di spaziare un po', ma è inoltrandosi lungo Waseda-dori che si entra nel pittoresco quartiere di Kagurazaka. geta a poco prezzo, yukata, divise da studente/essa delle superiori, attrezzi strani e chi più ne ha più ne voglia) di cui la sede di Akihabara è quella principale e ospita anche il teatro dove il gruppo j-pop di ragazze AKB48 si esibisce quotidianamente. Akihabara.
Lungo la sua via principale si susseguono negozi di prelibatezze e ristoranti di vario tipo e di buon livello, sia tradizionali che di cucina internazionale, ma gli scorci più incantevoli si raggiungono prendendosi nelle stradine laterali e girando a caso, con la speranza di trovare magari una locanda tradizionale (questo era uno dei quartieri principali dove lavoravano le geishe) o un tempietto. L'aspetto gradevole del quartiere e la sua atmosfera placida lo rendono uno dei luoghi più piacevoli della metropoli per passeggiare e fermarsi a bere o mangiare qualcosa; in certi momenti sembra quasi di essere in un villaggio europeo.

Il panorama migliore secondo molti è quello che si gode dalla terrazza panoramica della Se non avete voglia di spendere soldi, o magari la giornata non è abbastanza limpida per rischiare la spesa per salire sulla
Un'attività da non perdere se la giornata mostra ampi squarci di azzurro nel cielo (cosa tutt'altro che scontata in estate a Tokyo) è quella di osservare la città dall'alto.
Mori Tower, nel quartiere di Roppongi-Akasaka, ma per salire bisogna pagare un biglietto che permette anche la visita al museo annesso ed è piuttosto costoso. Questo quartiere in realtà si caratterizza però più per la vita notturna (dato l'alto numero di grandi locali anche in stile occidentale che offrono musica dal vivo o tipo disco-bar con tanta gente e confusione: se si è in gruppo la serata può anche essere divertente, ma da solo non mi hanno ispirato molto) e per i suoi grossi complessi commerciali come Roppongi Hills, dove si trova appunto la Mori Tower, sulla storica Tokyo Tower situata nella stessa zona o sull'impressionante Skytree a Sumida, le alternative comunque non mancano: una buona idea è quella di dirigersi a Ginza e, dopo aver passeggiato ammirando le elegantissime boutiques che la caratterizzano, puntare allo Shiodome. Tra i tanti grattacieli che caratterizzano quest'area commerciale, il Dentsu Building, alto più di 200 metri, permette il libero accesso agli ascensori che portano all'ultimo piano dove ci sono alcuni ristoranti e un piccolo atrio con i finestroni dai quali si apre un bellissimo panorama su tutta la zona della baia cittadina e di Odaiba (dall'ascensore invece si guarda verso il centro, ma la visione è più fugace). Mori Tower, o Tokyo Midtown, il cui grattacielo principale è il più alto della città, dove oltre ai negozi dei centri commerciali ci sono cinema, teatri, spazi espositivi, palchi, giardini con passeggiate e fontane, terrazze con tavoli all'aperto, ristoranti e locali.

Il più famoso dei panorami gratuiti è però quello dai grattacieli gemelli del È impossibile non tornare in quello che è il quartiere più famoso e vario di Tokyo e dopo il panorama si può girare piacevolmente per la zona a luci rosse di Subito a nord di Sono molti i giovani giapponesi che vengono qui a fare shopping e a mangiare, visti anche i prezzi piuttosto economici, e in generale ci si può immergere per qualche ora nella cultura coreana. Oltre
Metropolitan Government a Shinjuku, dove vale sempre la pena di andare (soprattutto visto che l'altra volta era nuvolosissimo e si vedeva ben poco; questa volta è andata meglio ma il Fuji non era comunque visibile). Kabuki-Cho, molto vivace anche di giorno, ammirando la gigantesca testa di Godzilla che sbuca tra i palazzi (inaugurata nel 2015, quindi assente durante la mia prima visita), o in quella più commerciale intorno e subito a est della mastodontica stazione per poi concludere con una cenetta a base di ramen, Shinjuku, la linea Yamanote porta alla stazione di Shin-Okubo invece, il quartiere di Takadanobaba è di stampo principalmente residenziale e tipicamente giapponese moderno, ma è molto frequentato dagli studenti universitari e c'è anche qualche pittoresca stradina con i classici colori degli izakaya, dei bar e dei locali. Il fiume Kanda che attraversa il quartiere e diversi karaoke e grandi magazzini ne completano le caratteristiche. Shin-Okubo, conosciuta anche come Korea Town. In questo quartiere infatti nelle ultime decine di anni hanno preso domicilio migliaia di coreani e ora lungo la via principale e nei vicoli che si dirigono verso sud, tra le casette che compongono il distretto si possono trovare un grandissimo numero di alimentari, mercati e ristoranti che propongono i piatti, gli ingredienti e i prodotti tipici della cucina coreana e si alternano con i negozi di gadget, oggetti e capi di abbigliamento legati alla cultura k-pop (gli adesivi con le facce degli idoli del pop sono un po' inquietanti a dire la verità). soba o udon, yakitori e sakè in una delle bettole di Omoide Yokocho, un vicoletto strettissimo ingombro di gente subito a nord della stazione stessa. Attenzione però: uno yakitori tira l'altro e se vi lasciate andare il conto alla fine potrebbe non essere poi tanto leggero.

Una passeggiata ad La serata poi la si può poi passare a Dopo tutte queste scoperte però, devo dire che il mio posto preferito di Tokyo rimane il quartiere Anche senza affrontare il bel percorso che arriva dal parco di
Harajuku lungo Takeshita-dori o Shibuya in mezzo a una fiumana di gente e tante luci e locali, cenando magari con un buon ramen nel palazzo con la facciata dipinta accanto al grande magazzino Forever 21, all'interno del quale ci sono solo ristoranti che propongono questo gustoso piatto. Volendo evadere però dai posti più famosi e battuti di questa zona, una buona idea è quella di prendere dalla stazione di Shibuya la linea Inokashira della Yanesen (acronimo formato dai distretti di Yanaka, Ueno (magari fermandosi a mangiare qualcosa e fa fare foto al coloratissimo mercato di Ameya-Yokocho, o Ameyoko come dicono tutti, sotto alla ferrovia) e incrocia il grande cimitero monumentale, alcune costruzioni storiche in legno e diversi piccoli e graziosi templi, si può direttamente scendere alla stazione di Nippori e trovarsi in un attimo in Yanaka Ginza, la via commerciale del quartiere, per fare incetta di cibo da strada sorseggiando una birra alla spina o pensare alla cena comprando uno dei deliziosi bento nella bottega in fondo alla via. Nezu e Sendagi) con la sua atmosfera familiare sospesa nel tempo, i ritmi rilassati e le pittoresche stradine che rimandano a un passato prossimo quasi da paese di provincia. Keio (tra l'altro durante il percorso a piedi si passa davanti a una vetrata da dove si ha un'ampia veduta dall'alto del famoso trafficatissimo incrocio), che passando stretta stretta tra i palazzi permette di raggiungere dopo sole 4 fermate la stazione di Shimokitazawa. Cat Street per ammirare le bellissime boutiques e la folla di ragazzi e ragazze dai vestiti colorati e stravaganti fermandosi magari a comprare qualche vestito od oggetto particolare oppure qualcosa nel grande magazzino a 100 yen di Daiso è un'attività obbligatoria in una giornata di un fine settimana estivo, ma anche uscire un po' dal caos per rifugiarsi nel bosco che circonda il santuario Meiji-jingu o ancora meglio ciondolare un po' sui prati del grande parco Yoyogi lì vicino può risultare molto piacevole.
Questo quartiere è un piccolo gioiello: percorso da stradine strette su cui si affacciano bassi palazzotti in stile moderno ma piacevole, è diventato negli anni uno dei punti di riferimento di artigiani e artisti, soprattutto di moda ma non solo, che qui hanno le loro botteghe e provano a vendere i loro lavori. Molti sono poi i negozi dell'usato e del vintage cui si alternano dei graziosi caffè dove trovare anche piatti di estrazione americana e occidentale e qualche locale dove la sera non è infrequente trovare musica dal vivo.
Non bisogna però limitarsi a questa deliziosa stradina, ma proseguire la passeggiata e scoprire che la zona nasconde altri splendidi vicoli dall'aspetto caratteristico con qualche caffè e localetto da non lasciarsi sfuggire, numerose gallerie d'arte, diversi piccoli altri templi e altrettanto piccole zone verdi che toccano il cuore. Di altri piccoli quartieri che potrebbero affascinare il visitatore con le loro caratteristiche uniche a Tokyo ve ne sono moltissimi, per questo vale sempre la pena di ritornare in questa metropoli multifaccia e ingegnarsi a scoprire qualcosa di nuovo e inaspettato.



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