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Tom brevoort, la "nuova normalità" dell'industria del fumetto e altre facezie

Creato il 24 ottobre 2014 da Comixfactory

Tra una risposta sarcastica e una analisi dettagliata, il blog attraverso il quale Tom Brevoort , Senior Vice President of Publishing della , risponde alle domande dei lettori rappresenta sempre ricco di spunti e di interessanti riflessioni (senza trascurare che qualche volta strappa qualche risata di gusto!). L'argomento più in voga, questa settimana, è quello relativo alla forte ondata di chiusure dei titoli che hanno fatto parte dell' All-New Marvel NOW!. Come molti di voi ricorderanno, alcuni mesi dopo il Marvel NOW!, operazione di rilancio attraverso la quale la casa editrice provò (in molti casi riuscendoci) a dare nuova linfa vitale alle sue collane più classiche, fu varata questa seconda ondata di rilanci con la quale si corresse il tiro di alcune operazioni non perfettamente riuscite nella fase precedente e si diede spazio ai tutta una serie di (affascinantissimi) personaggi minori. In breve tempo gli scaffali delle fumetterie statunitensi hanno cominciato a ospitare serie dedicate a Iron Fist, Black Widow, She-Hulk, Elektra e molti altri, ma l'invasione non ha avuto vita lunga e in pochi mesi molte della collane rilanciate (incluse quelle dedicate a Wolverine e ai Fantastici Quattro) hanno chiuso i battenti. Ecco che allora le critiche e le perplessità dei lettori emergono spontanee. Come nel caso di un appassionato che chiede, alla luce delle ultime novità annunciate dalla Marvel, che senso ha lanciare una collana dedicata a Squirrel Girl se si è già consapevoli che durerà poco più di qualche mese.

"Le serie non avranno vita lunga se voi deciderete di non comprarle" ha risposto Tom Brevoort, aggiungendo poi "Credo che dovrai venire a patti con quella che è attualmente la normalità, sono finiti i tempi in cui un qualsiasi titolo potrebbe durare all'infinito, indipendentemente da quelle che potrebbero essere le sue performance di vendita. Abbiamo rilanciato Uncanny Avengers con il numero 25, questo è un buon indicatore per comprendere in quale mondo viviamo adesso.
Se l'unico criterio con il quale decidete di compare una serie è quello di interrogarsi se resterà sul mercato uno o due anni, be' allora vi converrà comprare quelle serie che si possono considerare perenni, cioè che in un modo o nell'altro sono sul mercato dagli anni '60. Ma se siete interessati ai contenuti, e all'esperienza della lettura, allora potrete comprare qualsiasi cosa sia in grado di destare il vostro interesse.
Come una serie televisiva, un film o una serie di romanzi, saranno destinati a un numero finito di episodi e questi potrebbero essere meno di quanti voi ne desideriate. L'unica cosa in grado di aumentarne il numero sarà la quantità di persone che lo acquisteranno.
Ma se anche la serie dovesse terminare, se quelle storie vi sono piaciute, se vi hanno colpito, se ne sentite la mancanza, allora hanno perfettamente adempiuto al loro compito di intrattenervi.
Questa è la nuova normalità.
Tutto il resto dipende da voi."
La risposta di Brevoort sembra però aver scatenato le perplessità dei suoi interlocutori. Un lettore, allora, chiede "nel parlare di nuove numerazioni e ripartenze hai paragonato i fumetti alle serie TV e ai romanzi, ma se una serie, concepita per durare più stagioni, viene interrotta dopo solo una stagione vuol dire che non ha adempiuto al suo scopo originale, a differenza di quel che sostieni riguardo il fatto che una serie concepita per durare di più ha fatto il suo dovere anche se vende poco e non va oltre un certo numero di albi. Credo che quel che tu dici non sia completamente giusto, anche perché i romanzi e le serie TV continuano con la loro numerazione e non cambiano di continuo numerazione (riprendendo anche quello storica) solo per creare una accelerata nelle vendite".
Brevoort replica: "Alcune serie televisive proseguono per più di una stagione. E lo fanno perché hanno spettatori a sufficienza. Ma ogni anno il numero di vittime tra le serie TV è sconvolgente. E il numero di serie di cui vengono trasmessi solo i primi tre episodi e poi svaniscono per sempre è enorme. Non sono sicuro di capire quel che vuoi dire con il fatto che ricorrendo alle numerazioni storiche non aiutiamo la causa - sembra che in giro ci siano più fan che apprezzano il ritorno alle vecchie numerazioni di quanti non ne siano contenti".
Continuando il parallelismo tra serie TV e fumetti, il lettore aggiunge:"L'unica serie TV che mi viene in mente che faccia ricorso al vostro metodo è American Horror Story, ogni stagione è una nuova storia con lo stesso cast che interpreta personaggi diversi. La nuova normalità, dunque, consiste solo nel mostrare quanto stia diventando avara la Marvel adesso che si sta trasformando in una di quelle orribili corporazioni che spesso vengono mostrate anche all'interno dei vostri fumetti".
"Non sono sicuro che chiudendo le serie che non vendono a sufficienza si dimostri quanto la Marvel sia diventata avara. Di sicuro dimostra il nostro istinto di sopravvivenza, pubblicare serie in perdita sarebbe il modo migliore per uscire dal mercato.
E tu sostieni che questa sembra essere una novità. Ma non lo è.
Nel 1962 la serie di Hulk fu cancellata dopo sei numeri. Perché? Non vendeva.
Nel 1969 la serie degli X-Men fu cancellata dopo sessantasei numeri. Perché? Non vendeva a sufficienza. [...]
Siamo una casa editrice. Questo vuol dire che dobbiamo assumere decisioni editoriali. E alcune di queste decisioni devono tener conto della capacità di produrre profitti che ha ciò che stiamo producendo.
Se hai costruito qualcosa che sembra non attira i lettori, allora è il momento di lasciar perdere e costruire qualcos'altro. E forse qualche in un momento futuro il momento sarà quello giusto per Hulk, gli X-Men o qualche altro personaggio".
Ma il Senior vice president of Publishing come risponde all'accusa che gli viene mossa di ignorare le critiche dei lettori più fedeli (e conservatori)? "Tutti gli appassionati sono liberi di criticarci e di sottoporci le loro opinioni. Ne è loro facoltà ed è un loro diritto. Ma noi siamo liberi di prenderne atto e di ignorarle. È un nostro diritto.
Soprattutto quando una particolare serie sta vendendo bene, l'argomento utilizzato da molti che è quello di sostenere che la serie non piace a nessuno è chiaramente un nonsense. Alcuni comprano quei fumetti. E io sono fiducioso che i nostri lettori non comprano una serie, albo dopo albo, se non gli piace quel che è contenuto all'interno. Posso prendermi gioco delle persone che vengono a parlare con me su questo blog con fare belligerante o che sentono di essere i portavoce dell'intero comicdom, quando chiaramente non lo sono. In genere rispondo alle domande con lo stesso tono con cui mi vengono rivolte. E questo è il mio blog, ed è frivolo come piace a me. E tu puoi leggerlo o decidere di non farlo. È una tua scelta.
E parlando di frivolezza non si può accusare del contrario Tom Brevoort, autore alle volte di risposte davvero esilaranti alle domande (o critiche) più improbabili. "Bruce Wayne è più ricco di Lex Luthor?"chiede un anonimo lettore, ed ecco la risposta puntuale: "Questa è quella che definisco una bella domanda. Dopo averci riflettuto alcuni minuti, il mio istinto mi ha consigliato che con tutta probabilità Lex Luthor è più ricco di Bruce per il semplice motivo che si tratta di un criminale. Non si fa alcuno scrupolo di compiere azioni illegali pur di conseguire i propri fini, naturalmente non si può fare lo stesso discorso per Bruce. Quindi credo che se Bruce abbia iniziato con una ricchezza maggiore, a un certo punto credo che Lex lo abbia sorpassato.
Naturalmente molto dipende dallo status quo di Lex Luthor nel DC Universe nel momento in cui noi compiamo la nostra analisi. Se Lex è inquisito o condannato per i suoi delitti, è possibile che le sue ricchezze siano sotto sequestro per ricompensare le vittime dei suoi crimini. D'altra parte Bruce devo comprare sempre tonnellate di batarangs così come deve continuamente ri-equipaggiare la sua batmobile. Tuttavia anche gli armamenti di Lex finiscono puntualmente per essere distrutti, così è presumibile immaginare che le sue spese siano superiori.
In ogni caso, Tony Stark puo venderli e ricomprarli senza alcun problema".
Ma la risposta più divertente di tutte è quella data a un fan imbufalito per il trattamento riservato dalla DC Comics a Batgirl."Hai letto Batgirl #35? Hanno rilanciato Batgirl con un nuovo costume e una nuova direzione narrativa. In questo numero si sveglia totalmente devastata dopo una notte di bagordi e neanche si rende conto di aver fatto sesso con uno stronzo qualsiasi, di cui nemmeno si ricorda il nome... Tom, se tu permetterai che nel Marvel Universe, ti prometto che verrò a cercarti ovunque tu sia e te la farò pagare! Ok, non lo farò, ma era solo per farti capire che sono molto, molto contrariato".
"Non preoccuparti. Ti prometto che nessun personaggio del Marvel Universe dormirà con Batgirl".

Che aggiungere? Alla prossima!


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