Il titolo Toradora! (とらドラ!) deriva dai nomi dei due protagonisti: tora 虎 significa tigre (che può anche essere traslitterato dall'inglese in taigā), e il soprannome di Aisaka è Tenori Taigā (手乗りタイガ-, Tigre Palmare); dora è l'abbreviazione di doragon ドラゴン (da l'inglese dragon), infatti il primo carattere nel nome di Ryūji (竜 ryū) significa drago.
Quella che appare - ed effettivamente è - la solita storia di amori, disamori, amicizie e complessi poligoni sentimentali ambientata nel classico liceo giapponese, nel quale si svolgono tutte le attività del caso (dal festival della cultura al galà natalizio, dallo scambio di cioccolato a S. Valentino alla gita di classe, alle vacanze al mare), riesce a conquistarsi un posto nel cuore dello spettatore grazie ai suoi personaggi, la vera carta vincente di questo anime.
Ryūji si fa amare da subito perché è praticamente privo di difetti. Nonostante viva con una famiglia sgangherata composta dalla madre - che di lavoro fa la hostess, e non sugli aerei né in fiera - e un pappagallino in pessima salute che non sa dire il proprio nome, è saggio e pieno di giudizio, ha ottimi voti a scuola, è un cuoco provetto e anche discretamente figo.
Taiga sembra inizialmente una mocciosa viziata e prepotente, ma man mano che si entra nel vivo della storia emergono i suoi problemi con dei genitori ricchi e assenti, le sue insicurezze riguardo al proprio corpo, la paura della solitudine e tutta una serie di debolezze che spiegano le sue reazioni eccessive e ne fanno una figura umanissima, quella che tra tutte mi ha più emozionata e mossa a sincera compassione.
L'aspetto tecnico è sopra la media dei prodotti di questo genere ed è quasi paragonabile a quello dei lungometraggi destinati al cinema, soprattutto dal punto di vista della regia. Il character design non brilla per originalità, ma funziona bene in questo contesto.
Le 25 puntate di questa serie scorrono veloci e piacevoli, tra simpatiche gag e qualche momento di commozione. Il tentativo di rappresentare l'adolescenza (un'adolescenza certamente semplificata e stereotipata secondo i canoni giapponesi) è piuttosto riuscito e non è difficile riconoscersi almeno in parte in uno dei protagonisti, in qualche difetto scemo o mania inspiegabile. Consigliato a chi ha voglia di sentirsi teenager almeno per qualche ora.