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Torino Vs juventus: 0-1, ovvero con la sola difesa non si conquista un derby.

Creato il 29 settembre 2013 da Maurocanavese @Maurone
(Il saluto sconsolato dei giocatori granata ai tifosi a fine partita)

(Il saluto sconsolato dei giocatori granata ai tifosi a fine partita)


Potrei semplicemente riportare qui sopra quanto ho scritto, a caldo, sulla mia pagina di facebook, appena concluse le ostilità del derby, ovvero: “Puoi subire un gol in fuorigioco, puoi attrezzare in campo una buona tattica per contenere gli avversari più forti di te, puoi cercare di metterci il cuore, ma se non tiri in porta non combini un cazzo. È l’ABC del calcio, bellezza”.
Davvero, non saprei che altro dire di più sintetico e sensato, ma provo lo stesso a riportare, nonostante la forte delusione per l’esito del match, qualche altra riflessione.

Il primo tempo del derby è stato lo specchio di una partita vissuta senza particolari spasimi, con una juve che si faceva preferire per palleggio e che arrivava speso in area, ma senza trovare il guizzo vincente, grazie alle buone marcature dei difensori granata, tra i quali si segnala un Moretti particolarmente attento nella visione di gioco e pulito negli interventi, mentre Glik partito un po’ fuori misura ad inizio match, pian piano ritrova fiducia, provando pure un tiro dalla distanza ma ampiamente fuori misura, sufficiente pure la prova di Rodriguez più sicuro che con il Verona, e schierato al posto di un Bovo che nel riscaldamento si blocca per un risentimento muscolare; inoltre erano supportati dai laterali, come Darmian, che doveva costantemente tenere a bada un pericolosissimo Asamoah, e dai ripiegamenti dei tre mediani di centrocampo, dove Brighi si fa luce a forza di sportellate; il Toro dal canto suo cercava di ripartire con rapide azioni in orizzontale per lo più per Cerci, ma a parte un colpo di testa fuori misura di D’Ambrosio su azione d’angolo, meno vivace del solito sulla fascia ma provvidenziale su alcuni tagli in marcatura a salvare il risultato, e una punizione di Cerci che non centrava la porta per un paio di metri i granata non riusciranno seriamente a combinare altro per il resto del match, anche perché Vives, bravo nei raddoppi di marcatura su Tevez e altri avversari, non è poi così irreprensibile sui lanci per i suoi compagni, mentre Immobile, impegnato in una gara di costanti ripiegamenti, non riesce poi a combinare nulla di lucido in attacco. Le rispettive difese la fanno per lo più da padrone e i due portieri devono impegnarsi solo nell’agguantare palloni che ballano senza esito dalle loro parti. In un paio di occasioni si arriva ad usare i modi forti quando i diretti concorrenti scappano via in velocità, come nel caso dei falli di Marchisio su Cerci, Pogba su El Kaddouri e Immobile su Tevez, tutti sanzionati con giuste ammonizioni. Ed alla fine delle ostilità per l’intervallo è persino il Torino ad avere nel computo un maggiore possesso di palla.

La seconda frazione si apre con un cambio a sorpresa per il Toro, infatti anche Rodriguez deve arrendersi a guai muscolari negli spogliatoi, e Ventura inserisce Masiello a sinistra, spostando D’Ambrosio sulla fascia destra e Darmian centrale di destra con Glik che prende le mansioni del “Pelado”. Questo scombussolamento crea delle difficoltà alla retroguardia granata che sembra meno affiatata rispetto alla prima frazione, cosa subito colta al volo dalla juve che schiaccia sull’acceleratore e dopo una conclusione alta di Tevez, và vicino al vantaggio con Giovinco che si ritrova a tu per tu con Padelli dopo una sponda di Tevez in azione di penetrazione centrale, ma il portiere granata è bravo a coprire lo specchio e a deviare di piede. Purtroppo il gol è nell’aria e al 54° su azione di calcio d’angolo Bonucci prolunga di testa per Tevez che coglie la traversa, sulla ribattuta è lesto Pogba a mettere in rete. L’argentino però al momento dell’assist aereo del difensore è in fuori gioco e a poco valgono le proteste dei granata, l’arbitro, un pur corretto ed equilibrato fino a quel momento Mazzoleni, convalida. Và detto anche che la retroguardia granata nell’episodio è stata per lo più a guardare lasciando ai bianconeri la facoltà di colpire il pallone per tre volte di seguito senza contrasti. Masiello poi non ha né la tecnica, né il coraggio di D’Ambrosio in quel ruolo e a parte un recupero con un accenno di serpentina trasversale a centrocampo verso il 70° non combinerà nulla per il resto della partita. Ventura prova a ridisegnare la sua squadra inserendo Meggiorini per un El Kaddouri vivace nel primo tempo, ma calato di lucidità nella seconda frazione. Il numero 69 mette subito in campo un certo agonismo, ma alla fine sarà un atteggiamento fine a se stesso; mentre Vives e Brighi proveranno a più riprese ad accendere la verve di Cerci che in un paio di occasioni sembra riuscire a trovare la serpentina giusta per mettere in crisi i suoi marcatori, ma al momento di metterla in mezzo o concludere l’11 granata manca l’atto decisivo. La juve, visto il tramortimento degli avversari, si limita a controllare la partita con alcuni inserimenti che fanno sudare la retroguardia granata come ad esempio su un diagonale di Tevez sporcato da un difensore in angolo e su una conclusione al volo di Vucinic verso fine partita su cui Padelli si supera, facendo rimanere in partita i propri compagni, che nonostante un forcing, finalmente degno di questo nome, non portano conclusioni nello specchio della porta. L’inserimento di Farnerud per Vives non cambia l’inerzia e la partita finisce con l’ennesima sconfitta in un derby.

Il meglio il Toro, ripeto, l’ha fatto vedere in fase di ripiegamento, specialmente nel primo tempo. Ma la fase d’attacco è stata fin troppo scialba. Certo l’avversario è quello che è, ma è sembrata semmai pesare una certa pavidità dopo il vantaggio ospite, come se ad un certo punto la squadra pensasse di più a limitare i danni, sperando in un qualche clamoroso episodio favorevole da sfruttare nei minuti finali. Troppo poco. Non è così che si affronta un derby. Ventura dovrebbe farsi carico anche della responsabilità del fatto che una prova così modesta è frutto di un atteggiamento mentale sbagliato. Giocatori poco carichi e con una prospettiva di mestiere troppo rinunciataria. Poi la domanda, che un po’ tutti ci facciamo in questo momento: Perché inserire proprio Masiello, che non vede il campo dal 12 maggio, e non Pasquale che almeno fisicamente e come potenziale tattico gli è superiore? Certo forse nulla sarebbe cambiato, tenendo conto che comunque un altro centrale in rosa c’è, quel giovane Maksimovic che però è ancora un oggetto misterioso e che Pasquale nei pochi minuti giocati contro il Milan ha comunque regalato ai rossoneri un rigore, ma Masiello, è chiaro ormai da tempo, non è elemento di categoria.
Ventura ha sparso ottimismo a piene mani nelle settimane scorse a proposito del derby, non senza una certa presunzione e un sarcasmo negli ultimi giorni che è parso già in quel momento fuori luogo. Rimarrà sicuramente un tecnico con un grande potenziale ed esperienza, ma nei derby il vero “Mister Libidine”, per quanto mi riguarda, rimane Moreno Longo con l’impresa di una settimana fa nella stracittadina della Primavera. Averlo visto oggi all’Olimpico quella grinta e quella caparbietà e quel cuore che i ragazzi allenati da Longo hanno fornito davanti ai loro spocchiosi cuginetti….

(I migliori in campo, i tifosi...)

(I migliori in campo, i tifosi…)


Come sempre gli unici granata ad uscire a testa alta dal derby sono stati i tifosi della MARATONA con il loro grande incitamento, e allora FORZA VECCHIO CUORE GRANATA!!

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