Magazine Cultura

Torre d’angolo

Creato il 24 settembre 2018 da Libereditor
Torre d’angolo

Montaigne trascorse la maggior parte del tempo della sua vita nella torre d'angolo del suo castello.
"A casa mia mi ritiro sempre più spesso nella mia biblioteca, da dove comodamente governo la mia casa. È di forma rotonda con un solo lato dritto, che mi serve per la mia tavola e la mia sedia, e curvandosi viene ad offrirmi, in un colpo d‟occhio, tutti i miei libri, schierati su cinque file tutt'attorno. Ha tre finestre di ampia e libera prospettiva, e sei passi di diametro. D'inverno ci sto meno di continuo; di fatto la mia casa è appollaiata su un‟altura, e non c'è stanza più esposta al vento di questa".
I suoi autori preferiti erano Ovidio e Virgilio, Cicerone e Tacito, Platone e San Paolo, gli amatissimi Seneca e Plutarco - in modo particolare Plutarco, perché in ogni episodio della storia vedeva l'uomo.
Considerava il vento una delle migliori metafore della condizione umana, del nostro spirito "insaziabile, vagabondo e volubile": "E del resto, noi siamo dappertutto vento. E per di più il vento, più saggiamente di noi, si compiace di mormorare, di agitarsi e si contenta delle funzioni sue proprie, senza desiderare la stabilità, la solidità, qualità non sue".
Montaigne non aveva una buona memoria dimenticava in fretta quello che aveva letto. Così si era fatto scrivere alcune frasi sulle travi del soffitto. Per esempio: "come puoi considerarti un grande uomo, quando basta il minimo incidente di percorso per atterrirti?" Di Euripide. Oppure: "la sola certezza è che niente è certo e che nulla è più misero e superbo dell'uomo", frase tratta dalla Naturalis historia di Plinio il Vecchio.

Torre d’angolo Categorie Tag Torre d’angolo Scritto il Frammenti Montaigne,scritte,stanza

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Magazines