Tortini di sarde

Da Melagranata

Tipi da spiaggia 2. E i tortini di sarde.

C’è la signora un po’ anziana, robusta e chiassona che sbraita contro i gggiovani e l’amministrazione pubblica e i viggili urbani e i vicini d’ombrellone, ma non quelli vicini vicini, quelli un po’ più in là e con i ladri, che son tutti rumeni (o albanesi o slavi) e con gli zingari, che ce n’è tanti che se ne andassero un po’ a casa sua.
I suoi vicini d’ombrellone, quelli vicini, due anziani canuti e panciuti, con costumi identici, rossi e un po’ ascellari,  rincarano la dose: i ggiovani son tutti debosciatiblackbloxssss, che altro che Bolzaneto, una bella iniezioncina e via, un volo, come in Argentina, come nelle nazioni totalitarie, che si che lì c’è ordine!! Poi si guardano intorno, a cercare consensi che non trovano, sfidando gli sguardi allibiti e sgomenti di chi non crede alle sue orecchie.
C’è la  mamma nevrotica di due gemelli, Afra e Lupo, che li chiama in continuazione, ad alta voce, un filo d’isteria e di angoscia, qualsiasi cosa facciano, anche mentre giocano ai suoi piedi – raramente, dato che i due han già capito che allontanarsi un poco è pace.
C’è il gruppetto delle squinzie quattordicenni che ha trovato compagnia in tre o quattro adolescenti brufoluti e magrini, che continuano a scambiarsi sguardi sbiechi d’intesa, ma più che giocare – maluccio – a pallavolo sulla battigia, strillando e vociando, non combinano: le fanciulle sgamate li snobbano, affettando un’esperienza che forse solo millantano, giacché più che giocare- benino –  a pallavolo….
C’è la cnquantenne che bamboleggia,, parlando con voce – altissima – bambinesca e tutti, ma proprio tutti, ascoltiamo inermi delle avventure del Piero (non il calciatore con l’acqua minerale, parla di un amico suo!) e dell’Anzelmo con la Cate , sempre un’amica sua! E così vengo a sapere di cene e di viaggi, di telefonate notturne e di cose un po’ così, che deduco siano tradimenti o cose a tre o va-a-sapere-che-stavo-leggendo-un-libro-bellissimo!!
Ci sono le due amiche quarantenni, ora mie vicine di sdraio, color mogano, loro non la sdraio, che si incremano e spingono e arrotolano vieppiù gli slip, già ridotti a poco più di un filo interdentale. E si girano e si rigirano, lucide come meringhe brune: ogni due ore si alzano d’improvviso, raccolgono parti del corpo che tendono a sfuggire al controllo, riallacciano laccetti e si sfiondano sotto la doccia (il mare no, chissà mai perché!), poi, sempre in silenzio, si rispalmano sui teli mare leopardati e ricominciano da capo: slacciando, riducendo, ungendo…
Ci sono i papà della domenica, che strillano più delle madri della settimana: Luca, Isabella, Ehi tu, vieni un po’ qui che ti sistemo, Martina obbedisci! Ti do’ una sberla e vedi! Ma vuoi che ti punisca come so fare io? Poi si girano a parlar tra loro, di azioni, di spread, di auto, uno sguardo alle forme acerbe delle adolescenti giocatrici discrete di palla a volo, un rapido sguardo complice tra loro, e il governo e la  Germania e il ristorante di pesce migliore di quà (sissi, loro mettono l’accento si vede!!!) poi si ricordano, tutto a un tratto dei figli, che nel frattempo, indisturbati e incontrollati, sollevano polvere correndo tra le sdraio altrui, li agguantano al passaggio e tuonano – facendo sobbalzare chi legge o riposa – i figli manco un plissèora vedi, Andrea! Giulia, se ti acchiappo ti meno, sai! Fila, marsch! Per poi riprendere a chiacchierare ancora.
Sotto l’ombrellone alle mie spalle, la giovane coppia,con i deliziosi bimbi che giocano ai loro piedi, nell’ombra mite, il cestone ordinato dove riporre i balocchi, ogni tanto alza gli occhi, si guarda intorno, confusa e un po’ stupita, e riprende a leggere, lei, a giocare con i piccoli, lui. Sarà che son francesi, ma non li ho mai sentiti alzar la voce.

Tortino di sarde.

400 g di sarde
un pugno di pinoli
due cucchiai di olive taggiasche denocciolate
quattro pomodori secchi sott’olio
un mazzetto di cicoria selvatica
una patata
un ciuffo di maggiorana
aglio, uno spicchio
olio evo
sale e pepe
un pezzo di focaccia, meglio del giorno prima
Frullare la focaccia nel mixer, curando che ne venga una povere fine e delle briciole un po’ più grossolane.
Ungere e spolverizzare di polvere fine di focaccia 4 stampini.
Aprire le sarde a libro, eliminando la testa e le interiora; lavarle bene e disporle, tutte tranne 4 che terrete da parte, negli stampini, a fasciare le pareti e il fondo, lasciandole leggermente sbordare.
Scottare la cicoria in acqua bollente salata e ripassarla in padella, con un filo d’olio e uno spicchio d’aglio. Eliminare l’aglio e tagliarla a coltello.
Pelare la patata, tagliarla a fette sottili con la mandolina e mantenerla in acqua fredda
In una ciotola, riunire i pinoli, le olive tritate grossolanamente, i pomodori secchi spezzettati,  le 4 sarde rimaste, tagliate a coltello, la cicoria, le foglioline di maggiorana. mescolare e riempire i tortini con il composto.
Chiudere i tortini con la parte di sarde che sborda. Premere un poco, poi disporre a fiore tre dischetti di patata, premendo ancora un poco. Irrorate con un filo d’olio e infornare a 180° per 15 minuti .
Tostare le briciole di focaccia in padella.
Sformare i tortini, decorare con foglioline fresche di maggiorana e briciole di focaccia tostate.


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