Ci si dibatte tra l’identificazione in un’entità ben definita e misurabile e un quid indefinibile e nemico dell’uomo. Per me il domani ha un volto, un’identità precisa e un carattere definito. Il futuro è un bambino che ci interroga con mille domande e che vuole da te, adulto, passato e presente, tutte le risposte possibili.
Nella costruzione del nostro domani, esiste un’assunzione di responsabilità: siamo noi a dover dare risposte con i nostri comportamenti e le nostre condotte. Ad un bambino dobbiamo tutte le parole del mondo perché ha fame di sapere, parole che non sono solo segni verbali, ma gesti, atti, comportamenti, appunto.
Non basterà tirare in ballo alea e ilinx, la vertigo ci farà girare la testa e ci farà naufragare nel mare dell’incoscienza. Per noi, allora, non sarà dolce come per Leopardi quel naufragio, ma avremo sempre di fronte gli occhi di quel bambino che chiede del domani e che non ha voglia di arrendersi ai nostri rinvii.
In questo gioco tra passato e futuro, ogni domanda e ogni risposta portano a tutte le possibili vie alternative, non sempre di ugual valore e con una conclusione da verificare, mentre la tragedia è sempre dietro l’angolo.
La precisione di un piano cartesiano nella vita ci metterebbe al riparo, ma probabilmente anche in imbarazzo, se non fosse che le mani che lo tracceranno saranno sempre le nostre.
Quel bambino, il domani speranzoso cui si deve ambire, quale strada deve fare per realizzarsi?
Le vie: ecco allora il vero fuoco della questione.
Se l’autostrada che percorriamo si chiama futuro, gli svincoli hanno dei nomi altrettanto definiti: etica e morale. Sono i nostri comportamenti le risposte che dobbiamo a quel bambino desideroso di sapere e di realizzare.
Assumere dei comportamenti etici significa adeguarsi alla libertà altrui e forse persino limitarsi per il suo bene. Sebbene spesso etica e morale siano considerate equivalenti, nei fatti sono due strade simili introdotte da svincoli diversi.
È importante, a proposito di etica, cercare di riflettere sulla distinzione tra bene e male.
In particolare, la memoria del passato è il fondamento ideale per orientarci nella distinzione tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, nella consapevolezza che il domani è figlio di scelte passate e comportamenti attuali e che un atteggiamento alla Cecco altro non è che l’altra faccia di un materialismo eccessivamente orientato al consumo dell’immediato senza un piano etico che guardi al domani.