Tra laguna ed oceano: le Cronache Veneziane di Enrico Casarosa

Creato il 12 novembre 2012 da Lospaziobianco.it @lospaziobianco

> LoSpazioBianco" />> LoSpazioBianco" />> LoSpazioBianco" />> LoSpazioBianco" height="245" width="600" alt="Tra laguna ed oceano: le Cronache Veneziane di Enrico Casarosa >> LoSpazioBianco" class="aligncenter size-large wp-image-57344" />

Molti sarebbero i modi in cui iniziare una recensione delle Cronache Veneziane di Enrico Casarosa, (non un semplice) diario di viaggio pubblicato da Rizzoli lo scorso agosto. Si potrebbe cominciare dicendo che Enrico è un artista italiano trasferitosi, o forse “fuggito”, all’estero a soli vent’anni per studiare animazione. Si potrebbe allora parlare di quanto il mercato italiano, dove tra l’altro il volume delle Cronache è stato pubblicato solo quattro anni dopo l’uscita americana, sia in grado di dare spazio ad artisti che, come lui, trovano riconoscimenti internazionali ancor prima di ottenerli a casa propria (Enrico ha infatti lavorato come storyboard artist presso i Blue Sky Studios e la Pixar, > LoSpazioBianco" />> LoSpazioBianco" />> LoSpazioBianco" />> LoSpazioBianco" height="300" width="210" alt="Tra laguna ed oceano: le Cronache Veneziane di Enrico Casarosa >> LoSpazioBianco" class="alignleft size-medium wp-image-57348" />per la quale ha diretto il cortometraggio La luna, per il quale è stato candidato agli Oscar).

Per non allargare però troppo lo sguardo, per non condurre un discorso che rischierebbe di andare al di là di questa singola recensione, si potrebbe anche iniziare a parlare delle Cronache prendendo come punto d’avvio la loro ambientazione: la città di Venezia. Della “Serenissima” molti hanno cantato e scritto, altrettanti ne hanno ritratto il volto, talvolta scegliendola come scenario dei propri fumetti: si pensi alla celebre Venezia Celeste di Moebius, dove gondole simili a navicelle spaziali restituiscono un’immagine al contempo barocca e futuristica di una città insolitamente vuota di turisti; oppure ci si ricordi dei Fantasmi a Venezia di Serra ed Esposito nello speciale di Nathan Never.

Le calli veneziane, i rii e i palazzi della città sono intrisi di storia anche per lo sguardo di un disegnatore ed è proprio per questo che essa si pone come sfondo ideale di quello che Casarosa rende da subito un viaggio non solamente fisico attraverso l’Oceano verso la laguna, ma anche intellettuale, lungo le forme e i modi dell’arte sequenziale da un lato e le vie intraprese nella propria vita, dall’altro.

Già quando si trova in aereo il disegnatore discute animatamente con le voci nella sua testa per decidere > LoSpazioBianco" />> LoSpazioBianco" />> LoSpazioBianco" />> LoSpazioBianco" height="271" width="192" alt="Tra laguna ed oceano: le Cronache Veneziane di Enrico Casarosa >> LoSpazioBianco" class="alignright size-full wp-image-57347" />quale debba essere la forma delle Cronache, sin dall’inizio riflette sul grado di sincerità che si richiede ad un artista e sulla possibilità di strutturare le tavole con le tradizionali “cornici” o invece di lasciare che in esse le immagini e i personaggi si muovano liberamente, nel modo che più gli si addice. Non appena si toccano poi le vie sospese tra terra e mare della città veneta gli incontri si traducono presto in veri e propri scambi intellettuali, in nuove riflessioni e punti di domanda. Anche quello che dovrebbe essere semplicemente una nuova conoscenza in una esilarante partita a tennis, efficacemente colorita di gestualità ed espressioni tipicamente italiane, si rivela essere non solo un tennista per hobby, ma un fumettista di professione, Ivo Pavone. Sarà proprio lui infatti, dopo aver sfogliato la propria collezione di vecchi classici del fumetto, ad approfittare di una cena informale all’italiana per presentare ad Enrico Silvina, nientemeno che la figlia di Hugo Pratt. È in questo modo che, nei i racconti della donna, la storia dell’uomo Pratt, prende ad intersecarsi e contemporaneamente a distinguersi da quella dell’autore di Corto Maltese; è così che la città reale, fatta di pietre e ponti, si sovrappone e confonde con quella di Favola di Venezia, fatta di carta e colori, ritratta nei disegni di Pratt come in quelli di Enrico che iniziano a comporsi in una vera storia a e dei fumetti.

> LoSpazioBianco" />> LoSpazioBianco" />> LoSpazioBianco" />> LoSpazioBianco" height="209" width="460" alt="Tra laguna ed oceano: le Cronache Veneziane di Enrico Casarosa >> LoSpazioBianco" class="aligncenter size-full wp-image-57345" />

I toni più solenni delle pagine dedicate ai ricordi dei racconti di Corto e quelli dell’uomo che dietro al suo volto si nascondeva, vengono poi alleggeriti dalle tavole successive, cariche di una comicità che ricorda, come sottolinea Luca Raffaelli nell’introduzione, i manga umoristici di Hisaichi Ishii e Miyazaki. Ripresa dei grandi classici con Pratt e dello stile giapponese dunque, > LoSpazioBianco" />> LoSpazioBianco" />> LoSpazioBianco" />> LoSpazioBianco" height="345" width="250" alt="Tra laguna ed oceano: le Cronache Veneziane di Enrico Casarosa >> LoSpazioBianco" class="size-full wp-image-57375 alignright" />ma anche un grande spazio alla sperimentazione caratterizzano quest’opera di Casarosa: sia nei disegni dedicati alla danza, realizzati a mano libera quasi completamente al buio, che nei riferimenti esterni alla sketchcraw e al proprio blog, di cui fornisce addirittura un link (enricocasarosa.com/happybirthdayMarit.mov). Spingendo lo spazio del fumetto oltre quello della carta, l’autore riesce infatti ad introdurre delle variazioni forti nel ritmo come nello stile, non rendendo mai scontato ciò che ci si potrebbe aspettare, visivamente, voltando pagina. Gli autoritratti, serrati e talvolta caricaturali, i dialoghi con la propria coscienza si alternano a fotografie di disegni raccolti da esperienze diverse e tavole a tutta pagina con le riproduzioni ad acquerello degli scorci veneziani.

Si potrebbe in ultimo, per parlare delle Cronache, pensare a come Venezia si sia fissata nell’immaginario come cornice ideale per le narrazioni romantiche. Si arriverebbe allora a vedere nell’opera di Casarosa non il semplice racconto di un viaggio in Italia, ma di un tragitto esistenziale che lo ha portato prima a conoscere ed innamorarsi di Marit, per poi sbarcare nella laguna ed arrivare, infine, a raffigurare se stesso nell’atto di chiederle la mano.

Molti altri sarebbero forse gli aspetti da cui trarre spunto per leggere ed apprezzare questo volume.
Certo resta il fatto che l’autore sia stato in grado, con l’occhio di un italiano rivolto però ad un pubblico americano, di partire dall’idea di un semplice diario sentimentale e comico di una vacanza, per portarlo ad essere poi, tra flashback e -forward, un percorso a più dimensioni dove la vicenda esistenziale non è che uno dei tanti “luoghi” di partenza per un viaggio attraverso la storia, gli autori, le tecniche e i dubbi, ma anche l’amore stesso da cui, sempre, nasce l’arte sequenziale.

Abbiamo parlato di:
Cronache Veneziane
Enrico Casarosa
Rizzoli Lizard, agosto 2012
144 pagine, brossurato, colore – 16 €
ISBN: 17060707

Etichette associate:

Enrico CasarosaRizzoli Lizard

Puoi leggere anche:

  1. Furari – una passeggiata nell’epoca Edo insieme a Jiro Taniguchi
  2. La bambina filosofica: come nasce una copertina
  3. Il morbo del nichilismo della Bambina Filosofica: intervista a Vanna Vinci
  4. Maria Grazia Cutuli: dove la terra brucia
  5. Con sguardo stupito e ironico: le cronache di Gerusalemme di Delisle

Condividi:


Potrebbero interessarti anche :

Possono interessarti anche questi articoli :