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Traditi dalla fretta #17

Creato il 18 marzo 2020 da Theobsidianmirror
Traditi dalla fretta #17Mentre quest'ultimo maledetto inverno volge ormai alla sua conclusione, giunge il momento di un nuovo episodio di Traditi dalla fretta, rubrica vagamente bimestrale con la quale mi propongo di segnalare ciò che, nonostante i mille impegni quotidiani, è riuscito in qualche modo ad attirare la mia attenzione.
L'ultima volta che ci siamo incontrati in questo simpatico salottino delle novità, tuttavia, fu però ben altro ciò di cui avevo voglia di parlare. Ero nel bel mezzo, lo ricorderete, di uno periodi più devastanti della mia vita, e sebbene fossi felice di aver ritrovato la voglia di scrivere dopo il lutto che mi aveva colpito, ancora non sapevo che, nemmeno ventiquattro ore dopo quel post, sarei ripiombato in un nuovo incubo.
Altre settimane nel frattempo sono passate e, incrociando le dita, tutto ormai mi pare possa dirsi risolto al meglio. Certo, c'è sempre un virus cinese di cui dovrei preoccuparmi, ma non è il caso di fasciarmi la testa prima che si rompa. E non è nemmeno detto che debba rompersi, se si fanno le cose per bene, evitando di accalcarsi in stazioni ferroviarie, stadi di calcio e piste da sci. Per quanto mi riguarda non sto nemmeno uscendo di casa (come immagino stiano facendo molti di voi), avendo attivato da un paio di settimane la modalità "Smart Working". Ho solo il problema dell'approvvigionamento di sigarette e altri generi di prima necessità, ma tutto sommato credo di potercela fare. In fondo è come se ci fosse una apocalisse zombi, ma senza gli zombi.
La buona notizia è che recentemente, come mi ero d'altra parte promesso di fare, sono riuscito a riprendere il filo di almeno uno dei discorsi che avevo interrotto tanto tempo fa. Mi riferisco ovviamente al progetto "Kaidan", che ha trovato nuova linfa nella recente mini-serie dedicata a "La lanterna delle peonie". Non c'è che dire: dà soddisfazione riuscire una volta tanto a onorare i propositi di inizio anno! Naturalmente non mi sono dimenticato del mio secondo proposito, ovvero quello di ricominciare a produrre materiale per gli "Yellow Mythos"... e infatti ci sto già lavorando e, se il mondo non finisce domani, già uno dei prossimi post potrebbe essere quello del ritorno. Detto questo, passiamo senza indugio al tema odierno... 
Segnalazioni, divagazioni, varie ed eventuali CASA DI FOGLIE
Traditi dalla fretta #17Un libro-labirinto, a metà strada tra horror e thriller psicologico, ma anche un trattato postmoderno di critica letteraria. Johnny Truant è ossessionato da un manoscritto trovato nell'appartamento del vecchio Zampanò, morto da poco. Si tratta dell'analisi e della ricostruzione di un film documentario intitolato "The Navidson Record". In esso un famoso fotografo racconta della sua vita in una misteriosa casa di campagna. Una casa più grande dall'interno che all'esterno, con un muro nel quale compare all'improvviso una porta. Il fotografo, la sua famiglia, i suoi amici si avventurano nei corridoi infiniti che si aprono dietro la soglia, in un crescendo di traversie fisiche e psicologiche, che finiranno per riflettersi anche su chi legge...
Mentirei, sapendo di mentire, se vi dicessi che attendevo la pubblicazione di questo libro da decenni. In verità, a parte il sottoscritto che fino a ieri ne ignorava l'esistenza, erano in parecchi a desiderarlo, escludendo ovviamente quei pochi impavidi disposti a spendere 250 euro su ebay per la prima (e unica) edizione Mondadori datata 2005 .
Nel novembre scorso la casa editrice "66thand2nd" lo ha finalmente ripubblicato e "Casa di foglie", che nel frattempo si è trasformato in oggetto “di culto”, ha ritrovato il suo originale splendore. Non  costa pochissimo, per la verità (siamo nell'ordine dei trenta euro), ma la sua originalità potrebbe farvi vincere gli indugi e precipitarvi a ordinarlo. Sfogliandolo, vi accorgerete subito della particolarità con il quale si presenta: il font che cambia di continuo, intere pagine lasciate in bianco o con una sola parola stampata, così come se fosse caduta dall'alto, il testo orientato in direzioni non esattamente ortodosse, numerose note in calce che rimandano ad altre note, che rimandano altrove. Al lordo sono 700 pagine; al netto probabilmente la metà.
Segnalazioni, divagazioni, varie ed eventuali JUSTINE
Traditi dalla fretta #17I tipi di Independent Legions non finiranno mai di stupirmi. Dopo aver riportato sugli scaffali delle nostre librerie digitali nomi di tutto rispetto come Richard Laymon e Clive Barker, ecco il turno del Divin Marchese, un personaggio che, anche in virtù dello Speciale uscito qui sul blog qualche tempo fa, non ha certo bisogno di grandi introduzioni.
Quella che presentiamo oggi è definita "una prima edizione integrale dell'opera", tradotta dall'originale in lingua francese da Barbara Manzetti.
Justine o le Disavventure della virtù (Justine ou les Malheurs de la vertu), romanzo pubblicato nel 1791, è uno dei capolavori della narrativa erotica a sfondo filosofico, e narra le vicende di una giovane ragazza di nome Justine, che nella sua ricerca della virtù diviene a suo discapito la vittima di sempre più diaboliche aberrazioni e supplizi, in un totale capovolgimento del classico schema narrativo caratterizzato dal bene e dalla virtù che trionfano sul male e sul vizio. Un romanzo che attraverso situazioni, personaggi e sofismi intende rovesciare la morale, condannando la virtù e premiando il vizio, nel quale la protagonista, Justine, nonostante tutto resta fedele ai suoi principi, pagandone fino in fondo le conseguenze.
De Sade in quest'opera che non fa sconti in termini di contenuti forti e brutali, attraverso le terribili disgrazie incontrate da Justine lungo la sua strada, denuncia la reale e trionfante morale umana, quella del vizio e della forza, contro cui nulla può il debole virtuoso, se non conformarsi alle spietate regole del gioco oppure diventare una delle tante vittime di un mondo di predazione. 
Disponibile a partire dal mese di maggio in un'elegante edizione a tiratura limitata (399 copie numerate), "Justine" è pre-ordinabile sin da subito, tra l'altro a un prezzo scontatissimo, sul sito dell'editore.


Segnalazioni, divagazioni, varie ed eventuali MALASACRA
Traditi dalla fretta #17Ammetto di conoscere Francesco Corigliano più per caso che per altro, essendo entrambi più o meno legati agli stessi gruppi Facebook. D'altra parte, è cosa nota, il sottoscritto è spesso distratto e, ancor più oggi, si accorge delle cose solo quando ne hanno già parlato tutti gli altri.
Avrei potuto però accorgermi prima di questa raccolta di racconti weird, visto che un paio di cose scritte da Corigliano mi erano anche piaciute: mi riferisco al racconto "Il proprietario", già finalista del XXIV Trofero RiLL e incluso nel numero 8 di "Dimensione Cosmica", e all'articolo "Alle origini del weird" pubblicato sul numero 4 della rivista "Providence Tales".
Qui siamo però dalle parti della Kipple officina libraria, casa editrice il cui marchio è una vera e propria dichiarazione d'intenti.
Echi di teologie bislacche, metafisiche del male, riflessioni sul fascino e il terrore del vuoto permeano un po’ tutti i racconti ma senza appesantirli:
l’autore sa bene che non c’è alcun bisogno di aggiungere stampelle allotrie a un genere che ha sempre avuto la sua nobiltà; che poi i benemeriti critici della seriosa penisola se ne siano accorti a secoli di distanza è problema loro, o delle claudicanti ideologie che erano intenti a incensare invece che di porsi al  servizio del testo e della sua diffusione tra i lettori.
Nelle solitudini mentali dei luoghi bizzarri e inquietanti, i personaggi di Francesco Corigliano muovono la loro ricchezza, lessicale e sensoriale, verso il profondo di abissi disumani, mostrando quanto siano indifesi di fronte ai misteri del mondo che li ospita, ma che forse li considera corpi estranei, nella deflagrazione dei limiti che, in qualche occasione, appaiono per quello che sono: un invito alla modestia, finché non si è riusciti a trascendere le miserie umane.
Segnalazioni, divagazioni, varie ed eventuali I RACCONTI DELLA BESTIA
Traditi dalla fretta #17Un nome che non ha bisogno di presentazioni è quello del famigerato occultista Aleister Crowley, spesso identificato come fonte di ispirazione del moderno satanismo, e del quale abbiamo avuto occasione di parlare sul blog in numerose occasioni.
Quello che non tutti forse sanno è che l'uomo più rappresentativo della controcultura del XX secolo fu anche un prolifico poeta e narratore, naturalmente virando il tutto nel campo a lui più congeniale, ovvero l'horror, il gotico, il soprannaturale e l'esoterismo.
Sebbene i suoi racconti non siano all'altezza di quelli dei nomi di riferimento dei generi citati, vale comunque la pena soffermarsi su questa curiosa versione de "l'uomo più perverso del mondo", se non altro per un puro interesse storico.
I Racconti della Bestia offre uno sguardo inedito su Aleister Crowley: dieci suoi racconti, otto dei quali pubblicati per la prima volta in italiano, svelano il celebre esoterista britannico per il narratore visionario che seppe essere. Incompreso o volontariamente tralasciato per via della sua fama, le sue storie mostrano un lato inedito ai più, in tutta la loro verve anarchica, alternando in un folle viaggio onirico parabole ermetiche a vivide schegge di orrore naïf, e spaziando in modo camaleontico tra registri, linguaggi e ritmi. Come impartito proprio dalla prima legge di Thelema, "Fai ciò che vuoi sarà tutta la Legge" sembra esserne la scintilla vitale. Forse un pugno di diamanti grezzi, sicuramente una (ri)scoperta necessaria che trascende i limiti della stravaganza da gabinetto delle curiosità. Tradotta da Luca Baldoni e introdotta da Steve Sylvester, cantante e fondatore dei Death SS, questa prima antologia italiana di Crowley pone la parola fine all'irragionevole oblio cui ha dovuto soggiacere la narrativa dell'autoproclamata Bestia 666.

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