Magazine Informazione regionale

Tram, evitare i veleni

Creato il 21 settembre 2019 da Gadilu

Tram, evitare i veleni

La parola «tram» può originare nella mente di chi la ascolta due immagini diverse. La prima, velata di nostalgia, ci rimanda ad epoche passate, a fotografie in bianco e nero, allo sferragliare e al tintinnare dei suoi vagoni, quindi a ricordi ormai un po’ sbiaditi, seppur dolci, come ogni cosa che suggerisce l’idea della vita che è passata, delle cose che non ci sono più. La seconda, al contrario, è molto contemporanea, quasi futuristica, e qui vediamo scorrere mezzi rapidi, silenziosi, sullo sfondo di una città mutata, costruita ormai quasi tutta con materiali quali il vetro, il cemento e l’acciaio, in nome di una imperante e omogeneizzante riqualificazione. A metà tra queste due immagini ecco Bolzano, un centro perennemente sospeso tra memorie di stagioni ormai trascorse, e per questo rimpiante, e un futuro che per sbocciare ha sempre bisogno di grandi sforzi, di mediazioni che fanno slittare i tempi, di processi decisionali tortuosi e, infine, del ricorso ad un provvidenziale referendum.

È infatti proprio un referendum — si terrà il 24 novembre, chiamando alle urne 70.000 cittadini — che stabilirà se riavremo o meno il «tram»: secondo i suoi fautori un indispensabile strumento per eliminare gran parte del traffico che assedia le strade, per i suoi detrattori un’infrastruttura costosa, inadeguata alla ristrettezza degli spazi a disposizione e per giunta penalizzante alcune zone della città. Che o non sarebbero ancora servite, oppure verrebbero «tagliate» in modo indesiderato da questo mezzo di locomozione, anche se sugli ultimi punti l’amministrazione ha dato ampie rassicurazioni.

Chi ha fortemente voluto la consultazione popolare, intanto, cerca di tenersi in bilico tra le due posizioni, esaltando l’opportunità partecipativa, ma tacendo anche su un fatto che parlerebbe a sfavore dell’iniziativa: chiamare i bolzanini alle urne costerà circa 170.000 mila euro, vale a dire più di quanto Comune, Provincia e Stato, dividendosi gli oneri, hanno previsto per la progettazione dell’opera. Se insomma la maggioranza rispondesse «no» (il testo del referendum recita: «Volete voi che sia introdotto nel tessuto urbano della città di Bolzano il mezzo di trasporto pubblico costituito dal tram su rotaia da Ponte Adige a viale Stazione?»), avremmo in un certo senso finanziato lo status quo senza avere nulla in cambio.

Speriamo che gli elettori abbiano modo di confrontarsi sul merito della questione, scongiurando cioè eventuali contrapposizioni ideologiche già intinte nei prevedibili veleni della campagna che ci porterà a scegliere il nuovo Consiglio comunale in primavera. Una cosa va comunque tenuta ferma: al contrario di quanto accaduto in occasione dell’approvazione dell’intervento promosso dall’imprenditore René Benko, stavolta sono stati i cittadini a mobilitarsi per sottrarre alla giunta una scelta che essa si era assunta seguendo un modello politicamente condiviso di sviluppo infrastrutturale. Segno di un rapporto difficile, che dovrà in seguito essere ricucito indipendentemente dall’esito del voto.

Corriere dell’Alto Adige, 21 settembre 2019

Annunci

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog