Transformers 3: Blockbuster Iperbolico e Fracassone

Creato il 13 luglio 2011 da Dietrolequinte @DlqMagazine

Anche la saga dei Transformers, giunta qui al terzo capitolo, cede alle lusinghe, o si avvantaggia, fate un po’ voi, dell’ormai inevitabile 3D, e regala agli spettatori 157 minuti di trip ai limiti del sostenibile. Persa per strada la bellissima, anche se ormai ai limiti dell’anoressia, Megan Fox, la protagonista femminile è la procace Rosie Huntington – Whiteley, che, nonostante l’impegno?!, fatica ad entrare nell’immaginario maschile, rivelandosi una presenza poco memorabile e tutt’altro che esaltante. In compenso, ritroviamo uno Shia LaBeouf, tornato ai livelli del primo episodio, con quella faccia da eroe per caso, che era apparsa invece inespressiva ed imbronciata nel secondo capitolo della serie. Prodotto da Spielberg questo “Transformers: Dark of the Moon” è decisamente un’apoteosi di scene confuse e, magari, un po’ ripetitive, che mostrano incredibili battaglie, che il 3D contribuisce ad avvicinare di molto ad un videogame in prima persona, zeppo di effetti speciali da urlo che ti inchiodano alla poltrona lasciandoti, in alcuni momenti, senza respiro. Il difetto di Michael Bay è purtroppo quello di mettere troppa carne al fuoco! Non ci sono dubbi che questo episodio sia migliore del secondo e non inferiore al primo: la trama, pur semplice, è infatti comunque solida e credibile, ma soffre tuttavia della mancanza di una post-produzione e di un montaggio un po’ più ragionati ed oculati.

Le battaglie con Autobot (i buoni) e Decepticon (i cattivi) occupano, senza soluzione di continuità l’ultima ora della pellicola, e, effetti speciali e scene mozzafiato a parte, lasciano lo spettatore attonito e inerme. Domina la confusione, dovuta alla difficoltà di riconoscere i buoni ed i cattivi, e l’esperienza del 3D, portata al massimo del suo sviluppo, a parte qualche effetto figurina che sembra stagliarsi staccata dallo sfondo, rischia di dare qualche problema di emicrania, vista l’assenza di anche un solo attimo di tregua per raccogliere le idee e, soprattutto, per riprendere fiato! Detto del recupero di una buona dose di autoironia e di un’anima più leggera, tuttavia la voglia di scene spettacolari, unita al gusto per sequenze “ormonali”, finisce per prendere la mano al regista impedendo di regalare alla storia del cinema uno di quegli indimenticabili “cult-movie” che hanno fatto la storia del genere science-fiction! È invece assolutamente originale ed interessante l’idea iniziale, quella di uno sbarco sulla luna, progettato dalle due grandi super potenze dell’epoca, proprio per aver registrato lo schianto di un manufatto alieno sulla faccia oscura del nostro satellite.

In questo si può leggere quasi un tentativo di riscrivere la storia degli Stati Uniti sull’onda dell’esperimento di “Forrest Gump”, e già seguito con successo dai ben riusciti “Watchmen” e “X-Men: L’inizio”, impreziosito dal cameo nientepopodiméno di Buzz Aldrin, uno dei tre “eroi” dell’Apollo 11. In conclusione, “Transformers 3″ è una pellicola che non lascia indifferenti, che conquista l’appassionato, che a tratti diverte anche, soprattutto all’inizio, ma che, con lo scorrere dei minuti, si trasforma in un’ansiosa e, dolorosa (per il 3D), attesa della “inevitabile” fine, mettendo a nudo il consueto problema delle scene di guerra in cui amici e nemici non si distinguono, ma ancor di più la mancanza di limiti al narrato, con dialoghi che non riescono a reggere completamente le immagini, soprattutto quando si mette a pontificare il saccente e retorico Optimus Prime, uno che riesce a massacrare i nemici con l’eloquio prima che con il suo indiscusso talento di combattente. Vi confesso che, pur essendo un grande appassionato della saga, ho avuto dei momenti in cui mi sono davvero sentito schiacciare contro la pur comoda poltrona, in cui mi è quasi mancata l’aria, tanto la battaglia era diventata coinvolgente, senza pause, semplicemente… opprimente!


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