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Tribute band o inediti? Il grande dibattito che accende la musica. Parlano i protagonisti

Creato il 22 dicembre 2017 da Vesuviolive

Ale Massa e ThelegatiSe dovessimo analizzare uno degli aspetti fondamentali, nel periodo della recessione musicale nella sua migrazione di massa verso lidi digitali, della fruizione dell’attuale contesto di musica dal vivo, sicuramente uno dei dibattiti più accesi, tra i giovani che ancora resistono, come baluardi romantici al fascino dell’esecuzione da club, sarebbe quello dello schieramento tra tribute band e band inedite.

Sappiamo che il tema è veramente caldo, tra l’ascoltatore nostalgico o fedele a certi capisaldi iconici della musica odierna e si rifà a certe sonorità e chi è sempre alla ricerca di interessanti novità, capace di tuffarsi in quel mondo, che rischia di essere sempre più sommerso, dell’underground e dell’alternative.

Ma ci teniamo a dare subito parola ai protagonisti, e spero successivamente ai lettori, da una parte Alessandro Massa, giovane musicista napoletano frontman dei Fowl Fighters (tributo ai Foo) e chitarra e seconda voce dei Non Identificato (omaggio ai Subsonica), dall’altra parte, invece, spazio ai uno dei più interessanti progetti inediti del vesuviano, la blues/stoner rock band “Thelegati” con il vezzo del napoletano.

Ciao Alessandro, tu addirittura fai parte di ben due progetti tributo (che io sappia, a meno che non ce ne sia un terzo) i “non identificato”omaggio ai Subsonica e frontman dei “Fowl Fighters”. Facilmente si evince il tributo ai Foo, spiegaci le dinamiche di un mondo di cui tutti parlano e diciamocelo forse va per la maggiore nei locali almeno qui a Napoli, ma di cui poco si conosce, basta la passione comune della musica per dire facciamolo o ci sono altri parametri? Come si decide di lanciarsi e proporsi? Siamo tutti molto curiosi.

Ciao Claudio, prima di tutto vorrei ringraziarti per avermi accolto con una intervista così interessante, il topic delle Tribute band e le band inedite è sempre molto infuocato e delicato e vorrei provare a spiegare tramite le tue domande, la mia personalissima e del tutto opinabile visione della cosa, cercando di mostrare magari un punto di vista differente, che probabilmente la maggior parte dei lettori non conosce.

Rispondendo alla tua prima domanda, sì faccio parte di due Tributeband: Foo Fighters (Foo Fighters Tributeband – Fowl Fighters) in cui sono il Frontman, e Tribute band ai Subsonica (Non Identificato – Subsonica Tributeband) in cui sono chitarrista e seconda voce. Una Rock And Roll, l’altra un miscuglio di Electro rock, industrial, sperimentale mischiato al cantautorato iatliano, insomma due generi completamente diversi tra loro, ma tutte nate per la passione che ci accomunava verso quella band.

Sono molto legato ai miei “colleghi” musicisti, e bene o male, siamo sempre gli stessi membri da anni, siamo grandissimi amici, quindi è sempre stato un pretesto in più per stare insieme divertendoci e allo stesso tempo accumulare esperienze molto gratificanti dal punto di vista musicale.
Se “basta la passione comune per dire facciamolo”?
Io dico di no e questo vale sia per le Tribute, che per gli inediti. Per intraprendere in modo serio un progetto musicale, ci sono tante domande da porsi, bisogna fissarsi degli obbiettivi possibilmente schedulabili e raggiungibili in base alle proprie potenzialità, bisogna capire se il progetto sia appetibile e quindi cercare locali adatti al tuo genere, scrivere una sorta di CV e lettera di presentazione per musicisti includendo video cachet richieste tecniche etc, proporsi ai direttori artistici nella maniera più sincera e convincente possibile.

Insomma, in definitiva non basta dire solo “facciamolo”, bisogna scontrarsi con la cruda realtà e di conseguenza attrezzarsi per affrontare tutti gli ostacoli del caso, e questo vale sia per le tribute che per le band inedite. Pensa che molto spesso alcuni progetti muoiono ancor prima di entrare in sala prove, perché magari ci si scontra con una realtà ben diversa da quella che si credeva, e l’entusiasmo si smorza.

(Ai Thelegati) -Io dico che siete una delle più belle realtà di alternative rock del mezzogiorno, ma poniamoci di fronte a tanto pubblico che non vi conosce, descrivereste il progetto e la vostra idea di musica in un paio di righe?

-Premesso che preferiamo definirci un power trio stoner/blues, siamo aperti a qualsiasi tipo di definizione di noi si voglia dare. In breve, siamo semplicemente tre amici che, davvero per puro caso, circa 4 anni fa, hanno iniziato a scrivere testi in napoletano su strumentali blues già esistenti. Poi abbiamo sentito l’esigenza di raccontare storie che riguardassero la nostra vita, abbiamo pubblicato un album ( “Zitto chi sape o juoco” 2015) ed infine un EP live (“Laceno Lake session” 2017). Fino ad ora, l’evoluzione della nostra storia e musica ci ha portati ad avere un repertorio che spazia da brani blues/rock a canzoni da un sound più stoner/rock.

-(Ad Alessandro) Saresti onesto nel dirci se, secondo te, la musica delle tribute ha la stessa valenza di chi si propone “ineditamente”? O se comunque meritano lo stesso spazio, io personalmente penso per alcuni casi sì, come il vostro che si davvero tanto forti, e se dovessi mettere su un gruppo che tipo di musica ti piacerebbe proporre?

-Prima di tutto ti ringrazio per i tuoi complimenti, mi riempie il cuore quando qualcuno nota il grande lavoro che c’è dietro e ci apprezza, come musicisti e come artisti. Grazie.
Nonostante ciò io non credo che la “bravura dei musicisti, o la qualità dello show” debba essere il metro di giudizio per decretarne gli spazi ad essi dedicati, men che meno i meriti.

Vedi secondo me la domanda che hai posto, è perfetta perché rispecchia esattamente tutte le credenze e le incomprensioni profonde che si celano dietro questa diatriba tra tribute e inediti che è figlia di una profonda ignoranza che dilaga nel mondo della musica.

Iniziamo col dire che suonare musica “di altri” non vuol dire per forza che sia artisticamente meno elevato di chi compone musica propria.  Suonare è artisticamente elevato sempre. Punto.

Quindi l’idea che c’è chi dovrebbe avere più o meno meriti o spazi per esprimersi, perché fa parte di una tribute o meno, non dovrebbe affatto esistere, perché è un modo di vedere la realtà, frivolo e superficiale, che aggira il primo fondamentale significato della musica, ovvero che “La musica è il mezzo di comunicazione che è espressione dell’interiorità individuale e dell’ascoltatore.” Andare contro questo primo fondamento, è come affermare di non sapere quale sia il vero significato della musica stessa, il che per un musicista è al quanto grave. Non credi?
Quindi seguendo questo principio asserisco con molta convinzione che: “la musica delle tribute ha assolutamente la stessa valenza di chi si propone come band inedita.”

Dando per scontato che i nostri lettori abbiano una sensibilità tale da aver compreso appieno il primo punto e lo condividano anche, bisogna capire anche quest’altro punto: si è arrivati, ad una tale condizione di precarietà, che si è convinti esistano due fazioni antagoniste (Tribute /Inediti) che combattono tra loro per sopravvivere nel mondo spietato della musica.

Anche questa idea è figlia di una ignoranza profonda del mondo musicale, perché ci sfuggono alcuni punti cruciali che invece ci aiutano a capire profondamente le dinamiche che si celano dietro la scalata al successo di una band sia tributo che inedita.
Incominciamo con l’analizzare il fenomeno delle band inedite dicendo questo: è’ del tutto fuori luogo considerare i piccoli localini come principale obbiettivo di “business”. E’ certamente fuori dubbio che qualche data qua e là distribuita nel proprio calendario possa essere in qualche modo di aiuto a mantenere costante la presenza sul territorio, ma di certo non saranno i localini di una città sperduta in mezzo alle campagne a fare la differenza!
Ora, sappiamo tutti quanto è davvero difficile e demoralizzante scontrarsi con la cruda realtà, “se suonare spesso nei locali piccoli è difficile, figuriamoci arrivare alle grandi piazze, teatri, palazzetti dello sport etc”! Ma la cosa che molti tendono a dimenticare troppo spesso, è che il primo e più importante obbiettivo di una band inedita è prima di tutto produrre e distribuire il proprio prodotto e poi, solo poi! Proporre la propria musica, il proprio prodotto, ormai conosciuto si spera, nei luoghi più convenienti e consoni al proprio business! Tutti noi ignoriamo questa realtà, e molti musicisti tendono a fare l’esatto contrario! “Suoniamo nei locali per farci conoscere. Niente di più sbagliato!”
Allora perché lo fanno? Perché è più semplice e meno dispendioso!
Mi dispiace essere così spietato e sincero ma il punto è che per le band inedite il topic dei live nei locali non è che una minuscola e magra fetta dell’intera torta che è il business musicale. E mi dispiace perché è davvero un peccato vedere così tanti talenti (perché ce ne sono, tantissimi a Napoli) sprecati e bruciati a causa di una cattiva gestione del proprio operato.
Chi suona nei piccoli locali della zona con la speranza di farsi conoscere è come se stesse dicendo: ”Voglio diventare nuotatore olimpico di fama mondiale, quindi inizio la gavetta come bagnino sui lidi” Non è proprio questa la strada! Semplice.

Per completare il quadro, analizziamo di contro il fenomeno delle Tribute: pensiamoci, qual è la vera differenza sostanziale tra le band inedite e le band Tributo?

Semplicemente le prime offrono un proprio prodotto, le seconde offrono un servizio. Cosa implica questo? Implica che a differenza delle band inedite, la sola attività di Awareness che necessita una tribute band è quella di auto branding, visto che il proprio è un prodotto già conosciuto, che si parli delle grandi masse o soltanto di una nicchia, quindi proporsi con il proprio servizio di intrattenimento a chi ne è interessato, basta ed avanza, per farsi un nome e venire seguiti!
Quindi cercando di rimanere al di sopra delle parti senza giudicarci l’un l’altro e analizzando le realtà per quelle che sono, nel caso delle tribute, un localino o anche un grande club che offre questo tipo di servizi è perfettamente in target, semplicemente è il luogo adatto!
Ma del resto… ve l’immaginate una tribute band al Loollapalooza Festival assieme ai big della musica mondiale?

😉

Chiariti prima di tutto i primi due punti, per concludere il tutto scontriamoci adesso con la realtà perché è facile a parlare di belle favolette sul come gestire efficacemente la propria attività, ma la realtà è canaglia perché è vero, in Italia investiamo davvero pochissimo nella musica inedita, e non è solo una mia idea, lo si può dimostrare con dati alla mano.
Permettimi di entrare solo un attimo nel tecnico, senza tediare troppo chi ci legge. Ma questo è l’unico modo per capire profondamente la situazione italiana, così da contestualizzare la precarietà di cui siamo vittime nel mondo della musica.

(Thelegati) Scopriamo la vostra filosofia in merito,cosa ne pensate delle tribute band,necessarie?inutili? un rito di passaggio opportuno per un musicista? E se siete d’accordo chi vi piacerebbe proporre come tributo?

Spesso si vede la questione solo dal lato dei musicisti, e poco dal lato di chi i locali deve portarli avanti per poterci campare. Quindi ci guardiamo  sempre bene dal criticare i locali che la propongono.
Dal punto di vista musicale sono oggettivamente due mondi totalmente differenti. Da un lato devi ascoltare, imparare e riprodurre qualcosa che sicuramente piacerà; dall’altro devi “inventare”, arrangiare la composizione e proporre senza sapere se potrà piacere.
Detto questo, comunque crediamo che ognuno sia libero di suonare ed esprimersi con ciò che più l’emoziona. Non tutti suonano nelle tribute soltanto per soldi.
Tornando al discorso locali (soprattutto per quelli che potrebbero permetterselo), bisognerebbe sempre variare ed alternare un po’ le programmazioni, altrimenti si rischia di impigrire l’orecchio delle persone verso l’ascolto di cose nuove.
P.S. La bionda e Pelo (batteria e basso) cercano chitarrista per tribute band degli 883.

-(Alessandro)”Se dovessi mettere su un gruppo che tipo di musica ti piacerebbe proporre?”

Bella domanda!
Io ho molte composizioni inedite di generi totalmente diversi tra loro! Dal metal estremo al rock, dal pop alla musica elettronica, in qualità di musicista sono come un fiume in piena e non ho etichette o generi musicali a cui mi ispiro, quello che mi sento in quel momento compongo. Per questo motivo non ho ancora pensato ad avviare seriamente un progetto inedito, soprattutto perché prima di farlo, come avrai intuito voglio essere pronto a superare tutti gli ostacoli di cui ho parlato in precedenza agendo esattamente come credo sia opportuno.

-(Thelegati) Come descrivereste l’attuale scena live napoletana? la difficoltà di emergere e la scarsità di location che ti offrono opportunità di esibizioni e la propensione comunque a dare meno chance a band inedite, è cosi?

-Sarebbe da stupidi non notare che Napoli artisticamente è sempre molto viva, specialmente nella musica. Siamo consapevoli che il nostro genere non è quello che va per la maggiore in questo momento nella nostra città, anche se abbiamo conosciuto parecchia gente che ha ancora voglia di rock.
Diciamo che al gruppo “semi emergente” serve a poco suonare nella grandissima e bellissima sala concerti semivuota. Il posto ideale sarebbe quello di per se già frequentato, magari da gente che va lì per bersi una birra e perché sa che non ascolterà la solita musica da pc. Ecco, strappare anche solo un applauso da quelle persone sarà sempre una grande vittoria.

-Stessa domanda per la band inedita come per te(Alessandr0), com’è l’attuale situazione in città? denoti anche tu un’inversione nei confronti della musica live, sempre meno location e sempre meno spazio o pensi che le possibilità ci siano?

Beh parlando delle tributeband e nel particolare della situazione nella nostra città ad esser sinceri anche io noto che non si suona più come 4 anni fa ad esempio. Il nostro calendario era sicuramente più pieno, e si riusciva ad intrattenere un rapporto molto più stretto e continuativo con la gestione artistica del locale, stipulando magari una sorta di “esclusiva” o di continuità di live assicurandosi almeno 3 date all’anno. Questo movimento così proficuo di locali disposti a questo tipo di rapporti, oggi è più raro da incontrare, proprio perché c’è una difficoltà economica di fondo che colpisce sia i locali che di conseguenza i musicisti che si propongono.
Ma rimango positivo, come spesso accade i momenti di crisi sono transitori, speriamo per tanto che le cose si aggiustino presto, perché una città con un fermento artistico elevato è sempre una ricchezza non solo economica ma anche culturale e d’animo.

-(Thelegati) Date un incentivo al pubblico che vi legge per seguirvi (altrimenti lo faccio io perché ne vale la pena) e quali sono i progetti prossimi della band?

-Il nostro incentivo è di venire ai live, non solo ai nostri, andate ad ascoltare le band ed i cantanti nei locali (magari ancor prima di ascoltarli su youtube). Potreste avere, in termini di emozioni e di ispirazione, molto di più rispetto ad andare allo stadio ad ascoltare il vostro idolo, che magari ascoltate già dalla mattina alla sera. Andate ad ascoltare artisti che non portano in giro qualcosa di già trito e ritrito, fatelo anche per voi stessi, non fatevi appiattire dai preconcetti.

-Ovviamente siamo curiosi di conoscere prossime date dove ascoltarvi o se ci sono altri progetti in ballo per il prossimo futuro.

Attualmente abbiamo scelto di “fermarci” e prenderci una piccola pausa pre-natalizia per rimetterci in carreggiata l’anno prossimo, di sicuro ci saranno molte novità che stanno gia adesso bollendo in pentola , sia per i Fowl Fighters che per I Non identificato, quindi non dimenticatevi di continuare a seguirci sulle pagine Facebook per restare aggiornati.

Detto ciò, scendete ad affollare club e locali e buona musica a tutti.


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