Trust.

Da V

Non mi fido di chi è sempre felice,di chi sorride troppo spesso mostrando i denti. Aguzzi.
Non mi fido di chi ha troppe spiegazioni da dare,troppe scuse da raccontare,troppi ‘ma’ in tasca e altrettanti ‘se’ sulla bocca.
Non mi fido di chi non capisce certa musica,di chi non si è mai sporcato le mani,di chi dice ‘la vita è bella’. Non mi fido di chi scrive poesie.
Non mi fido di chi grida la propria vita come se vendesse verdura al mercato,non mi fido di chi si vende ad un prezzo troppo alto.
Non mi fido di chi crede in troppe cose senza aver letto abbastanza libri,non mi fido di chi dice sempre la verità,non ha fantasia.
Non mi fido di chi non cammina mai con il naso all’insù,di chi compra i detersivi di marca,di chi non ha segreti,di chi non ha cicatrici.
Non mi fido di chi legge Bukowski e Balzac,di chi non offre mai da bere.
Non mi fido delle scuse nè di chi perdona con troppa leggerezza,non mi fido di chi fa promesse che può mantenere con troppa facilità;non mi fido di chi non bacia al primo appuntamente,di chi porta sempre ‘lo stretto necessario’. Non mi fido dei biglietti da visita,delle code,dei pagamenti anticipati,di chi sbircia ciò che scrivi al cellulare. Non mi fido del mio senso dell’orientamento,di ciò che mangio,di mia madre;non mi fido ad avere una carta di credito,a regalare i miei libri preferiti,a farmi vedere piangere.
Non mi fido di chi mi chiede troppi perchè e non mi regala silenzi.
Non mi fido dei pettegolezzi troppo veri, di chi gioca a chi ha il dolore più doloroso, di chi fa domande di cui conosce già la risposta.
Non mi fido di chi usa troppo spesso parole non sue, di chi mangia la pizza con le posate, di chi dichiara il proprio amore sui monumenti.
Non mi fido.

V.