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Tunué, dall’immaginario allo sconfinamento

Creato il 09 maggio 2019 da Viadeiserpenti @viadeiserpenti

di Emanuela D’Alessio

Il Salone del Libro di Torino apre i battenti e noi ospitiamo per la prima volta Massimiliano Clemente, direttore editoriale di Tunué, la casa editrice di Latina specializzata nel fumetto e nel graphic novel. Nel 2014 si è aggiunta la felice collana di narrativa italiana Romanzi, diretta da Vanni Santoni, e dal 2 maggio è in libreria Biliardo sott’acqua della scrittrice brasiliana Carol Bensimon, che ha inaugurato la nuova collana di narrativa straniera.

Oggi è stata inaugurata la 32esima edizione del Salone di Torino. Da quanti anni Tunué partecipa all’evento e quali sono le novità in programma? Inoltre, rispetto alla prima volta di Tunué a Torino, che cosa è cambiato sia dal punto di vista della casa editrice sia da quello dell’evento in sé?
Come Tunué frequentiamo il Salone di Torino sin dal 2008, prima nello spazio Incubatore poi con un nostro stand nei padiglioni degli editori generalisti. Abbiamo sempre privilegiato quest’area del Salone perché non ci piacevano le zone dedicate al fumetto (per diverse edizioni la fiera aveva predisposto parti dei padiglioni solo per i comics, con uno spiacevole effetto ghetto): volevamo portare i nostri graphic novel tra quei lettori forti che si interessavano di letteratura, di saggistica, che non erano esclusivamente lettori di fumetti.
Cosa sia cambiato è letteralmente misurabile in metri quadri: sempre più spazio, ovvero un catalogo che cresce costantemente, una visibilità guadagnata metro su metro, scaffale dopo scaffale, conquistando i lettori singolarmente; un lavoro fatto di brand identity, di adv mirato sull’evento. Le ultime due edizioni ci hanno visto condividere il grande stand del gruppo: Castoro, Tunué e Sonda insieme non fanno solo la forza rispetto ai singoli ma ci rendono anche tutti più belli.
Dagli esordi nell’Incubatore a oggi, abbiamo vissuto le diverse anime del Salone, i momenti bui della fase discendente, fino alla crisi e al fallimento che paventava la chiusura, per arrivare al bellissimo scatto d’orgoglio sia della città sia del popolo dei lettori che nel 2017 ha inaugurato la guida culturale di Nicola Lagioia.
Quest’anno ci troverete nel Padiglione 2, Stand K74, e qui https://www.tunue.com/tunue-al-salone-internazionale-del-libro-2019/ potrete trovare tutti i nostri appuntamenti e gli autori che porteremo in fiera.

Tunué, dall’immaginario allo sconfinamento

Tunué è considerata tra i pionieri più innovativi e vivaci del mondo del fumetto e del graphic novel italiano. Possiamo partire da qui per parlare delle origini del progetto editoriale e di chi sono i suoi ideatori?
Tunué nasce nel 2004 seguendo due direttrici di sviluppo: dare vita al primo catalogo strutturato di saggistica dedicata all’immaginario pop, e lavorare sul graphic novel per portare il fumetto nelle librerie di varia. Questa visione era il portato professionale maturato dalla gestione del sito internet Komix.it (creato da me e da Emanuele Di Giorgi), uno dei pochi punti di riferimento all’inizio del 2000 per il fumetto sul web. Qui ci siamo formati e da qui è partito il nostro impegno nel mondo editoriale; successivamente, io e Emanuele, con Concetta Pianura a supporto, abbiamo fondato la Tunué.
All’inizio non è stato semplice, perché questo settore può essere veramente lacrime e sangue, ma abbiamo retto, resistito, facendo lavori totalmente estranei all’editoria pur di sostenere la società. L’esperienza è maturata sul campo, nel fare quotidiano e nel confronto critico continuo, con lo studio e la formazione permanente.
Avevamo un obiettivo e lo abbiamo perseguito: fare del fumetto un consumo culturale al pari della letteratura, sia per peso nell’immaginario sia per qualità complessiva, artistica e cartotecnica, portarlo fuori dal recinto degli appassionati e farlo incontrare con i lettori forti di narrativa.
A completare il quadro societario, quello che nel 2014 era il nostro responsabile commerciale, Marco Ruffo Bernardini, decide di acquisire una partecipazione nel capitale sociale entrando a tutti gli effetti nel gruppo dirigente.

C’è una storia da raccontare sul nome Tunué e il logo?
Il nome è di fantasia, è un suono, non ha significato, e anche questo ci piaceva: non farci incasellare in un settore ma essere trasversali. Tunué era scritto sul muro della stanza di Emanuele, ma non sappiamo altro.
Il primo logo prendeva spunto dalla stilizzazione di un omino, la T, e di una virgola, ribaltata a mo’ di testa con il ciuffo. Nel successivo restyling è sopravvissuta solo la testa, che ha inglobato la T, puntando sull’idea di un’icona più moderna, meglio gestibile anche al punto di vista grafico.

Tunué, dall’immaginario allo sconfinamento
Tunué, dall’immaginario allo sconfinamento

Quante persone lavorano in casa editrice?
Attualmente siamo in cinque, più le collaborazioni esterne legate alle curatele delle collane di saggistica e di narrativa letteraria. Abbiamo collaborazioni con le scuole di editoria e con gli indirizzi editoriali di accademie e università per stage formativi: tutti gli interni di redazione della Tunué provengono da queste esperienze, quindi è una porta d’ingresso che mi sento di consigliare agli aspiranti redattori.

Fumetto e graphic novel in Italia rappresentano oggi circa il 4% del mercato editoriale. Un settore di nicchia, per quanto vitale e in rapida trasformazione, rispetto al contesto europeo e internazionale. Da che cosa dipende questo “ritardo” italiano?
Il mercato italiano del fumetto, per produzione e traduzione di titoli, nel contesto europeo e mondiale non è un fanalino di coda, con circa 6500 novità l’anno siamo uno dei Paesi di punta. Il vero problema è lo scoglio dell’indice di lettura totale del mercato italiano, che ci vede arrancare intorno al 40% di lettori di libri (e questo è il dato generale, che non identifica il genere né le specifiche sui formati).
In questi ultimi anni, le macro-trasformazioni del settore (il varo delle etichette specializzate di Mondadori e Feltrinelli, le acquisizioni compiute da La Nave di Teseo e da Il Castoro su tutte) inducono a sperare in un futuro interessante. Ricordiamo che in Francia, mercato che guardiamo sempre con grande interesse, una decina di anni fa si innescò un ciclo virtuoso, che dura tutt’ora, proprio grazie all’entrata dei grandi gruppi. Il segno evidente della trasformazione in corso è chiaro entrando in una qualsiasi libreria: lo spazio, quantitativo e qualitativo, che oggi occupano i fumetti era inimmaginabile, e credo ci siano i margini per un ulteriore sviluppo.

Tunué, dall’immaginario allo sconfinamento

Tunué è stata definita portatrice di eccellenza e sperimentazione nell’ambito editoriale, una casa editrice transmediale. Che cosa significa esattamente?
Mi fa piacere si dica questo di noi. Nei quindici anni di attività abbiamo sempre cercato di offrire un catalogo che risultasse interessante e nuovo per il lettore, senza andare a sovrapporci a linee editoriali esistenti: la saggistica pop, i graphic novel per bambini e ragazzi con la collana Tipitondi, un certo tipo di narrativa letteraria, i mercati marginali (come quello spagnolo del fumetto d’autore, con Paco Roca a fare d’apripista).
Considerando la gavetta che abbiamo fatto editando il portale web Komix.it, alcuni esperimenti di fumetto interattivo e per app, il lavoro sui diritti cinematografici, possiamo dire di aver sfiorato il transmediale nell’accezione più leggera. Di certo, l’attitudine a travalicare i linguaggi e i media l’abbiamo innata e non potrà che strutturarsi sempre più grazie alle sinergie con Il Castoro e al lavoro che stiamo iniziando a sviluppare sul fronte del licensing e delle property, ma senza perdere di vista l’aspetto che riteniamo fondamentale: fare bei libri e seguirli al meglio in ogni fase del loro ciclo.

La linea editoriale di Tunué si è diversificata negli anni. Partiamo dalla prima collana, quella di saggistica sul fumetto in cui siete leader in Italia. Quali sono le caratteristiche di una collana di saggi su fumetto e graphic novel?
Ancora oggi abbiamo il più ricco catalogo di saggistica dedicata al fumetto, all’animazione e alla cultura pop. Lo abbiamo strutturato cercando di privilegiare gli argomenti meno indagati, le analisi più innovative, le migliori voci critiche sia accademiche sia di giovani studiosi. Mi piace ricordare i testi sul fumetto GLBT, sulle donne nell’animazione e nel fumetto, i fondamentali studi sul graphic novel e su tutto il mondo legato al Giappone, dai manga agli anime. Il grande lavoro fatto con Marco Pellitteri, editor scientifico delle collane, è stato quello di bilanciare la leggibilità e la solidità teorica dei testi. Negli ultimi anni, in linea con la generale flessione dei consumi di saggistica, abbiamo ridotto il numero di titoli pubblicati, ma cerchiamo sempre di inserire uno/due saggi di grande spessore all’interno dei nostri piani editoriali.

Tunué, dall’immaginario allo sconfinamento

Il primo titolo della collana Romanzi

Nel 2014 c’è stata la svolta verso la narrativa italiana, con la collana Romanzi diretta da Vanni Santoni. Una scelta molto felice visti gli ottimi risultati di pubblico e le candidature allo Strega di Iacopo Barison e Luciano Funetta. I fumetti non bastavano più?
Al Premio Strega aggiungo le candidature di Giorgio Biferali e Giordano Tedoldi; e non dimentichiamo il prossimo film di Daniele Ciprì tratto proprio da Stalin + Bianca di Barison. La decisione di aprirci alla narrativa non di genere, ma decisamente letteraria, si è inserita nel naturale processo di sviluppo del nostro fare editoria. Fin dall’esordio, nel 2004, avevamo chiaro che non ci saremmo occupati solo di graphic novel, che avremmo cercato storie dalla forte carica narrativa, contaminazioni e adattamenti da romanzi celebri e che sarebbe arrivato il giorno in cui avremmo offerto anche fiction non a fumetti. Nel lavoro che porta avanti Vanni si è manifestata al meglio questa nostra visione.

Anche la linea grafica di Romanzi si è subito distinta per originalità e innovazione. Possiamo riassumere i tratti salienti del progetto e di quello appena rinnovato?
Nel momento in cui si decide di varare una collana, oltre al fondamentale lavoro che porta a identificare una linea editoriale che dovrà sorreggere l’intero progetto, va pensata una grafica in grado sia di fronteggiare lo sterminato terreno minato dello scaffale librario sia di trasmettere, a livello percettivo e simbolico, il peso del libro e il disegno complessivo della collana. La nostra idea era di lavorare sulla sintesi grafica, al confine tra il minimalismo e l’espressionismo in chiave pop: da qui, la macchia di colore (con una strizzatina d’occhio al mondo dei fumetti), l’icona, l’assenza di testi in copertina. Devo dire che lo studio Tomomot ha interpretato al meglio le nostre indicazioni e la collana Romanzi si è subito distinta proprio per la sua grafica. Il restyling è maturato sia per festeggiare l’ampliamento dell’offerta letteraria alla narrativa straniera, sia per rinfrescare un’immagine che, dopo aver sorpreso per intensità visuale e simbolica, iniziava a generare imitazioni più o meno dirette. Abbiamo lavorato sempre in tandem con lo studio veneziano: restando in scia alla precedente impostazione, abbiamo aggiunto dei livelli cromatici nella macchia di colore e abbiamo trasformato il logo grafico in un’illustrazione più calda, un tratto di pennello che in brevi segni sintetizza un’emozione. Il segno dell’illustrazione si trasforma poi in una pennellata che lega tutto il libro, scorrendo anche nel retro di copertina e abbracciando il blocco degli interni con la storia, dando un effetto di labratura.

Tunué, dall’immaginario allo sconfinamento
È stata appena inaugurata la nuova collana di narrativa straniera. Dal 2 maggio è in libreria il primo titolo, Biliardo sott’acqua della brasiliana Carol Bensimon. Di che cosa si tratta e quali saranno, se si può dire, i prossimi autori?
La costola della Straniera è co-diretta da Giuseppe Girimonti Greco, traduttore e consulente di pregio. Le proposte si inseriscono nella linea sviluppata dalla narrativa italiana, con il focus su quello «sconfinamento» che si è ritagliato uno spazio nelle sistematizzazioni critiche del canone contemporaneo, con l’accento posto sul weird, sul conturbante, sul fantastico. Il titolo che inaugura la collana è di una giovane scrittrice brasiliana, già Premio Jabuti (l’equivalente carioca dello Strega). Biliardo sott’acqua, nella splendida traduzione di Daniele Petruccioli, ci racconta il vissuto di Antônia, la giovane e misteriosa protagonista, e i suoi rapporti con tutta una serie di personaggi che sulla scia dei ricordi ne indagano il passato, sperando di trovare la risposta all’interrogativo di fondo sul perché e, soprattutto, sul quando una vita cominci a crollare.
Il romanzo successivo, del quale vi anticipo solo il titolo: Mio padre era un uomo sulla terra e in acqua una balena, arriva dal mercato svizzero di lingua tedesca e uscirà in libreria a settembre.

Tunué, dall’immaginario allo sconfinamento

In uscita il 6 giugno

Nel 2018 Tunué è entrata nel gruppo Castoro, il quinto editore nel mercato editoriale ragazzi, e il primo editore indipendente per ragazzi in Italia. Unire forze e competenze è sempre una strategia vincente. Quali sono gli obiettivi principali di questa scelta?
La risposta è nella tua domanda: unire le competenze, gestire al meglio il confronto costruttivo, sfruttare le economie di scala che un gruppo permette. In questo anno dall’acquisizione, la grande esperienza del Castoro è stata per noi fonte di stimolo continuo e accrescimento professionale; un miglioramento di ogni fase del lavoro editoriale, promozionale e commerciale.
Cedere il controllo di quello che hai contribuito a creare è possibile solo quando comprendi in modo sereno e limpido che la scelta rientra in una strategia vincente. Il valore aggiunto dell’operazione è dato anche dal bel rapporto che abbiamo instaurato con tutti, nel Castoro e in Sonda. L’editoria è un lavoro che fai perché lo ami, adori i libri, le storie, le immagini; se lo porti avanti con persone che sono sulla tua stessa lunghezza d’onda allora ti diverti pure.

Per una casa editrice come Tunué quali sono le fiere editoriali imperdibili in Italia e all’estero?
Per noi che partecipiamo a più di quindici fiere ogni anno è come chiedere quale figlio sia il più intelligente e bello. In ogni caso, senza far torto a nessuno ed evitando liste lunghissime, per noi sono fondamentali Lucca Comics per il fumetto, il Salone di Torino per il contesto editoriale nazionale, Francoforte e Angoulême per i diritti esteri, Bologna Children’s Book Fair sia per i diritti sia per il palcoscenico internazionale.

Tunué, dall’immaginario allo sconfinamento

Massimiliano Clemente

Com’è il futuro per Tunué e possiamo parlare di nuovi progetti e titoli (qualcuno almeno) fino al 2020?
Il futuro fino al 2020 è già scritto, almeno per grandi linee e per il 90% dei titoli. In questi giorni lavoriamo alla messa a punto del piano editoriale del prossimo anno, cercando di bilanciare le varie proposte. Posso dire solo che avremo i nuovi libri di Paco Roca e di Shaun Tan, romanzi dall’India e dall’Irlanda, e diversi esordi italiani a fumetti. Invece, a fine 2019 pubblicheremo il miglior libro in assoluto di questa stagione editoriale, e lo dico senza imbarazzo e senza falsa modestia. Unici indizi: avrà testo e disegni, ma non è un romanzo né un fumetto; uno degli autori ha avuto a che fare con la magia e l’altro è una colonna portante della letteratura mondiale. Di più non posso ancora dire.

Che cosa c’è da leggere in questo momento sul comodino di Massimiliano Clemente?
Atlante occidentale, di Del Giudice. Satantango, di Krasznahorkai. Pastorale americana, di Roth. La politica senza politica, di Marco Revelli. E vagonate di fumetti.

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