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Turni di lavoro e gelosia: la notte porta divorzio…

Creato il 16 febbraio 2018 da Slowsleep

Lavorare, si sa, può essere la realizzazione di un sogno ma in alcuni casi può essere l’inizio di incubi… matrimoniali.

Avere un lavoro è necessario per potersi mantenere ma quando il mestiere che si fa, lo si svolge con turni di lavoro anche notturni, è necessario fare molta attenzione. Gli studi scientifici dimostrano che questa organizzazione della vita porta con sé una altissima probabilità che si verifichino incomprensioni di coppia, problemi sessuali, litigi con i figli e quella particolare, indicibile ansia che è generata dalla gelosia… Insomma, le coppie tendono a rompersi con maggior frequenza sei si è “turnisti”.

Lo studio in questione è un po’ datato ma anche le ricerche dei giorni nostri ne citano e validano le conclusioni.

Gli effetti si massimizzano quando a lavorare con turnazione sono entrambi i membri della coppia.

Il lavoro su turni che comprendono anche la notte è sostanzialmente “innaturale” perché costringe il corpo a ritmi non fisiologici e a lungo andare può creare anche seri problemi di salute. Un ritmo sonno-veglia non regolare può abbassare i livelli di concentrazione e vigilanza, esponendo al rischio di incidenti sul lavoro e durante i viaggi di ritorno a casa.

Fra i centri che hanno studiato più approfonditamente il problema c’è il Karolinska Institutet di Stoccolma, che nei mesi scorsi ha pubblicato un’indagine che lega definitivamente sonno sregolato e declino cognitivo (nei casi più gravi demenza e malattia di Alzheimer).

Se cambiare tipo di lavoro non è cosa facile, è però auspicabile fare in modo che il sonno, quando c’è, sia il più ristoratore possibile. In questi casi un buon materasso è quasi un elisir di lunga vita. Dormire poco e male è, in ogni caso sempre pericoloso, soprattutto se la situazione rimane irregolare per un periodo molto lungo. In questi casi è bene rivolgersi a un medico o conoscere le basi per una corretta igiene del sonno.

La pagina dedicata al sonno dell’istituto svedese che ha effettuato gli studi citati poco sopra, fra i consigli di rito, suggerisce un espediente per acquietare le menti più ansiose e predisporre il buon sonno: segnare su un taccuino tutte le cose da fare il giorno successivo, in modo da non innescare loop deleteri fatti di preoccupazione e pensieri ossessivi.


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