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TURTLE-WEEK WWF: GRAN FINALE! Tutte le iniziative del fine settimana sulle spiagge e nei porti italiani

Creato il 17 giugno 2011 da Apietrarota

TURTLE-WEEK WWF: GRAN FINALE! Tutte le iniziative del fine settimana sulle spiagge e nei porti italiani

TURTLE-WEEK WWF: GRAN FINALE! Tutte le iniziative del fine settimana sulle spiagge e nei porti italiani


TURTLE-WEEK WWF: IL GRAN FINALE!

FINE SETTIMANA CON LE TARTARUGHE E IL WWF: ECCO LE INIZIATIVE IN TUTTA ITALIA

 

Evento centrale al Porto di Molfetta. Liberazioni di tartarughe a Molfetta, Lampedusa, Vibo Marina. Il WWF incontra pubblico e pescatori in Friuli, Veneto, Toscana, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia.

La turtle-week del WWF è arrivata al culmine e si prepara al gran finale, con moltissime iniziative speciali sulle spiagge, nei porti e nei lidi di mezza Italia. L'obiettivo? Svelare tutti i segreti delle tartarughe marine, simbolo di un Mediterraneo "di qualità" in cui l'uomo e la natura possono vivere in armonia, e spiegare come, con la collaborazione di tutto il "popolo del mare", si può preservare uno dei tesori più preziosi del mare nostrum. Ogni anno in Mediterraneo più di 130.000 tartarughe vengono catturate accidentalmente negli attrezzi da pesca (20.000 solo in Italia) e migliaia di altre subiscono danni a causa dell'attività umana: impatti con le imbarcazioni, ingestione di sacchetti di plastica, urbanizzazione delle coste e attività turistiche incontrollate.

Per tutto il fine settimana esperti e volontari del WWF coinvolgeranno il pubblico nel monitoraggio delle spiagge, nella liberazione di tartarughe curate nei Centri di Recupero, visiteranno gli stabilimenti balneari per sensibilizzare i bagnanti, animeranno mostre e laboratori, e spiegheranno ai pescatori come aiutare le tartarughe accidentalmente catturate dagli attrezzi di pesca, distribuendo speciali t-shirts a vignette che illustrano le operazioni da compiere.

 

L'evento centrale sarà al Porto di Molfetta dove, in collaborazione con la Capitaneria di Porto e con la partecipazione di Federpesca e Assopesca, istituzioni e cittadini potranno seguire dalle imbarcazioni la liberazione al largo di quattro tartarughe, tra cui la piccola Marta, lunga appena 24 centimetri, trovata spiaggiata e quasi senza vita poco più di un anno fa, che dopo un anno di costanti cure nel Centro di Recupero WWF di Molfetta domenica tornerà a nuotare libera nel mare. Ma iniziative speciali sono state organizzate in molte altre località costiere in Friuli, Veneto, Toscana, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia. Info e dettagli su www.wwf.it/tartarughe.

 

SABATO 18: in Friuli, al Porto di Grignano, laboratori per bambini con letture animate e origami, la mostra sulle tartarughe, la proiezione dei film "Le avventure di Sammy" e "L'Incredibile viaggio della tartaruga". In Veneto il WWF incontra il pubblico al Gran Viale del Lido di Venezia. A Lampedusa verranno liberati un piccolo di tartaruga di due chili e mezzo e un maschio di 55 kg, di circa trent'anni, che per un mese è stato in cura al Centro di Recupero di Lampedusa per aver ingoiato della plastica. In Sicilia iniziative speciali con il pubblico e i pescatori a Porto Empedocle, al porto di Mazara del Vallo, lungo la costa tra Selinunte e lo Stagnone di Marsala e al Porto Palo di Capo Passero.

DOMENICA 19: evento centrale al Porto di Molfetta con la liberazione di quattro tartarughe in mare aperto e la consegna degli attestati WWF a pescatori e militari della Capitaneria di Porto che hanno aiutato il Progetto Tartarughe. A Vibo Marina, in Calabria, verrà liberata una tartaruga, rimasta impigliata nella lenza di un palangrese (attrezzo da pesca caratterizzato da centinaia di ami agganciati a lunghi fili di nylon) e curata per un anno nella riserva marina di Isola di Capo Rizzuto. In serata, sempre in Calabria, appuntamento con il pubblico nella piazza principale di Tropea. In Basilicata il cabinato del WWF costeggia le spiagge dal porticciolo di Policoro a quello Pisticci per informare i bagnanti, porte aperte al Centro di Recupero Tartarughe di Policoro e la sera tutti all'Oasi per la proiezione di filmati a tema. In Toscana verranno inaugurate le nuove strutture del Centro di recupero Tartarughe marine presso il Centro didattico WWF dei Ronchi (MS), con proiezioni di filmati e la conferenza con l'Arpat Toscana. In Campania il "tour" per le tartarughe organizzato durante la settimana si chiude al porto di Acciaroli. In Sicilia appuntamento alla Torretta Granitola di Campobello di Mazara.

 

Nei giorni scorsi, iniziative anche a Grado, Venezia presso la sede dell'UNESCO, nell'Area Marina Protetta di Capo Rizzuto, Licata, Oasi WWF Torre Salsa, Trapani, Favignana e in Campania a Casalvelino, Agropoli e Camerota.

 

 

 

SOS TARTARUGHE

Un recente studio coordinato dal WWF Italia ha dimostrato che le attività umane, e in particolare la pesca accidentale, rappresentano la principale causa di morte delle tartarughe, con un aumento di almeno 2-3 volte rispetto alla mortalità per cause naturali. In tutto il Mediterraneo si stima che ogni anno più di 130.000 tartarughe vengano catturate accidentalmente negli attrezzi da pesca, di cui oltre 40.000 non sopravvivono. Mentre in Italia la pesca accidentale colpisce più di 20.000 esemplari all'anno. A queste vanno aggiunte le migliaia di tartarughe che ingoiano sacchetti di plastica scambiandoli per meduse, che vengono colpite dalle imbarcazioni mentre galleggiano per scaldarsi al sole, i piccoli appena nati che finiscono sulle strade disorientati dalle luci artificiali di coste sempre più urbanizzate, i nidi distrutti dai mezzi meccanici utilizzati per la pulizia delle spiagge e da un'attività turistica incontrollata.

Eppure la tartaruga marina, rettile antichissimo che nuota sul nostro pianeta da 150 milioni di anni, è tra i tesori più preziosi del nostro mare. Delle 7 specie di tartarughe marine che vivono nei mari di tutto il mondo, la Caretta caretta, la tartaruga verde (Chelonia mydas) e la tartaruga liuto (Dermochelys coriacea) frequentano anche il Mediterraneo, che ogni anno ospita circa 7.200 nidi. Sulle spiagge italiane si contano circa 30-40 nidi di Caretta caretta ogni anno, concentrati in Calabria e Sicilia.

 

Alla turtle-week partecipa anche Costa Crociere, partner storico del WWF per la tutela del Mediterraneo, che domenica 19 allestirà presso l'evento centrale di Molfetta la mostra "Do you love the sea?" per sensibilizzare il grande pubblico sul valore del Mediterraneo, il turismo e il consumo sostenibile delle risorse del mare, e i progetti di tutela portati avanti dal WWF grazie all'aiuto di Costa Crociere.

 

Anche dopo la Turtle week sono moltissime le iniziative per le tartarughe a cui tutti possono partecipare nel periodo estivo: per esempio, "seguire le tracce" delle tartarughe alla ricerca di nuovi nidi da proteggere (www.wwf.it/tartarughe), partecipare ai campi di volontariato in Calabria, Sicilia e Basilicata, per i più piccoli fare un campo avventura WWF a contatto con le tartarughe marine nell'Oasi WWF (www.wwf.it/turismo) oppure, per chi sta a casa, "adottare" una tartaruga su www.wwf.it/turtle .

 

Roma, 17 giugno 2011


FOTO, VIDEO E GRAFICA DISPONIBILI SU http://upload.wwf.it/turtle/

 

SCHEDA: "MEDITERRANEO D.O.C."

In occasione della turtle-week, il WWF ha lanciato il "manifesto" per un Mediterraneo di qualità, una fotografia di com'è e di come potrebbe essere il mare nostrum  con il contributo di tutte le persone che godono delle sue risorse materiali e immateriali. La qualità 'non è acqua', ma può essere un mare, se le attività umane rispettano la natura e garantiscono risorse che sono indispensabili anche alla vita e al benessere dell'uomo.

 

Un Mediterraneo di qualità:

-   Ha acque pulite e senza rifiuti

Nel Mediterraneo,tra Italia, Spagna e Francia, galleggiano 500 tonnellate di plastica (con concentrazioni superiori a quelle presenti nell'oceano Atlantico e nel Pacifico). Ogni anno oltre 600.000 tonnellate di greggio vengono deliberatamente scaricate nel mare durante operazioni di routine, l'80% degli scarichi fognari urbani viene riversato senza essere trattato.

-   Ha relitti pieni di storia o di mistero ma non carichi di veleni

In fondo al Mediterraneo, come ricorda l'Osservatorio Per un Mediterraneo libero dai Veleni, promosso dal WWF, ci sono navi affondate cariche di sostanze radioattive e velenose altamente nocive per la salute del mare e dell'uomo. E' una vera bomba ad orologeria su cui hanno indagato nel tempo varie Procure della Repubblica e le Commissioni parlamentari sul ciclo dei rifiuti e sulla criminalità organizzata e il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica - COPASIR.

-   Ha aree marine protette che funzionano

Il Mediterraneo occupa meno dell'1% di tutti gli oceani del pianeta, ma conserva 8500 specie, ovvero il 7,5% di tutte le specie marine. Solo l'1% del mare Mediterraneo è protetto.

-   Ha una pesca sostenibile

Secondo la Comunità Europea, l'80% dei pesci pescati in Mediterraneo è eccessivamente sfruttato (overfished). Se ne pescano più di quanti ne nascano. Circa 1.5 milioni di tonnellate di pesce viene pescato nel Mediterraneo ogni anno con metodi di pesca per lo più distruttivi, e spesso illegali.

-   Ha coste rocciose, spiagge, scogli e falesie, e  non una colata di cemento legale o abusivo

Oltre la metà dei 46.000 km di coste del Mediterraneo è urbanizzata. La Sicilia, l'ombelico del Mediterraneo, è anche l'esempio da non seguire: il 63% delle sue coste è totalmente cementificato.

-   Ha fondali intatti e vitali,non forati dalle trivellazioni

Nel Mediterraneo, i fondali ricchi di giacimenti di gas e idrocarburi al largo di Israele, del delta del Nilo, ma anche lungo le coste italiane, sono oggetto di una caccia al tesoro "alla cieca" che mettono a rischio ambienti costieri intatti e la biodiversità marina.

-   Ha turisti responsabili e non masse di predatori "usa e getta"

Nel  bacino del Mediterraneo, ogni anno 220 milioni di persone (pari al 30% del turismo internazionale)  fanno le proprie vacanze.

-   Ha biodiversità in espansione, rigogliosa, viva e vegeta

Nel Mediterraneo la foca monaca è ancora a rischio, le attività umane hanno fatto estinguere  localmente razze e squali, secondo quanto rilevato da l'IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources). Tonno rosso, cernia bruna e pesce spada, a causa della pesca indiscriminata e illegale, sono specie a rischio di d'estinzione, e sono molto più in pericolo di leoni e leopardi. La foresta di alghe, che riveste i fondali rocciosi,  è minacciata da specie invasive ed aliene. I preziosi banchi corallini stanno scomparendo per l'innalzamento della temperature dell'acqua.

-   Ha tartarughe libere di nuotare che non rischiano la vita

Nel Mediterraneo, 130mila tartarughe ogni anno vengono catturate accidentalmente negli attrezzi di pesca. Di queste 40mila muoiono. Solo in Italia la pesca accidentale colpisce 20mila tartarughe.

-   Ha navi "attente" che non colpiscono i cetacei

Il Mediterraneo, con i suoi 300 porti e le 200.000 navi, di stazza uguale o maggiore a una tonnellata, ospita il 30% del traffico marittimo mondiale. Secondo rilevazioni dell'Istituto Thetys, dal 1972 al 2001 sono morte 43 balenottere comuni per collisioni accidentali con le navi.

-   Ha un "popolo del mare" di cittadini responsabili che fanno la propria parte

In quanto cittadini, consumatori, pescatori, turisti, bagnanti, e in generale fruitori di mare e di natura, tutti noi possiamo fare la differenza per evitare di saccheggiare e deturpare questo nostro mare sempre più povero,  scegliendo comportamenti responsabili e sostenendo le attività di tutela che richiedono la partecipazione di tutti.

 

Un Mediterraneo di qualità è semplice, basta volerlo. E chi non vuole la qualità?

 

 

 

 


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