Altre poesie lette, direttamente dalle pagine del libro di Cinti, da Vincenzo D’Alfonso. Sabato pomeriggio la presentazione, a cura di Sorantica, di “Tutta la Cucuzzàra Storielle ‘e casa nòstra”, un libro ma pure una edizione invernale di “Pane Amore e... Poesia”. La lettura delle poesie in dialetto sorano che si tiene da alcuni anni a Canceglie in estate. Via Cittadella in questo periodo natalizio ha riaperto alcune botteghe storiche. Ci sono esposti alcuni presepi artistici. Alcuni amici del pittore e scrittore sorano hanno collaborato alla realizzazione del libro. Petrozzi ha corretto le bozze, un volume importante per la conservazione del dialetto. Le “supposte” di Cinti che terminano con le ricette. E Pisani dice che la cucina si fa assaggiare più che raccontare. 100 storielle inserite in un unico volume che sono state raccontate all’autore da amici e conoscenti. Cinti invita ancora a presentarsi presso il suo laboratorio per farsi raccontare, vuole conoscere altre storielle prima che vadano perse per sempre. Come quella della "cagnetta di Gnore Peppe e glie canucce di Peppino Pontone".
“Tutta la Cucuzzàra Storielle ‘e casa nòstra”, il libro di Antonio Cinti
Creato il 17 dicembre 2012 da CiociariaAltre poesie lette, direttamente dalle pagine del libro di Cinti, da Vincenzo D’Alfonso. Sabato pomeriggio la presentazione, a cura di Sorantica, di “Tutta la Cucuzzàra Storielle ‘e casa nòstra”, un libro ma pure una edizione invernale di “Pane Amore e... Poesia”. La lettura delle poesie in dialetto sorano che si tiene da alcuni anni a Canceglie in estate. Via Cittadella in questo periodo natalizio ha riaperto alcune botteghe storiche. Ci sono esposti alcuni presepi artistici. Alcuni amici del pittore e scrittore sorano hanno collaborato alla realizzazione del libro. Petrozzi ha corretto le bozze, un volume importante per la conservazione del dialetto. Le “supposte” di Cinti che terminano con le ricette. E Pisani dice che la cucina si fa assaggiare più che raccontare. 100 storielle inserite in un unico volume che sono state raccontate all’autore da amici e conoscenti. Cinti invita ancora a presentarsi presso il suo laboratorio per farsi raccontare, vuole conoscere altre storielle prima che vadano perse per sempre. Come quella della "cagnetta di Gnore Peppe e glie canucce di Peppino Pontone".