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Tutto da solo

Creato il 17 dicembre 2018 da Diletti Riletti @DilettieRiletti

Lo scricchiolio del parquet bastò a svegliare Mario, 11 anni, che per la prima volta era rimasto in casa da solo. Poche ore, certo: i suoi avevano una cena con i colleghi e avrebbero solo fatto un po’ più tardi. Sei grande, ormai, aveva sorriso la tata, infilandogli il pigiama di flanella. Grande abbastanza da restare qualche ora tutto solo in casa, ma non abbastanza da evitare la tortura di quel pigiama da bambino piccolo. Attraverso le palpebre semichiuse, aveva osservato la tata infilarsi il cappotto e uscire in punta di piedi. Aspettò alcuni minuti, accese la luce e prese da sotto il letto il manga che gli avevano prestato a scuola: l’eroina era armata fino ai denti, ma molto poco vestita. Combattendo svelava parti del corpo che facevano passare per la testa di Mario strani pensieri. Era caduto nel sonno senza accorgersene, mentre immaginava la sua compagna di banco agghindata come la guerriera giapponese.

Poi lo scricchiolio. Capì subito che non si trattava dei suoi, guardando la sveglia sul comodino: erano usciti da un paio d’ore soltanto. Scivolò lento nel corridoio e vide un uomo grasso trafficare nel salone.


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