[Twinsie Friday] Peggy Sage #392 Mystic Violine

Creato il 14 giugno 2013 da Goldfrancine


Era un caldo pomeriggio di metà Maggio, e Mystic Violine se ne stava da solo sull'espositore, accanto ad altri smalti della Peggy Sage. Pensava ai fatti suoi, immerso nel suo profondo abisso blu. Avete presente quei bambini un po' altezzosi che se ne stanno per fatti loro, quasi che il resto del mondo potesse disturbarli?
Ecco.
E avete presente quelle fatine rompiscatole che vi puntano proprio perché magari voi ve ne state un po' troppo per i fatti vostri?
Ecco.
Così, fregandosene altamente di ciò che potesse pensare (ammesso e non concesso che gli smalti pensino), la Fata Rompiscatole prese l'ultima boccetta di Mystic Violine rimasta in negozio (Sì. In tutte le storie c'è sempre un'ultima boccetta. Spesso, è l'ultima sulla faccia della Terra. Stavolta, solo del negozio. ), la guardò ben bene e mentre la Voce della Coscienza le gridava :"Guarda che hai qualcosa di identico a casaaaaaa!!!", disse alla commessa: «Prendo questo», mollando sul bancone il verdissimo Shiny Ivy, che, solo e ramingo come un naufrago alla deriva, le scoccò un'occhiata di quelle che uccidono all'istante.
«Ottima scelta!», cinguettò la commessa, e pensando "Sì, sì, certo, come no?", la Fata Rompiscatole se ne tornò al suo palazzo, rimuginando non tanto sul fatto che le commesse ripetessero sempre le stesse cose (ed essendo lei un'ex-commessa figlia di commessi sapeva già cosa stessero per dirle prima ancora che aprissero bocca), quanto che la Voce potesse avere ragione. Una volta tanto. Perché no?
Perché Mystic Violine era un duochrome, proprio quello che le avrebbe fatto comodo per l'ultimo sabba con le sue colleghe. Discreto, sì, ma innegabilmente duochrome. Blu e viola. Con dei microglitter argento a dare luce. A cosa assomigliava, però?
Così, pensando e ponderando, arrivò il giorno seguente e la Fata Rompiscatole si mise all'opera. E vide che Mystic Violine di base era un prugna, con microglitter celesti e non argento, ma una sola mano di colore non era sufficiente. Sembrava di avere le dita sporche di marmellata di prugne. Un'indecenza. Due passate e il prugna diventava un viola più deciso, ma sempre poco coprente. Tre passate e poteva andare, ma la Fata Rompiscatole non era ancora soddisfatta: sapeva che avrebbe rischiato di ritrovarsi coi segni del lenzuolo sulle unghie. E si usava troppo, troppo troppo prodotto per una sola manicure. Così, la Fata Rompiscatole decise di usare le maniere forti e tirò fuori dal cassetto il fidatissimo essence Just Rock it!. E la musica cambiò. Radicalmente. Il passaggio dal blu al viola divenne più netto, seppur discreto, ma quello che fece allargare le labbra della Fata Rompiscatole in un sorriso soddisfatto fu il veder apparire un inaspettato accento turchese-verde, che temeva sarebbe rimasto nella boccetta a farle le pernacchie.
Era fatta, e la Fata Rompiscatole rimase alla finestra a rimirarsi le unghie, chiedendosi cosa avrebbero detto le altre Fate vedendo il suo gioiello...






E poi? Cos'accadde?
La  Fata Rompiscatole indossò Mystic Violine per quasi quattro giorni di fila, e fu costretta ad ammettere che la Voce della Coscienza aveva ragione. La Fata Rompiscatole possedeva già qualcosa di pericolosamente simile, Galaxy Girl di Orly, ma a voler spaccare il capello in quattordici, la Fata le dimostrò che Galaxy Girl era sì più coprente e più ricco di microglitter argento, ma non aveva quella sfumatura turchese. Ed essendo ormai una bestia rarissima da incontrare nella Foresta Incantata degli Smalti, avrebbe fatto comodo avere qualcosa di simile a portata di mano. Non si sa mai nella vita, no?
Le colleghe della Fata Rompiscatole si riunirono per un ultima volta, sfoggiando ognuna il proprio pezzo da novanta al cospetto delle altre. E sono ancora e sempre lì, a mostrarsi l'una con l'altra nuovi, fantasmagorici tesori.
E Shiny Ivy? Rimase al suo posto, sull'espositore, in attesa che una coraggiosa eroina dagli occhi verdi se lo porti a casa. O che torni la Fata Rompiscatole per portarlo via con sé. Ché non si sta tanto male, con lei. E sa che un bel giorno lei entrerà di nuovo nel negozio. Ma questa, è un'altra storia...
E anche per questo venerdì ho dato fondo alla mia dose di pazzia. Grazie a tutte le mie amicicie, mi sono divertita un mondo; e grazie anche a chi ci ha seguito in questa nuova avventura.
Ricordatevi di fare un salto a vedere le scelte delle mie colleghe di boccetta! Ci conto! Noi ci vediamo la prossima volta.
Grazie per aver letto fin qui (e non aver chiamato il manicomio)!
 Acque pacate e dolci risate finché non ci rincontreremo