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Twitter da piattaforma aperta si trasforma in piattaforma chiusa

Da Franzrusso @franzrusso

Al CES di Las Vegas Twitter annuncia che entro il primo trimestre dell’anno verrà introdotta una nuova funzionalità che permetterà agli utenti di limitare le risposte ai tweet. Al fine di rendere la piattaforma un luogo più sicuro, Twitter perde la sua caratteristica di “piattaforma aperta”.

Twitter all’inizio del 2019 aveva iniziato un processo di innovazione della piattaforma che ha generato, nel corso dell’anno, alcune novità interessanti e l’avvio di un processo di testing su una version beta, un test per circa un migliaio di utenti. Obiettivo era quello di innovare la piattaforma, a gran richiesta degli utenti, e di provare a rendere Twitter un luogo più sicuro, al riparo da contenuti violenti che hanno generato spesso conversazioni cariche d’odio e di intolleranza. E ora, il frutto di quel lavoro comincia a palesarsi, proprio in questo 2020.

L’annuncio fatto a Las Vegas da Suzanne Xie, responsabile del product placement di Twitter è importante per due motivi. Il primo è che dimostra che Twitter è una piattaforma viva e che il 2020 sarà l’anno in cui arriverà quella svolta tanto richiesta dagli utenti. Il secondo motivo è che Twitter, proprio per rendere la piattaforma più sicura per tutti gli utenti, perderà la sua caratteristica di “piattaforma aperta”, diventando come le altre, ossia piattaforme chiuse.

Andiamo con ordine e vediamo subito l’oggetto dell’annuncio.

Gli utenti decideranno chi potrà rispondere ai tweet

Suzanne Xie ha annunciato al CES di Las Vegas che Twitter entro il Q1 2020, quindi entro il primo trimestre del nuovo anno (che si chiude a fine marzo), renderà disponibile a tutti gli utenti la possibilità di limitare le risposte ai propri tweet. Detta così sembra che ogni utente agisca per limitare le conversazioni invece di alimentarle. Invece, è più corretto dire che gli utenti avranno la possibilità di decidere a quale pubblico fare riferimento, mettendo al riparo il contenuto. In pratica, entra in vigore anche su Twitter la possibilità di “rendere il contenuto più privato“.

twitter piattaforma chiusa

La funzionalità sarà resa evidente quando gli utenti avranno la possibilità di scegliere se rendere il contenuto disponibile per queste categorie:

Global: il tweet viene reso visibile a tutti e tutti potranno eventualmente rispondere;

Gruppo: in questo caso potranno rispondere al tweet solo gli account citati e gli account che l’utente stesso segue;

Panel: scegliendo questa opzione potranno rispondere al tweet solo gli account citati all’interno del contenuto;

Statement: infine, con questa opzione nessuno potrà rispondere al tweet, sarà una di quelle opzione che useranno i politici, ad esempio, quando useranno Twitter per fare qualche annuncio.

Fino ad oggi gli utenti non avevano un grane controllo da questo punto di vista, a meno di “Silenziare” o bloccare gli account che infastidiscano la conversazione. Di recente Twitter ha anche aggiunto la possibilità di nascondere la risposta ad un tweet.

Ma, in questo caso, il passo in avanti è notevole. Twitter si allinea alla modalità già presente su altre piattaforme (pensiamo a Facebook, ad esempio) permettendo agli utenti di decidere chi può rispondere ad un tweet. Di fatto, l’utente decide di rendere quel contenuto più privato, preservando la qualità della conversazione e mettendola al riparo da chiunque voglia perseguire intenti diversi.

Si tratta quindi di una risposta di Twitter a tutti gli utenti, la gran parte, che chiedevano la possibilità di gestire meglio la conversazione, il vero problema che ha tenuto lontani dalla piattaforma centinaia di milioni di utenti. Sì, proprio così. Ogni mese su Twitter, dati di un pio di anni fa, arrivavano su Twitter un miliardo di utenti, ma solo un terzo erano quelli che poi risultavano iscritti alla piattaforma. Un motivo, e più di uno, per cui gli altri 700 milioni andavano via subito c’era eccome.

Se da una parte questa novità renderà felici buona parte degli utenti, c’è da sottolineare un aspetto importante, quello che all’inizio avevamo individuato come il secondo motivo per cui l’annuncio di Suzanne Xie era importante. E cioè che Twitter in questo modo perde la sua caratteristica di piattaforma tradizionalmente aperta per diventare una piattaforma chiusa, come tutte le altre.

twitter risposta tweet

Twitter si trasforma da “piattaforma aperta” a “piattaforma chiusa”

Significa che permettendo a delle categorie di utenti di partecipare alla conversazione, di fatto si sta limitando anche la stessa visibilità di quel contenuto. Questo avrà quindi un impatto su quella che sarà la reach totale del contenuto, sulle impressions. Se così fosse, stiamo parlando di una nostra considerazione, Twitter dovrà intervenire dal punto di vista dell’advertising, come conseguenza, per garantire agli investitori la visibilità massima del contenuto. Dovrà trovare quindi delle modalità per strutturare meglio la possibilità di fare promozione sulla piattaforma.

E poi ci sarebbe l’impatto sull’analisi dei contenuti, ossia nella misurazione analitica della visibilità di quel tweet. Forse un esempio ci potrà aiutare. Se un utente decide di posizionare il contenuto sotto la categoria “Panel”, sarà possibile riuscire ad avere i dati sulla visibilità e sulle interazioni così come è possibile fare oggi? Al momento la risposta potrebbe essere di no, proprio perché a quel contenuto può rispondere solo una piccola parte di pubblico e non tutti. Di fatto è un contenuto “chiuso” e non “aperto”, come avviene oggi. Ovviamente su questo aspetto attendiamo altri dettagli da parte di Twitter nei prossimi mesi.

E voi che ne pensate?


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