U2 360° Tour. Io c’ero

Creato il 13 ottobre 2010 da Joolio

di Gaia Mutone

Se alla fine (a dire il vero più di una volta) la lacrimuccia è scappata, vuol dire che qualcosa è accaduto davvero. Che qualcosa nel profondo si è smosso. Che ad un certo punto domande del tipo “meglio gli U2 del passato o quelli del presente?” non contano più. Se davanti a te ci sono quattro musicisti in stato di grazia, in uno stadio gremito e delirante, c’è solo da gustarsi lo spettacolo e cantare a squarcia gola fino alla fine. E così è stato, venerdì 8 ottobre 2010 all’Olimpico di Roma.

Il colpo d’occhio è davvero incredibile. “The Claw”, l’avvenieristico e mutante palco creato appositamente per il 360° Tour, è un autentico miracolo della tecnologia led e del design e, sin dall’ingresso dei Nostri sulle note di Space Oddity di David Bowie, catalizza 75mila paia di occhi con incredibili giochi ed effetti di luce.
Il primo boato arriva sulle note di I Will Follow, il secondo pezzo dopo Beautiful Day, ed è in un crescendo di entusiasmo che si susseguono le nuove Get On Your Boots e Magnificent, Mysterious Ways e Elevation. È però sulle note di I Still Haven’t Found What I’m Looking For che cominciano le emozioni forti. Come attacca la chitarra di The Edge 52mila persone sollevano in aria piccoli rettangoli di carta colorata e metà stadio si compone a formare una bandiera italiana, una bandiera irlandese e la scritta “One” nel mezzo. Bono smette di cantare e lascia che siano gli autori della poderosa coreografia a continuare (si veda su YouTube).

Si continua con Bad e All I Want Is You, e si vive un altro momento da lucciconi negli occhi quando Bono, alla faccia di chi lo voleva non in forma, canta la parte di Miss Sarajevo che fu di Pavarotti sfoderando una voce da tenore. Lo stadio a quel punto esplode. Ci sarebbe tanto altro da raccontare, di come si è animato The Claw (il vero quinto U2) in City Of Blinding Lights, della dedica a Saviano in Sunday Bloody Sunday con tanto di coro “Get Up Stand Up/ Stand Up For Your Rights” rappato dal pubblico, di Walk On, della splendida One suonata tra le mille luci riflesse dal maxischermo, di Hold Me, Thrill Me, Kiss Me, Kill Me e di With Or Without You, ma alla fine non renderemmo giustizia a quello che è stato, a un concerto che probabilmente rimarrà unico nel suo genere. Un regalo a chi ama la musica e tutto quello che è in grado di fare. E sì, tocca proprio dirlo: è stata una serata da “Io c’ero”!

Unica nota dolente: gli Interpol. Probabilmente pagano lo scotto di essere lontani anni luce dalla musica degli U2 (e da quello che una platea variamente composta si aspetta di sentire), oltre che la
difficoltà di esibirsi in uno scenario grandioso, fatto sta che Paul Banks & company sembrano piatti e non esaltano. I pezzi sembrano tutti uguali e non decollano. Si sente la mancanza di un assolo,
di una costruzione che si evolve, di tensione. Dispiace dirlo ma l’entusiasmo del pubblico arriva quando viene annunciato l’ultimo pezzo in scaletta.

Scaletta:

Space Oddity (intro)/Return Of The Stingray Guitar
Beautiful Day
I Will Follow
Get On Your Boots
Magnificent
Mysterious Ways
Elevation
Until The End Of The World /Anthem (snippet)
I Still Haven’t Found What I’m Looking For
Bad /All I Want Is You (snippet)
Mercy
In A Little While

Miss Sarajevo
City Of Blinding Lights
Vertigo/Teenage Kicks (snippet)
Relax (snippet)/Crazy Tonight (remix)/Two Tribes (snippet)
Sunday Bloody Sunday /Get Up Stand Up (snippet)
MLK
Walk On / You’ll Never Walk Alone (snippet)
Desmond Tutu Speech / One
Amazing Grace (snippet) / Where The Streets Have No Name
Hold Me, Thrill mMe, Kiss Me, Kill Me
With Or Without You /Shine Like Stars (snippet)
Moment Of Surrender


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