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Ucraina. Seduta straordinaria del parlamento: in discussione le dimissioni del governo

Creato il 23 gennaio 2014 da Giacomo Dolzani @giacomodolzani

ucraina_parlamentodi Giacomo Dolzani

La prossima settimana il parlamento ucraino si riunirà in seduta straordinaria. L’argomento della discussione saranno le possibili dimissioni del governo e l’abrogazione della tanto contestata legge, approvata solo pochi giorni fa, che inasprisce le pene per chi partecipa a manifestazioni non autorizzate; a richiederlo è stato lo stesso presidente, Viktor Yanukovich.
Una prima serie di proteste per chiedere le dimissioni dell’esecutivo furono infatti organizzate dai leader dell’opposizione in tutte le principali città ucraine, nelle piazze della capitale e davanti ai palazzi del potere, a cui presero parte centinaia di migliaia di cittadini, contrari alla politica filo russa del presidente Yanukovich, il quale sta guidando il proprio paese verso l’adesione all’Unione Doganale, voluta da Mosca, a scapito di quel processo di integrazione nell’Unione Europea che richiedono a gran voce i manifestanti.
Per far fronte a questa situazione, dopo il pestaggio di giornalisti critici verso le scelte dell’esecutivo, il governo ha varato una legge, da molti ritenuta liberticida, che ha reso molto più aspre le pene per i partecipanti a sit-in o cortei non autorizzati.
La reazione delle opposizioni fu però molto dura e, poche ore dopo, decine (poi divenute centinaia) di migliaia di persone si sono raccolte nelle piazze di Kiev dando inizio ad una seconda ondata di proteste che hanno visto, soprattutto da parte delle forze dell’ordine, azioni violente che hanno portato alla morte di 5 manifestanti europeisti ed al ferimento di altri 300 circa.
Oltre alla vicinanza di Yanukovich al presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, la scelta del governo di Kiev di optare per l’Unione Doganale, voltando le spalle a Bruxelles, è però anche dettata dalla forte dipendenza dell’Ucraina dalla vicina Russia, sia per le forniture di gas, spesso utilizzate da Mosca come arma di ricatto nei confronti del paese, sia per l’enorme mole di debiti nei confronti delle banche russe.

da Notizie Geopolitiche



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