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Un 2017 all’Insegna di Arte e Cultura: Niente Auguri, Solo Propositi!

Creato il 02 febbraio 2017 da Dietrolequinte @DlqMagazine
Un 2017 all’Insegna di Arte e Cultura: Niente Auguri, Solo Propositi!

Sotto le feste di fine anno, ma non soltanto, si ripete decine, centinaia di volte la parola auguri. Una sorta di mantra che, quando è sincero, è sorretto dal desiderio che l'altro possa vivere meglio ed ottenere ciò che più desidera, ma quante volte ci siamo preoccupati di verificare che quella speranza si sia trasformata in realtà? Pensateci! Siamo appena entrati nel mese di febbraio e tante belle parole sono già state dimenticate. Del resto, gli auguri si fanno sempre e solo di pancia, spesso frutto del momento e mai accompagnati da alcuna progettualità. I propositi, invece, sono l'uomo nero di chi non ha personalità. Ed ecco che psicologici o presunti tali assecondano senza vergogna chi, non avendo determinazione o forza di carattere, chieda agli addetti ai lavori di giustificare le proprie incapacità e mancanze: un modo per convincerci che poco si può fare e che, in fin dei conti, la totale assenza di buoni propositi è assolutamente da preferire.

L'Arte e la Cultura non possono rassegnarsi a questo andazzo; esse sono sfacciate e hanno il brutto vizio o di ammaliare per vendere o di dire la verità a discapito di tutto e tutti. Lasciando gli auguri a chi ha voglia di vivere culturalmente di pancia, sarebbe il caso di dedicarci ai propositi che null'altro sono che progetti che indirizzano quello sviluppo culturale che nel nostro Paese, parlando in generale, tende verso il basso e verso la semplificazione.

Cosa possiamo sperare, quindi, per noi e per il nostro benessere intellettuale? Un primo proposito è che chi viene, dai propri amici e conoscenti, chiamato ad amministrare la cultura a livello nazionale impari e capisca cosa sia un'app ben fatta e spenda i preziosi soldi pubblici per creare qualcosa che sia davvero #moltoutile abbandonando idee balzane presentate da un quanto discutibile #verybello. L'Arte è sì una ricchezza ed è parte integrante del nostro patrimonio, ma ha però del grottesco che qualcuno pensi che si possano pagare le tasse usando opere appartenenti alle collezioni private dei contribuenti.

E ancora ci auguriamo che questi geni possano trovare prima o poi una soluzione che da secoli stiamo aspettando in Italia: valorizzare i nostri tesori potendoli esporre dignitosamente. Ciò, ovviamente, esclude la presenza fisica (poco attiva per non dire inutile) di mogli varie, parenti o amici che tanto ricevono sotto forma di compensi e poco possono dare; d'altronde, chi viene reclutato non per meriti acquisiti sul campo, cosa può dare oggettivamente?

Inoltre, sarebbe bello che la cultura non venisse più veicolata da personaggi mediatici affetti dal morbo della onniscienza.

Personaggi che, investiti da un'autorità forse divina, sproloquiano e inveiscono, sbraitano e ostentano una preparazione che ha dei lati oscuri e lascia parecchi dubbi nell'ascoltatore più attento. L'Arte è bene che sia accessibile a tutti, ma non può essere in alcun modo macchiata dell'onta del populismo! Giusto che ad ogni essere umano venga data la possibilità di intraprendere uno dei molteplici percorsi di conoscenza della Cultura, anche di quella artistica, ma non si chieda più all'Arte di "abbassarsi" al nostro livello. Quest'ultima deve poter volare alto e non può essere gestita da imbonitori televisivi che, non sapendo distinguere tra uno storico dell'arte e un critico d'arte, si fregiano di entrambi i titoli un po' a caso (o a convenienza) e poi si impegnano in comparsate durante le quali trattano di politica alla stessa stregua delle liti condominiali.

Un proposito sincero? Magari ha il sapore anche di un augurio, ma vi posso assicurare che non sarà lasciato cadere nel dimenticatoio: che possiate cominciare un cammino personale fatto di letture, visioni cinematografiche, visite a mostre e monumenti che vi appaghi e conduca alla conoscenza.

Da dove iniziare questo percorso in modo tangibile? Dalla (ri)scoperta di quell'immenso patrimonio che il nostro Paese possiede e che abbiamo il dovere di conoscere e proteggere.


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