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Un aiuto in più, mamma tuttofare

Da Mammachevita @mammachevita_g

Ammettiamolo dai. Fare la mamma non é esattamente un gioco da ragazzi.

Sia che si che lavori fuori casa o che si debba fare la "semplice" casalinga, il riuscire a gestire tutto quello che comporta l'avere una famiglia e delle responsabilità non é poi così semplice da riuscire ad organizzare il tutto in modo tale da far sì che ogni cosa si incastri alla perfezione.

Ho smesso di contare le volte in cui, nell'arco di una giornata, mi ritrovo a dire "va beh... lo faccio domani" oppure "avrei dovuto fare anche quella cosa!". E a meno che al posto di un essere umano non si sia diventati degli automi, qualcosa prima o poi non si ha tempo e/o voglia di farla.
Se poi il numero degli impegni quotidiani viene anche associato al numero di figli, aumentano le probabilità che non si riesca a fare quasi mai ciò che si era prefissato per un determinato giorno.

Essere madre significa mettere costantemente in preventivo gli intoppi.

Una cacca di troppo non appena viene varcata la soglia di casa e si é già in ritardo, una febbre arrivata in quel giorno tanto desiderato, un pranzo arrangiato alle tre del pomeriggio con gli immancabili avanzi dei figli. Contando soprattutto che questi sono solo un millesimo degli esempi che si potrebbero fare a riguardo visto la lista potrebbe essere davvero infinita.
Così infinita che per raccontare tutti i possibili episodi, potrei (forse) smettere di scrivere nel momento esatto in cui il cerchio della vita deciderà di ripartire proprio dai miei bambini che prima o poi saranno degli uomini.
Un momento che quando arriverà mi vedrá seduta su una poltrona con i pop corn in mano guardando la loro prole fare esattamente quello che loro stessi hanno fatto con me tra notti in bianco e odiosi capricci.

Soprattutto i capricci poi, sono il male del mondo.

Me ne scorgo ogni giorno con i miei due figli più grandi osservando come, come una spugna, il piccolo Enea assorbe a assimila fino all'ultimo dettaglio del comportamento due fratelli maggiori. Anche se ad un anno siamo ancora ben distanti dal poter parlare di capricci da parte sua.
Ma tempo al tempo arriveranno anche loro.

Gia testardo, presuntuoso e molto ma davvero molto sensibile, il più piccolo dei tre si fa strada tra un gattonamento e qualche piccolo passo svuotando i cassetti dei giochi, quelle delle pentole, quello dei calzini del fratello, quello degli accessori del papà e per ultimo ma non meno meno importante quello delle mutandine di mamma.

Da amante dell'organizzazione e della pulizia ogni giorno mi ritrovo con una casa dove invece di viverci quattro persone sembra che puntualmente passi un tornado a farci visita. Un caos ovunque che lascia spazio a qualsiasi fronte di immaginazione.
Un immaginazione e così fervida che se entrasse in casa qualcuno nel post passaggio di Enea, verrebbe subito da pensare che siano entrati in casa i ladri.

Grazie al disordine che perennemente regna in giro per casa mi sento come un'adolescente disordinata come ai tempi della scuola. Manca il tempo a mia disposizione, manca la voglia di essere sempre di corsa e manca il sonno.
Tanto tantissimo sonno.

Un sonno che fino a poco tempo fa ogni tanto potevo recuperare grazie a quel sant'uomo di mio marito che in quelle mattine in cui venivano a mancare la voglia e la forza di staccare la faccia dal cuscino, decideva di occuparsi dei bambini per regalarmi un ora di riposo in più.

Un po' come quando da ragazza attendevo con ansia il sabato dell'ora legale: il giorno dopo non solo non si andava a scuola o al lavoro ma potevo anche poltrire nel letto senza la voce dei miei genitori che puntualmente mi erano capaci di ricordarmi fosse troppo tardi per dormire ancora.

E se mio marito mi manca per tutto un insieme di motivi, probabilmente uno dei più importanti é proprio il grande contributo che ha sempre saputo darmi nell'organizzazione della nostra famiglia. Casa e figli compresi.

Il suddividersi i compiti, il potersi rilassare sapendo che i bambini avrebbero comunque mangiato e dormito. Persino quella semplice ma piacevole sensazione del poter guardare la ti era un privi,evito ele cui sentirsi viva.

Da quando é partito invece faccio le pulizie di note, mangio in piedi e dormo ancora meno.

La mattina sembro uno zombie e quasi ogni giorno mi accorgo solo al momento stesso in cui devo mettermi ai fornelli che il frigorifero é leggermente spdeserto.

Stirare é diventato un incubo, cucinare ancor di più ma ciò che batte tutto e tutti é il fatto che Enea, soprannominatia nche la cozza vivente, vuole poter partecipare attivamente ad ogni cosa che faccio.


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