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Un altro duro colpo per la Bayer: la Germania vieterà il glifosato

Creato il 06 settembre 2019 da Informasalus @informasalus

pesticidi

Dalla fine del 2023 la Germania vieterà l’uso di diserbanti a base di glifosato, a prescindere dalla decisione che prenderà l’Unione Europea chiamata a rinnovare l’autorizzazione entro il 1 gennaio 2022.

Il piano approvato dalla Germania prevede progressive restrizioni nell’uso del glifosato per arrivare ad una riduzione del 75% entro metà del 2023 e ad un completo divieto unilaterale dalla fine di quell’anno, ovvero alla scadenza di una licenza quinquennele oggi concessa al prodotto su scala europea.

La decisione della Germania fa seguito a quella del parlamento austriaco che prima dell’estate ha approvato un disegno di legge che vieta tutti gli usi del glifosato, diventando il primo paese dell’Unione europea ad adottare misure così drastiche contro il noto pesticida sospettato di essere cancerogeno.

Tra i paesi che in passato hanno adottato divieti totali o parziali contro il glifosato vi sono la Colombia e El Salvador, mentre lo Sri Lanka aveva istituito il primo divieto nazionale al mondo nel 2015 per poi però revocarlo. In Europa esistono restrizioni in Italia, nella Repubblica Ceca e in Olanda.

Di questi giorni la notizia è anche la notizia che in Francia venti sindaci della Bretagna hanno bandito il glifosato dai loro comuni in segno di protesta contro il governo francese che ha intentato un'azione legale contro il sindaco di Langouët Daniel Cueff in seguito alla sua decisione di vietare l’uso di pesticidi vicino alle case, con l’obiettivo di proteggere la salute dei propri cittadini.

In sostegno a Cueff, 20 sindaci del nord della Francia hanno emanato lo stesso provvedimento sul proprio territorio criticando il presidente francese Emmanuel Macron per il suo dietrofront dopo aver promesso di vietare totalmente il glifosato entro il 2021.

Intanto oltreoceano il gruppo Bayer è nel mirino di oltre 18mila cause legali portate avanti da agricoltori, giardinieri e consumatori che sostengono di essersi ammalati in seguito all'esposizione all'erbicida Roundup che il colosso farmaceutico tedesco ha ereditato dalla multinazionale statunitense dell'agrochimica Monsanto.



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