Un bel pomeriggio

Da Teoderica
Pomeriggio di fuoco ( Amores)

Era l'ora della calura e il giorno aveva già compiuto metà del suo cammino; io mi gettai sul letto per dare ristoro alle membra. Una parte della finestra era aperta, l'altra era chiusa e c'era quella penombra che si suol trovare nei boschi, o al crepuscolo, quando il sole tramonta, o quando la notte è ormai lontana eppure non è ancor spuntato il giorno. Questa è la luce da offrire alle fanciulle pudiche, perché in essa la loro riservata timidezza possa sperare di trovare un rifugio. Ecco, Corinna avanza velata appena dalla tunica slacciata, con i capelli che scendono da un lato e dall'altro a coprirle il candido collo, come si racconta che si accostassero al talamo la bella Semiramide e Laide amata da molti. Le strappai la tunica; trasparente com'era non dava molto fastidio, ma tuttavia ella resisteva per essere coperta almeno dalla tunica; ma, poiché lottava come chi non ha alcun desiderio di vincere, fu vinta senza troppa fatica con la sua stessa complicità. Come la ebbi davanti agli occhi, senza alcun velo, in tutto il suo corpo non vidi neppure un difetto: che spalle, che braccia vidi e toccai! Come sembrava fatta per le carezze la dolce bellezza dei seni! E com'era liscio il ventre sotto il seno perfetto! Com'erano grandi e belli i fianchi! Come giovani le sue cosce! Perché riferire tutti i particolari? Non vidi nulla che non fosse da lodare e la strinsi nuda contro il mio corpo. Chi ignora il seguito? Dopo, entrambi riposammo esausti. Possano capitarmi spesso pomeriggi come questo!

OVIDIO

immagine di Teoderica

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    Il 06 febbraio 2011 da   Ilpescatorediperle
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