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Un ferragosto da delirio. Mai che Gambadilegno violentasse Minnie!

Creato il 15 agosto 2011 da Massimoconsorti @massimoconsorti
Un ferragosto da delirio. Mai che Gambadilegno violentasse Minnie! Che stanchezza, che noia, che palle! Oramai reiteriamo. Viaggiamo sempre in seconda con il motore che s'imballa. Diciamo stancamente le stesse cose, i giornali riportano da anni le stesse notizie e ci raccontano (a seconda dell’orientamento politico) le vicende tristi o allegre di ferragosto. Proprio come a natale. Mai che ci fosse uno scoop degno di questo nome, che so: “Gambadilegno violenta Minnie. Topolino colto in auto con Trudy intento a praticare sesso orale”. “Obama pizzicato a far sesso con Barbie nella sua villa alle Hawaii. Per vendetta Ken sodomizza Michelle”. Insomma, notizie di questo genere, tanto per rilassarsi un po’ prima del salasso pro-Stato d’autunno. Invece ci tocca leggere che Christian von Boetticher, presidente dello stato di Schleswig-Holstein, e alto dirigente della CDU, ha avuto una relazione sessuale con una sedicenne e che, colto con le mani nelle mutandine, si è dimesso. In Italia questa è una notizia (non la scopatina ma le dimissioni) perché un noto dirigente politico, di cui si sa solo che è un ultrasettantenne (non un testosteronico quarantenne come il tedesco) abitante ad Arcore, colpevole suppergiù dello stesso reato, non solo non si è dimesso ma ha accusato la magistratura di collateralismo al terrorismo rosso per aver indagato su di lui, mentre il povero Christian, in lacrime, ha ammesso la relazione e dato, forse, il colpo decisivo alle residue speranze di Angela Merkel di vincere le prossime elezioni politiche. Probabilmente andranno al governo i socialisti e i verdi ma quella è la Germania, dove notoriamente non esiste la P4 ma il Club degli amici della birra di Monaco e dove von Boetticher si è guardato bene dall’accusare di simpatie per la Baader-Meinhof i giudici che lo processeranno. Certo però che sono strani questi tedeschi. Per una palpatina a una minorenne, che sarà pure dotata di “ciccia baffetta” seconda la panelliana definizione in “Questo o quello”, ma che sempre minorenne è, fanno dimettere un pezzo grosso della politica correndo il rischio di minare le fondamenta dell’impunità che da noi sono invece più che mai solide. Ma i governi che si rifanno al berlusconismo e non al PPE, vedi quello inglese di Cameron, ragionano in tutt’altro modo. Andato al governo dopo gli sconquassi dei labur di Tony Blair prima e di Gordon Brown recentemente, David Cameron ha deciso di dare da subito un’impronta fortemente silviesca al suo esecutivo. Accusato di aver nominato portavoce una nota spia murdochiana scoopista, non ha battuto ciglia e, dopo i casini provocati dalla polizia inglese che spara ad altezza d’uomo scatenando una rivolta popolare che lo costringe al rientro dalle ferie, Cameron non pensa a un’indagine seria che smascheri i colpevoli ma a chiudere Facebook, il social network dal quale la rivolta è partita. E poi dicono che il berlusconismo non è un virus! E che un virus lo sia seriamente lo pensano anche molti sindaci dei comuni italiani sotto i 1000 abitanti che verranno cancellati in nome della riduzione delle spese della politica. Il problema è che tra questi ci sono dei veri e propri “capisaldi” della storia italica turistica, artistica, paesaggistica e culturale. Ad esempio, spariranno Portofino, Sestriere e Moncenisio, molti piccoli comuni della costiera amalfitana, e altrettante piccole capitali del gusto e della gastronomia come Barolo, Barbaresco, Cinzano, Roccaverano e Castelmagno ma anche Bondone, Fai della Paganella, Castellania (paese di Fausto Coppi) e Vernazza perla delle Cinque Terre. I sindaci ovviamente non ci stanno anche perché, fatti i conti, tutti i 1884 comuni tagliati da Edward Mani di Forbice-Tremonti, costano allo Stato come tre (diconsi tre) parlamentari. I primi cittadini hanno altresì ricordato all’Esecutivo che se avesse accorpato le ultime due consultazioni elettorali, lo Stato avrebbe risparmiato 700 milioni di euro, una cifra che avrebbe assicurato la loro esistenza per almeno altri 35 anni. Ma questo è un discorso basato sul buon senso e non sull’opportunismo politico. Come possono pretendere i primi cittadini di Pedesina o di Guardaboscone che, uno a caso, Roberto Calderoli, possa applicare il buon senso alla politica? Così, mentre Silvio trascorrerà il ferragosto a Villa Certosa (in attesa di venderla a un qualsiasi magnate russo del gas o del petrolio) stando attento a non farsi cogliere dall’obiettivo birichino di Zappadu, Bossi ha deciso di restarsene a Gemonio amorevolmente accudito dal “cerchio magico” celtico e dal Trota impegnato con il tutor del Cepu. Maurizio Gasparri resta a Roma. Con la città deserta forse gli sarà più facile riuscire a trovare il Circolo del Polo all’Acqua Acetosa che cerca inutilmente da anni. Il suo sodale Gnazio andrà a giocare a Battaglia Navale nel Mediterraneo con la portaerei Garibaldi e la fregata Maestrale. Renatino Brunetta, appena ripresosi dalle furibonde nottate post matrimoniali, ha preferito Gardaland dove gli è più semplice passare inosservato. Di Pietro è tornato nella sua Montenero di Bisaccia dove finalmente potrà aggiustare quel cazzo di trattore al quale ha sporcato il carburatore (ma il trattore ce l’ha il carburatore? mah!). Bersani è stato visto dalle parti di Cesenatico intento a spacciare sfogliata urbinate per piadina romagnola e a vendere Lambrusco di Shangai al posto di quello di Sorbara (“Ohi ragassi, siam passi? Siamo in crisi”). Casini e Rutelli se ne sono andati con le rispettive famiglie al santuario di Montevergine nella speranza che la Madonna li faccia rinsavire. Roberto Maroni se ne starà, come consuetudine dei ministri dell’interno, a Roma nella sala operativa della polizia a controllare che i bambini entrino in acqua tre ore dopo aver mangiato e che nessuno giochi a pallone in spiaggia. Mario Borghezio è stato avvistato ieri notte nei pressi di un campo rom con la torcia in mano. Chissà cosa diavolo avrà in mente di fare? Ma il più fortunato di tutti è lui, Roberto Calderoli ministro dell'Esemplificazione. Finalmente solo, in piena notte è rientrato sulla palma dopo il vertice con Bossi e Tremonti. La guardia padana gli ha fatto trovare: n. 3 caschi di banane, n. 15 ananas, n. 1 cesto di datteri e n. 1 dei frutti dell’albero del pane, n. 35 spiedini di formiche rosse cotte alla brace, n. 1 fennec in salmì, n. 1 damigiana di latte di cocco. Il suo sì che è un gran ferragosto, non quello di Fini trascorso al mare a ostriche e champagne. “Provinciale”, ha detto Calderoli addentando la zampa del fennec. Nel frattempo Tarzan lo stava violentando, ma questa è un’altra storia.

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