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Un libro è un mondo in tasca

Creato il 28 dicembre 2017 da Iniziativa21058 @iniziativa21058
Brutte notizie dal mondo dei libri. In Italia i lettori di libri continuano a calare. Sono infatti disponibili gli ultimi dati Istat, che fanno riferimento al 2016, e che parlano di un calo: l’anno scorso i lettori (da sei anni in su) sono solo il 40,5% della popolazione, contro il 42% del 2015. Tutti i dati su
https://www.illibraio.it/italia-lettori-calano-718226/.

Un libro è un mondo in tasca
RicordateVi che un libro è un mondo in tasca, leggete smodatamente, per esempio perchè non iniziare il 2018 con i libri dimenticati di Flaneri
10)Qualcosa sui Lehmandi Stefano Massini(Mondadori).
Folgorante esempio di testo incatalogabile. Ibridato da contaminazioni continue. Un’eccellente insalata di linguaggi e rimandi, tra il fumetto, il cinema, il teatro, la letteratura e un mondo altro che li contempla e li prescinde. La storia di una famiglia e del suo ingegno, che dalla Germania deborda oltre l’oceano. Fino al trionfo, fino allo schianto. Tre generazioni di rischi, dal bestiame al cotone all’azzardo finanziario. Testo totale, straordinario anche nella sua versione teatrale, per la regia di Luca Ronconi.
9)Il libro del padredi Urs Widmer (Keller).
Un libro di pagine bianche, che sarà la vita a popolare di parole. Un libro che il piccolo Karl riceve per i suoi dodici anni e che finisce così, masticato dal buio. Sarà suo figlio a colmarlo per lui, restituendo occhi e memoria al ritratto di quel padre temuto, sofferto e amato senza sosta. Un gioiello di luci sottili.
8)Tutto quello che non ricordodi Jonas Hassen Khemiri(Iperborea).
Chi siamo davvero a sipario disteso? Sciolti nella notte, resistiamo soltanto in ciò che gli altri trattengono e raccontano di noi. Il giovane Samuel muore senza una causa accertata e uno scrittore cerca di ricomporne i pezzi attraverso le voci di chi lo ha afferrato per qualche attimo di sé. Ma quello che emerge è un volto di fiume, tremulo e incostante, dove niente si scrive con certezza. Finalista al Premio Strega Europeo.
7)Iron Townsdi Anthony Cartwright(66thand2nd).
Un microcosmo di sogni violati, tra acciaierie incolte e idolatrie calcistiche. Gli eroi dello sport tatuati sul corpo come spettri di un successo impossibile, nello stomaco di una società operaia ormai dismessa. Una grandiosa prova narrativa.
6)Un complicato atto d’amoredi Miriam Toews(marcos y marcos).
Ripubblicato dopo dodici anni, il romanzo sprofonda nel cuore mennonita canadese, dove Nomi, adolescente avvizzita d’inquietudine, aspetta grandi incontri e impossibili ritorni. Uno scorcio emotivo di strazio e d’incanto.
5)L’ordine del tempodi Carlo Rovelli(Adelphi).
Lontani miglia e dimensioni dal registro di fiction, questa è un’escursione nel mistero più insondabile che si possa accarezzare: il tempo, come architettura immaginifica o labile illusione; invenzione, condanna, salvezza. Con la maestria di un affabulatore e virate poetiche di inattesa bellezza, Rovelli illustra e decostruisce principi scientifici considerati intangibili. Per chiunque abbia sete di lezioni illuminanti.
4)Il tuffodi Jonathan Lee(SUR).
Nella Brighton del 1984, il Grand Hotel brilla di un’esplosione solitaria. Qualcuno ha piazzato una bomba durante il Congresso del Partito Conservatore e il risultato sono cinque morti. Ma nei giorni dell’intanto, nel dirupo temporale tra la sistemazione dell’ordigno e la sua deflagrazione, si smatassa una vicenda umana ricca e irresistibile. Chi pecca, chi ripara, ritrovandosi a sbagliare.
3)Il prodigiodi Emma Donogue(Neri Pozza).
Una bambina inspiegabile, digiuna da quattro mesi eppure perfettamente sana; una comunità spaesata, che si avvinghia a timori profetici laddove la scienza è costretta a raggelarsi. Affresco d’Irlanda di tardo Ottocento, una trama brillante, una prosa che intrappola.
2)È giusto obbedire alla nottedi Matteo Nucci(Ponte alle Grazie).
Ai confini estremi della città di Roma, là dove il Tevere sfocia nel mare, vivono individui reietti, in un ecosistema difficile da immaginare, ma in cui è possibile sparire, come cerca di fare il Dottore, il personaggio principale della storia, arrivato lì in seguito a un dramma personale che gli ha stravolto la vita.  Una discesa agli Inferi, un romanzo la cui lingua merita una profonda attenzione.
1)L’arminutadi Donatella Di Pietrantonio(Einaudi).
Il Premio Campiello di quest’anno è una storia di radici. Tranciate e poi riannodate a forza. Una bimba povera viene spedita da parenti più agiati fino ai suoi tredici anni e all’improvviso viene riconsegnata al mittente. E così diventa appunto l’Arminuta, la ritornata, impegnata a capire il perché di un nuovo rifiuto. Una scrittura lirica, carnosa, vibrante, per il libro migliore dell’anno. Fame placata, ma sempre per poco.
Continua su http://www.flaneri.com/2017/12/27/best-2017-libri/

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