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Un luinese da Boston: “Solo ieri è arrivata la cartolina per il referendum sull’Autonomia”

Creato il 02 novembre 2017 da Stivalepensante @StivalePensante

Particolare la mail giunta questa mattina in redazione, direttamente da Boston, scritta da un cittadino luinese, Nicholas Vecchietti. "Vi scrivo perché vorrei far riflettere e proporre una soluzione per questo episodio 'divertente' o 'assurdo', di cui sono appena stato protagonista come Luinese e Italiano residente all'Estero".

Solo ieri, mercoledì primo novembre, infatti, gli è stata recapitata la cartolina del comune di Luino che gli ricordava che in data 22 ottobre si sarebbe svolto il referendum per l'autonomia della Lombardia. In questo caso, non essendo previsto il voto per corrispondenza, Nicholas non ha esercitato il suo diritto al voto: "Vivendo negli Stati Uniti non mi è molto comodo recarmi al seggio a Luino", afferma scherzosamente.

Apprezzato comunque di essere stato "informato della possibilità di votare", l'ex luinese sa bene che "la cartolina è stata inviata con soldi pubblici ", quindi "sarebbe stato almeno opportuno riceverla in tempi appropriati", perché magari non "precedenti alla votazione"?

Tre potrebbero essere le cause del problema: la cartolina è stata spedita tardi dal comune di Luino (ndr, ma il timbro dimostra che è stata inviata il 3 ottobre), le Poste italiane non funzionano oppure sono gli uffici americani ad avere dei problemi (ipotesi prontamente esclusa in quanto "ho inviato più volte documentazione in Italia e all'estero e sono sempre state recapitate nei tempi previsti", neanche a dirlo).

Ecco presto palesato un " classico esempio di spese inutili che potrebbero essere facilmente eliminate dalla pubblica amministrazione". Se consideriamo "il costo di 2,20 euro per ogni cittadino la somma è alquanto ingente", pensando anche solo "a tutte le storie di luinesi all'estero che avete raccontato nel vostro giornale".

Se poi riflettiamo sul fatto che "per questo referendum si è tanto voluto introdurre il voto in forma elettronica, allora non si poteva cogliere l'occasione per essere realmente innovativi e inviare anche le comunicazioni per via elettronica?" Una mail "sarebbe stata molto più rapida ed economica: le rappresentanze consolari hanno i dati dei cittadini registrati all'AIRE. Probabilmente non tutti i cittadini all'Estero hanno fornito un indirizzo di posta elettronica, ma suppongo che una larga maggioranza lo abbia fatto".

È convinzione comune, non solo in Italia a quanto pare, che "la burocrazia prima di evolversi richiede tempi pari alle ere geologiche, ma è anche vero che la possibilità di cambiare risiede in tutti noi".


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