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Un miliardo di euro per l’Africa: obiettivo portare a scuola tutti i bambini

Creato il 24 giugno 2019 da Francesco Sellari @FraSellari

L’Education Outcomes Fund lancia una nuova formula per aiutare lo sviluppo: niente sprechi, si paga soltanto a risultati ottenuti. I primi progetti in Ghana e Sudafrica

Un miliardo di euro per l’Africa: obiettivo portare a scuola tutti i bambini

Articolo pubblicato su Corriere.it il 4 aprile 2019. Guarda il video qui

Nell’Africa subsahariana, solo un bambino su cinque è capace di leggere, scrivere e far di conto. Proiettato su scala globale, questo dato ci dice che nel 2030 in tutto il mondo quasi un miliardo di bambini non avrà competenze educative di base. È chiaro dunque quanto sia urgente affrontare il problema delle disuguaglianze educative nelle aree più povere del pianeta. Servono investimenti ingenti, ma serve anche cambiare ricetta perché fino a oggi le risorse messe in campo non hanno prodotto i risultati sperati. A che serve finanziare l’acquisto di libri se poi non c’è nessuno che si premuri effettivamente di farli leggere? Oggi la finanza a impatto sociale prova a cambiare approccio, strutturando un modello di investimento che sia strettamente dipendente dai risultati sociali ottenuti. Ed è quello che proverà a fare l’Education Outcomes Fund, un fondo che punta a raccogliere un miliardo di dollari per sostenere progetti per l’istruzione e la formazione professionale in Africa e Medio Oriente.

Essere efficaci

Come funziona? Semplificando: i finanziatori (gli impact investors), in linea con gli obiettivi educativi fissati dai governi, investono e affiancano i soggetti che realizzano concretamente progetti e interventi (imprese sociali o realtà del mondo della cooperazione). A fine progetto, un ente terzo, indipendente, certifica il raggiungimento dei risultati prefissati. Solo a quel punto l’Education Outcomes Fund, alimentato da fondi governativi e da donatori (ad esempio fondazioni), ripaga gli operatori e i finanziatori ai quali viene riconosciuta una piccola remunerazione. Se il meccanismo funziona come dovrebbe, alla fine ci guadagnano tutti: i governi che non buttano soldi su interventi inutili; gli operatori sociali che possono avere accesso a linee di finanziamento; e ovviamente gli investitori che ottengono un piccolo rendimento sul capitale investito.

I primi progetti

I primi progetti dovrebbero partire in una decina di Paesi. Qualche esempio concreto: in Ghana l’obiettivo è quello di riportare sui banchi di scuola 150.000 bambini del nord rurale; in Giordania i beneficiari saranno i bambini siriani rifugiati, per consentire loro di recuperare il loro percorso scolastico; in Sud Africa si punta a migliorare le capacità di lettura e calcolo per i bambini e i ragazzi che frequentano le scuole pubbliche, penalizzate fin dal periodo dell’apartheid. L’Education Outcome Fund è promosso dal GSG, il Global steering group for impact investment, associazione internazionale che promuove gli investimenti a impatto sociale nei mercati di tutto il mondo, riunendo 21 Paesi e le istituzioni dell’Unione europea. All’interno del GSG. Il nostro Paese è rappresentato da Social Impact Agenda per l’Italia, la cui presidente è Giovanna Melandri: «Purtroppo, nei decenni passati, molte risorse della cooperazione hanno avuto un tasso di efficacia non sufficiente – ci dice la Melandri – L’idea che esista un fondo che attivi una serie di investitori che finanziano gli operatori sociali per il raggiungimento di specifici obiettivi è davvero una innovazione di sistema». «Nei prossimi 16 anni avremo circa un miliardo di giovani africani che entreranno nel mondo del lavoro – ci dice Amel Karboul, CEO dell’Education Outcomes Fund per l’Africa e il Medio Oriente, a Roma per la presentazione del fondo – La domanda che ci dobbiamo porre è: diventeranno i leader, gli imprenditori e i creatori di una nuova e fiorente Africa o saranno i disoccupati che andranno ad alimentare una crisi migratoria e di sicurezza che interesserà il mondo intero? Sta a noi scegliere di lanciarci in questo viaggio per ottenere i migliori risultati per questi giovani».

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