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Un modo speciale di agire, sentire e reagire. La sintesi del rimedio omeopatico costituzionale

Creato il 12 luglio 2019 da Informasalus @informasalus

cane

Nella nostra Scuola siamo tutti convinti della fondamentale importanza che riveste il rimedio costituzionale nella pratica omeopatica e che mai sarà possibile curare veramente il paziente se non riusciremo a comprendere la sua sofferenza profonda, cioè come disse il Maestro Paschero, “ciò che deve essere curato in ogni paziente” (11).

D’altra parte, molti, per non dire moltissimi, fra gli stessi Omeopati sono convinti che in un animale tale desideratum terapeutico sia difficilissimo, se non impossibile da raggiungere, e quindi tanto vale adeguarsi subito ad un intervento terapeutico perlopiù basato sull’organotropismo e sui sintomi nosologici. Come la pratica dimostra, però, la corretta applicazione dei suggerimenti di Hahnemann e Kent sconfessa tale convinzione.

Sarà per questo, per combattere questa “pigrizia” o questa resa aprioristica dettata dal volere “una Omeopatia facile” (senza fatica e, spesso, a scapito del paziente) che, storicamente, la Scuola di Cortona si preoccupa di dedicare lo spazio di almeno un intero Anno Accademico agli aspetti dottrinali, senza i quali non sarebbe possibile mantenere il binario corretto sia nella presa del caso clinico, che nella sua analisi ed evoluzione durante ogni follow-up (1).

La conoscenza della dottrina omeopatica è condizione imprescindibile per sperare nella vera guarigione; senza di essa il medico Omeopata non ha sostegno nell’interpretazione delle reazioni al rimedio e facilmente sbaglia, o si scoraggia, o si fa prendere addirittura dal panico, producendo delle azioni che altro non possono se non danneggiare ulteriormente il paziente. Dal punto di vista didattico, un buon caso clinico dà la possibilità di sottolineare vari aspetti dottrinari, dimostrandone la ragione, e di attuare un ottimo studio di Materia Medica, per il rimedio del caso e per gli altri in diagnosi differenziale.

IL CASO DI KALÌ

Kalì è un Pinscher femmina di 12 mesi che viene portato a visita per un gonfiore alle linee mammarie, più grave a sinistra, comparso circa 2 mesi dopo il primo calore. Dopo un mese di vari tentativi, compresi trattamenti ormonali e locali, dimostratisi assolutamente inefficaci, viene proposto l’intervento di ovario-isterectomia, al quale la proprietaria è contraria in quanto vorrebbe farla riprodurre.

ANAMNESI

Per comodità del lettore e per maggiore chiarezza là, ove ritenuto importante, al sintomo raccolto dall’interrogatorio, viene affiancata la rubrica repertoriale ritenuta idonea, in base all’etologia del cane, all’intensità del sintomo ed alla sua storicità (12). Dall’età di 2 mesi Kalì vive in famiglia con gli attuali proprietari. Quando viveva ancora con i fratelli le fu tagliato accidentalmente un orecchio mentre mangiava. Da allora mangia molto circospetta; inizialmente assumeva l’alimento solo dalle mani dei proprietari; solo recentemente lo assume dalla ciotola. [MIND - DWELLS - past disagreeable occurrences, on] Molto agile, salta continuamente. Salta addosso finché non la si accarezza. Gioca volentieri.

Non si deve sentire sola. [MIND - FORSAKEN feeling] Ogni volta che può lecca i proprietari (tipico atteggiamento di sottomissione e richiesta di comprensione). [MIND - DELUSIONS - wrong - done wrong; he has].  Quando mangia è sempre in tensione e se si avvicina qualcuno si allontana dalla ciotola. [MIND - DELUSIONS - persecuted - he is persecuted]. Quando è in braccio si rilassa e si addormenta come un bambino. [MIND - ATTACHED - father; children are attached to the]. Ringhia quando un rumore la spaventa. Se la sgridano si appiattisce e va strisciando a chiedere scusa. [MIND - DELUSIONS - crime - committed a crime; he had]. Affettuosa, socievole, giocherellona, espansiva. Mangia di tutto, ama la carne e rifiuta i cibi piccanti. Beve poco, ha sempre bevuto poco. [STOMACH – THIRSTLESS] Non fa volentieri il bagno, neanche al mare. Dorme molto, notte e giorno. Dorme coperta, anche in estate. Ama il caldo e il sole. [GENERALS - HEAT - lack of vital heat]

ANALISI DEL CASO

Pur consci che un caso riferito a terzi ha i suoi limiti nella mancanza dell’osservazione diretta del paziente, su questo caso e su questa totalità ci sono alcune considerazioni da fare, che lo rendono un ottimo caso didattico. Per cominciare, Kalì è tranquilla, socievole e non ha alcun risentimento generale. Tuttavia il problema locale, che certamente ha una causa e che non è normale esiste. È già un segno della Costituzione Morbosa del paziente che ci sta dicendo qualcosa e non sarebbe saggio non tenerne conto (2). La seconda considerazione è che il rimedio al quale arriviamo, gode della presenza di un sintomo chiave, un keynote, riferito da Kent. La terza considerazione è che, nonostante il rimedio sia proposto dai sintomi assieme ad altri rimedi, lo studio della Materia Medica in Diagnosi Differenziale giustifica tutti i comportamenti, e il modo di essere del cane, perché questo è il rimedio: un modo speciale di sentire, agire e reagire, caratteristico di ogni individuo, sia che abbia un raffreddore piuttosto che una zoppia, che una congestione mammaria, come la nostra Kalì.

CONSIDERAZIONI

Nel § 153 dell’Organon, Hahnemann ci dà la chiave per capire il segreto dell’esatta prescrizione: “… dobbiamo tenere in conto principalmente ed unicamente, i segni ed i sintomi del caso di malattia da curare che siano più evidenti, singolari, non comuni e peculiari (caratteristici); perché sono principalmente questi quelli che devono corrispondere con i più simili della lista dei sintomi della medicina cercata …” (8). Storicamente, prima dell’avvento dei Repertori (Boenningausen e poi Kent), il medico omeopata doveva avere in mente tutta la Materia Medica e, pur tenendo conto che allora la risorsa di rimedi sperimentati era di molto inferiore all’attuale, era comunque impresa ardua e troppo condizionata dalla soggettività del medico.

Oggi siamo convinti che non sia possibile lavorare senza il Repertorio, ma come insegna Kent proprio nella prefazione del suo Repertorio, dopo la repertorizzazione è necessario confermare l’esito dell’analisi con la consultazione della Materia Medica Pura (9), come del resto lo stesso Hahnemann conferma nel § 3 dell’Organon: “Se il medico percepisce con chiarezza quel che vi è da curare nelle malattie, cioè in ogni caso patologico individuale, se percepisce chiaramente quel che di curativo vi è nei medicamenti, cioè, in ogni medicamento in particolare… omissis … sarà un vero medico” (5,8). È chiaro che i due Maestri si riferiscono al genio del rimedio che deve trovare esatta corrispondenza al genio del paziente e per “genio” si intende il modo di essere, di vivere, le attitudini psico-biologiche, le circostanze in cui il soggetto nasce, vive e muore.

Per questo Hahnemann ha dovuto sviluppare la Teoria delle Malattie Croniche, la cui spiegazione sta nell’impronta miasmatica, cioè nella causa fondamentale di malattia, all’origine della Costituzione Morbosa individuale, generatrice della costellazione sintomatica caratteristica del paziente. I sintomi hanno valore in quanto facenti parte di una Totalità caratteristica; essi hanno un senso ed un’intenzione che li mette in rapporto logico tra loro. Prendere i sintomi come parole scritte nel Repertorio è come avere una lettera morta che a nulla può portare. I sintomi non debbono essere una somma algebrica di rubriche, ma un insieme di autentica rivelazione della peculiare costituzione del paziente, altrimenti, come dice Eugenio F. Candegabe: “Voi avete registrato un grande numero di sintomi, però non avete un caso” (3). Occorre sempre capire cosa c’è veramente da curare e per questo oggi è necessario l’uso corretto del Repertorio, sforzandosi di trovare dei sintomi modalizzati e storici (per quanto possibile); non bisogna prendere delle rubriche con centinaia di rimedi (poco caratteristiche); non bisogna prendere rubriche con meno di 6-7 rimedi (troppo limitanti), a meno che non si sia proprio sicuri; e così è anche automatico che la repertorizzazione non contenga molti sintomi (da 3 a 5, di solito) e che l’analisi presenti, alla pari dei policresti, anche rimedi meno conosciuti, costringendo il Medico ad allargare i suoi orizzonti in sede di Diagnosi Differenziale (6,7).

SCELTA DEL RIMEDIO

Per Kalì, inizialmente era stato pensato a Pulsatilla, che quadrava quasi con tutto, ma non quadrava per la “freddolosità” della piccola paziente. Repertorizzando, però, uscì fra gli altri un rimedio assai simile a Pulsatilla e che R. Morrison definisce come “una Pulsatilla freddolosa” (10). Leggendo il rimedio nelle varie Materie Mediche, veniva confermata l’immagine di Kalì, così dolce, così freddolosa, così sempre pronta a chiedere scusa anche quando non ha fatto nulla (leccare!), lei che è stata punita e tagliuzzata senza aver fatto nulla, solo perché stava mangiando. Ma se è stata punita una ragione ci sarà, il senso di colpa atavico ed innato del rimedio, che reagisce chiedendo scusa, leccando, sottomettendosi, o rinchiudendosi in una cupa malinconia, mai aggredendo (non a caso questo rimedio ha paura dei fulmini più che dei tuoni, scagliati da Giove per punire i mortali: la paura della punizione divina) (4). Senza dubbio era questo genio del paziente, ciò che si doveva curare, il genio di Cyclamen. Il sintomo locale modalizzato: gonfiore alla mammelle dopo la mestruazione (in senso lato, intendendo la mestruazione come ciclo sessuale, come spesso facciamo) [CHEST - SWELLING - Mammae - menses - after - agg.] ha un unico rimedio, Cyclamen. Ecco la corretta applicazione di un keynote, il sintomo che, oltre a dare un indirizzo, conferma l’esito della ricerca.

REPERTORIZZAZIONE

Questa è la repertorizzazione di Kalì, costituita dai 3 sintomi storici ritenuti fondamentali nella sua dinamica evolutiva, nella sua attitudine, nel suo modo di sentire, agire e reagire. Come si può vedere, vanno attentamente valutati almeno 8 rimedi (fra cui anche i “piccoli” Aids e Positronium), alla ricerca dell’essenza che copre, questa volta, la Totalità del paziente, e Cyclamen prepotentemente emerge dallo studio della Materia Medica e rappresenta fedelmente il genio della nostra Kalì.

CONCLUSIONE

Cyclamen 200 CH in plus per 7 giorni, ha risolto il problema di Kalì rapidamente e, soprattutto lasciando intatte le sue capacità riproduttive… e che brava mamma è stata!

BIBLIOGRAFIA

1. BRANCALION A. – Scala LM e Prognosi nella pratica dell’Omeopatia – H.M.S., Como, 2004.

2. BRANCALION A. – La Méthode Argentine de l’Homéopathie Pure de Candegabe-Carrara en Médicine Vétérinarie – 61° Congresso LMHI, Lucerna, 2006.

3. CANDEGABE E.F. – Materia Medica Comparata – red Edizioni, Como, 1989.

4. CANDEGABE E.F. – Homeopatía: Estudio Metodológico de la Materia Médica – Editorial Kier, Buenos Aires, 2003.

5. CANDEGABE M.E. – Escritos sobre Homeopatia – Ed. Club de Estudio, Buenos Aires, 1996.

6. CANDEGABE M.E., CARRARA H.C. – Approssimazione al Metodo Pratico e Preciso dell’Omeopatia Pura – Centro Internazionale della Grafica, Venezia, 1997.

7. CANDEGABE M.E., DESCHAMPS I.L. – Bases y Fundamentos de la Doctrina y la Clinica Médica Homeopáticas – Editorial Kier, Buenos Aires, 2002.

8. HAHNEMANN – Organon Sesta Edizione – Trad. 9. GIUSEPPE FAGONE – EH© Italiano Versione 2.2, Archibel SA.

10. KENT J.T. – Repertory of the Homoepathic Materia Medica – Jain Publishers,New Delhi, 1981.

11. MORRISON R. – Manuale Guida ai Sintomi Chiave e di Conferma – Ed. Bruno Galeazzi, 1998.

12. PASCHERO T.P. – Homeopatia – Editorial El Ateneo, Buenos Aires, 1988.

13. RADAR® – Synthesis, vers. 8 –Archibel SA, Belgio.


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