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"Un mondo senza rifiuti?" - Viaggio nell'economia circolare - di A. Massarutto

Creato il 05 agosto 2019 da Michele13

I rifiuti e la loro gestione rappresentano una delle problematiche oggi più dibattute. Il testo di Antonio Massarutto, dal titolo: “Un mondo senza rifiuti?”Viaggio nell’economia circolare– (Ediz. Il Mulino), rappresenta una riflessione articolata e ben approfondita sul tema.  mondo senza rifiuti? I rifiuti sono la prova più evidente – afferma Massarutto nell’introduzione al suo libro – che la nostra economia non è circolare, ma lineare. Entrano materie prime, escono residui…”
Il concetto di “economia circolare” oggi ha preso il posto di quello di “sviluppo sostenibile” che per anni è stato alla base di ogni attività dell’uomo improntata al pieno rispetto dell’ambiente in cui esso vive. Ma cosa s’intende esattamente con il termine “economia circolare”?. Innanzitutto, l’economia circolare dovrebbe essere un’economia senza rifiuti, in teoria. Diciamo, “in teoria”, in quanto sappiamo bene come ogni processo vitale in realtà produca degli scarti. Ma c’è differenza tra gli scarti prodotti dai processi vitali che puntualmente sono riassorbiti con facilità dalla natura ed i rifiuti veri e propri che rappresentano scarti di cui la natura non sa di cosa farsene. Rispetto al concetto di “sviluppo sostenibile” il messaggio che lancia quello di “economia circolare” appare essere più concreto e traducibile, secondo Massarutto, in 10 obiettivi facilmente comprensibili:Rimpiazzare, Ripensare, Ridurre, Riusare, Riparare, Rinnovare, Ricostruire, Ridestinare, Riciclare, Recupero materia, Recupero energia. Solo seguendoli sarà possibile avviare la transizione verso l’economia “circolare”.

mondo senza rifiuti?

Economia circolare ed Economia Lineare: sistemi a confronto


Ma, a parere di Massarutto, occorre non farsi troppe illusioni: anche nel progetto di economia circolare si prevede la formazione di un certo quantitativo di scarto che potrà essere destinato all’incenerimento con relativo recupero di energia. Questo per dire come in realtà, ad oggi, gli scarti ci sono anche al termine del processo produttivo più virtuoso e non può restare, al momento, altra soluzione se non quella di procedere all’incenerimento con buona pace di chi è assolutamente contrario a questa ultima soluzione.
Obiettivo di questo libro è proprio quello di muoversi nella maniera più analitica e chiara possibile tra le soluzioni auspicate dai puristi della filosofia “rifiuti zero” e quelle di compromesso, almeno temporaneo, che conducono anche all’utilizzo di sistemi più impattanti sull’ambiente non trascurando, al contempo, di segnalare pregi, difetti e contraddizioni nell’attuale sistema di gestione dei rifiuti italiano.
Nel mondo, ancora oggi, il sistema di smaltimento dei rifiuti che vede come traguardo finale il conferimento in discarica rappresenta la soluzione più adottata. In Italia, fino alla metà degli Anni 90, circa il 90% dei rifiuti venivano smaltiti in discarica. Ma oggi il nostro Paese dimostra di avere fatto passi notevoli dato che la percentuale di utilizzo delle discariche è passata dal 93% al 25%. Anche nel campo delle raccolte differenziate stiamo progredendo: nel 2016 abbiamo superato il 50% come media nazionale anche se permangono grosse differenze tra una zona e l’altra del Paese. Infatti nelle regioni del Nord la raccolta differenziata raggiunge il 64,2%, al Centro il 48,60%, mentre al Sud Italia la percentuale resta ancora bassa: 37,6%.
Oggi, in particolare, il nostro Paese può considerarsi ai vertici europei in alcuni settori del riciclo, quali quello della carta, dell’alluminio e soprattutto del compostaggio.
Massarutto dedica una parte delle sue riflessioni al tema della riduzione della produzione dei rifiuti. Egli si chiede cioè se non sia possibile, in modo concreto ridurne la quantità attuale anche a fronte di una popolazione in costante crescita e della giusta aspirazione, da parte dei Paesi meno sviluppati, a raggiungere standard di vita più vicini a quelli dei Paesi più ricchi.
Il principale protagonista dell’economia circolare è l’uomo. Ed il momento decisivo del ciclo di vita di un materiale è quello in cui esso cessa di essere un bene utile e si trasforma in un disvalore nelle mani di chi lo detiene ma che potrebbe continuare ad avere un valore finendo nelle mani giuste. Se io acquisto una bottiglietta in plastica contenente dell’acqua minerale quella bottiglietta rappresenterà per me un bene fino al momento in cui avrò bevuto tutta l’acqua in essa contenuta. A quel punto quella stessa bottiglietta per me rappresenterà un rifiuto da smaltire. Ed in quel preciso istante la mia scelta di destinarla ad un apposito contenitore per il recupero della plastica anziché in un contenitore per i rifiuti indifferenziati sarà determinante.
Giustamente fa notare Massarutto l’importanza della consapevolezza e della motivazione che possono far propendere un comune cittadino ad effettuare una scelta che vada nella direzione della raccolta differenziata. Per questo egli fa notare anche il ruolo determinante da parte delle amministrazioni pubbliche nel promuovere politiche ed azioni di divulgazione che abbiano per obiettivi proprio quelli di contribuire ad accrescere nella cittadinanza la consapevolezza del ruolo fondamentale che ogni singolo cittadino può rivestire nel contribuire al sistema di gestione dei rifiuti.Ma al contempo Massarutto evidenzia come altrettanto importante sia il ruolo delle aziende pubbliche, private o a sistema misto che oggi si occupano della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti.
Un altro punto a favore del sistema rifiuti italiano che lo distingue dalla gran parte degli altri Paesi dell’Unione Europea è il CONAI, il Consorzio Nazionale Imballaggi i cui obiettivi sono il recupero ed il riciclo dei sei principali materiali da imballaggio: acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro.
mondo senza rifiuti?

Ma, come si dice, non è tutto oro… L’Italia deve ancora compiere molti passi in avanti per risolvere i suoi problemi di gestione dei rifiuti. Basti pensare al recente caso della città di Roma dove dopo la chiusura della discarica di Malagrotta da alcuni anni l’amministrazione pubblica sembra non riuscire a venire a capo del problema e che dimostra come, citando le parole di Massarutto: “la situazione attuale è ancora lontana da ciò che è desiderabile…”.

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Un'immagine della recente crisi dei rifiuti nella nostra Capitale


Sarà fondamentale procedere, secondo Massarutto, nella direzione di un sistema sempre più circolare e sempre meno lineare anche se, almeno per adesso, non potrà essere perfettamente tondo come la O di Giotto.
Michele Salvadori

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