Un nuovo errore di Blanchard sulla Grecia?

Creato il 16 aprile 2015 da Keynesblog @keynesblog

Francesco Saraceno ha scritto un interessante articolo in cui riassume le “marce indietro” del Fondo Monetario Internazionale di questi anni:

Primo, ci fu il mea culpa, ampiamente discusso nel World Economic Outlook dell’ottobre 2012, quando il FMI ha sostanzialmente sconfessato le proprie precedenti stime delle dimensioni dei moltiplicatori, e così facendo ha certificato che l’austerità non poteva e non avrebbe potuto funzionare
Poi, il Fondo ha affrontato il problema della disparità di reddito, e ha rotto un tabù, ovvero la dicotomia tra equità ed efficienza. Risulta che le società disuguali tendono ad essere meno efficienti…
Sul mercato del lavoro, già prima del box 3.5 dell’ultimo WEO (in cui si ammette che la deregulation del mercato lavoro non aumenta il PIL potenziale, ndr) il Fondo aveva diffuso una ricerca che collega la maggiore disuguaglianza con il calo della sindacalizzazione.
Poi, naturalmente, “gli investimenti pubblici sono un pranzo gratis“, nel terzo capitolo del World Economic Outlook dell’autunno 2014.
Nel mezzo, il FMI ha demolito un altro blocco della costruzione del Washington Consensus: la libera circolazione dei capitali può talvolta essere destabilizzante.

(il resto dell’articolo è qui). Insomma ci sarebbe davvero da complimentarsi con il capo economista del Fondo Olivier Blanchard. Quando gli capita di sbagliare lo ammette, e rivede le sue conclusioni. Qualcosa che quasi nessun economista ha il coraggio di fare. Tanto di cappello.

Purtroppo però gli capita di sbagliare spesso. Nei giorni scorsi, presentando l’ultimo WEO, ha affermato sulla Grecia (enfasi nostra):

Siamo nel bel mezzo dei negoziati con i Greci. Vogliamo raggiungere un accordo e speriamo che lo raggiungeremo. Ora, cosa succede se non fosse raggiunto un accordo? Penso che un certo numero di cose sono abbastanza chiare. Il primo è che, per esempio, un’uscita dall’euro sarebbe estremamente costosa per la Grecia. Sarebbe estremamente dolorosa.
Il secondo punto è che, guardando il resto della zona euro, esso è in una posizione migliore per affrontare l’uscita greca. Alcuni dei firewall che non erano lì prima ora ci sono. Certo non andrebbe tutto liscio come l’olio, ma probabilmente [il Grexit] si potrebbe fare.

Visti i precedenti, è possibile che anche questa volta Blanchard stia sopravvalutando le sue capacità previsionali. E quando il FMI sbaglia, i conti poi li pagano gli altri.


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