un piano terra-terra

Creato il 28 marzo 2012 da Plus1gmt

Alla fine scopri che quelli che fanno lavori pazzeschi e che possono correre rischi non hanno una famiglia da mantenere, non tutti eh ma nella scala sociale mi guardo sopra metaforicamente parlando e trovo, dall’alto verso il piano terra in cui abito, sempre metaforicamente parlando, chi non ha problemi economici e non ha figli, chi non ha problemi economici e ha figli, e chi si mette in gioco perché non vuole avere problemi economici ma ha responsabilità larghe quanto il suo giro vita e intorno non c’è nulla da mettere a repentaglio. Poi c’è anche il seminterrato e le catacombe ma questo è un altro discorso. Perché io ci andrei anche all’arrembaggio ma poi vedo chi ne potrebbe subire le conseguenze in caso di sconfitta e di pareggio, che comunque sarebbe già un successo, perché il corretto flusso delle azioni da intraprendere è mettersi al sicuro e poi fare la famiglia, che è l’impresa più coraggiosa dei tempi che corrono e che cambierà il tessuto sociale nei prossimi decenni con un decremento demografico, perché la prole sarà sempre più un lusso e nei casi in cui la sequenza giusta darà i suoi frutti ci sarà un scarto di almeno tre decenni tra genitori e figli. Quindi incontro gente che entra e che esce – ancora metaforicamente parlando – davvero figa anche sulla quarantina dal profilo professionale mai sentito che se lo può permettere perché a casa non c’è nessuno e nemmeno a scuola o al parchetto con i nonni o con la baby sitter, gli alfieri del personal branding e gli imprenditori di sé e i guru autodiretti. Qui, al livello della strada, guardiamo già con speranza a un domani da custodi dello stabile. Buongiorno dotto’, ha visto che tempo dotto’.



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