Un post contro la campagna abbonamenti di Radio Popolare sarebbe gradito, tutti i Tg ne parlerebbero ed il ritorno mediatico tornerebbe utile.

Creato il 28 dicembre 2013 da Slasch16

La libertà di pensiero e di stampa ha i suoi inconvenienti, come la democrazia d’altronde, e dato che non esiste sistema migliore della democrazia per goderne dei vantaggi dobbiamo esorcizzare gli inconvenienti.
Oggi nel corriere ho letto un articolo: una donna ha ucciso il suo amante, fatto deprecabile in se ovviamente, ma è il commento che ho letto sotto che ha attirato la mia intenzione.
Si parla sempre e solo di femminicidio.
La libertà di pensiero è una gran cosa ma sappiate che parlano anche gli idioti, è il mio commento, che non voglio nemmeno spiegare tanto è evidente.
Il bello della democrazia è che ognuno di noi può decidere
, liberamente,chi siano gli idioti di turno. Se sono quelli che vedono il dito o quelli che si godono la luna. Di certo è inaccettabile che ci sia uno, qualunque, qualsiasi,  che ci voglia imporre il suo metro svizzero di valutazione dei fatti e delle persone.
Un conto è condividere e cercare di ampliare il consenso verso il proprio pensiero, la propria visione politica ed un altro è pretendere di imporre la propria visione pena espulsioni o gogne mediatiche.
I giornalisti messi sotto tiro da Grillo non hanno bisogno che io li difenda, sono molto più visibili e capaci di me, certamente non sanno che farsene della mia solidarità, al massimo possiamo condividere gli insulti che nel mio piccolo ho collezionato anch’io.
Li ho sempre considerati medaglie, all’inizio. Poi mi sono reso conto che tolte le offese non c’erano argomenti e rimanevano le offese insieme alla strana impressione che avanti di questo passo arriveremo alla selezione della “razzza intelligente” o comunque del pensiero unico.
Se l’è presa con Gramellini, senza nemmeno rendersi conto che l’intervento di Gramellini era una critica al Pd, e lui non tollera essere secondo a nessuno sia negli elogi che nelle critiche.
Più sclera, per paura delle % da prefisso telefonico, e più allontana da se chi credeva in un cambiamento auspicabile ma democratico, senza linee di pensiero imposte dall’alto. Il pensiero imposto è accettabile solo se viene dal basso perchè sarebbe l’essenza della democrazia, l’interesse dei molti contro l’interesse dei pochi, dominanti.
Penso che in Parlamento tutti abbiano argomenti per attaccare, politicamente, gli avversari, i ladri, i corrotti, i figli del sistema ed i protetti.
Non c’è bisogno, ogni volta che si prende la parola, di urlare o di offendere con la bava alla bocca.
Voler assomigliare, a tutti i costi, al comico capopopolo che fa satira fa prendere degli scivoloni dovuti alla presunzione come quando la capogruppo ha dato la patende degli onesti ai suoi e dei disonesti a chi non la pensa come loro. Meglio, come “lui”.
Io non la penso come lui e se attacco un giornalista lo attacco sugli argomenti non sul lato estetico o con battute insulse delle quali si vergognerebbe anche un maschilista come me.
Non so chi scriva i loro interventi. Potrei anche sbagliarmi ma la mia impressione è che la parte dedicata agli insulti sia sempre della stessa penna come se in mezzo alla sostanza, che c’è, ci debba essere un 20% di insulti altrimenti manca il gusto, non si riconoscono.
Le battute sono fatte con lo stampino ed alla fine annoiano, cambiano i capigruppo ma non cambia il tono delle offese come se dare dell’imbecille ad un imbecille lo rendesse più intelligente o dare del ladro ad un ladro lo facesse scomparire o smettere di rubare.
Dato che ogni cazzata che si scrive a Genova ha un impatto mediatico enorme, pur accompagnata dal solito lamento che tutti sono contro di loro e distorcono il “suo” pensiero, auspico che la prossima volta il comico più famoso al mondo si scateni contro la campagna abbonamenti di Radio Popolare certo che molti farebbero l’abbonamento pur di fargli un dispetto.
Buon anno.



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