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Un sabato da Zandegù: tra storie, visioni e corsi di scrittura

Creato il 01 febbraio 2017 da Dida

Un sabato da Zandegù: tra storie, visioni e corsi di scrittura“Uno scrittore non parte da un’idea, ma da una visione”.Io me li immaginavo chini su una macchina da scrivere dai tasti pesanti, con la testa fra le mani, avvolti nel fumo della sigaretta che si sta consumando nel posacenere, davanti a una pagina bianca mentre cercano le parole per l’incipit perfetto, quello che gli regalerà l’immortalità.Un sabato pomeriggio da Zandegù, invece, grazie a un corso di scrittura tenuto da Elena Varvello, autrice di La vita felice (Einaudi), ho scoperto che gli scrittori non partono dall’incipit, ma da una visione. Può essere una frase, un sogno, una sensazione o un’intuizione che può maturare per giorni, mesi, a volte anche anni e che all’improvviso inizia ad articolarsi e a prendere vita.Quello è il cuore della storia, ciò che muove le dita dello scrittore, quello che segnerà il tono, il carattere, il futuro della storia che andremo a leggere.Se mi avessero detto anni fa che avrei partecipato a un corso di scrittura creativa e che, alla fine di quest’ultimo, fossi uscita con occhi sognanti e dita frementi non ci avrei creduto.Ho sempre immaginato l’attitudine alla scrittura come qualcosa di intenso, privato e poco incline alle regole. In realtà c’è tanta ispirazione, tanto sentire, ma anche tanto metodo.Elena Varvello a me e alla sua classe ha raccontato di come uno scrittore apra e chiuda porte di stanze, dalle quali esplora abissi che trasforma in pensieri, descrizioni e dialoghi. Ci ha raccontato degli strumenti da utilizzare per sentire storia e scrittura, per leggerle con il giusto distacco e limarle affinché “ogni parola che scriverete, riverberi e faccia intravedere le ombre sotterranee che nasconde”.Partecipare al corso mi ha permesso di guardare con occhi nuovi quello che leggo, ma soprattutto a condividere con altri una necessità fisica: quella di possedere le parole, sventrarle per esplorarle e inglobarle dentro di sé. Seguire un corso di scrittura creativa mi ha aiutato a capire perché in alcuni casi leggere significa vivere un sogno e cosa succede quando in altri le pagine si fa così fatica a girare che sembrano essere fatte di piombo.Ho partecipato alle gioie e ai dolori dei miei compagni di corso che raccontavano di punti di non ritorno, storie scritte in pochi giorni ma in fondo mai concluse, pagine bianche e altre fin troppo piene.
Quello di Zandegù è un corso per chi ama scrivere, ma anche per chi ha sempre letto. Per un sabato sono passata dall’altra parte della barricata dove le parole ricreano sogni e speranze e si caricano di mondi e significati da trasmettere a chi legge. 
L’atmosfera familiare, il sole accecante che entrava dalla finestra e illuminava la stanza e la sensazione di essere al sicuro, tra tuoi simili, mi ha regalato un’esperienza unica e ha permesso al mio cuore di imparare che c’è anche un altro modo di leggere: scrivere.Alla prossimaDiana 

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