Mi piacerebbe che tu ricordassi tutti questi momenti passati insieme. Sicuramente rimarranno indelebili nella mia memoria. Hai solo 21 mesi, quante esperienze ci saranno da fare insieme. 21 mesi che sembrano anni per quanti ricordi ho di noi insieme.Vorrei che ti ricordassi di quando ti medicavo il cordone ombelicale con quella polverina bianca e la garza da tagliare ogni volta, di quando siamo andati insieme a fare il vaccino e abbiamo trovato un metodo anti-pianto ovvero seduta sulle mie gambe e non sul lettino dell’ambulatorio, di quando ti cullavo per farti addormentare e poi finivamo a dormire insieme nel lettone, di quel giorno in cui ti sentivi poco bene e volevi stare abbracciata sul divano, dei primi giorni di inserimento al nido quando facevo finta di non guardare ma tenevo sotto controllo tutto quello che ti succedeva intorno, di quando ti facevo ridere soffiandoti sulla pancia, al nostro primo bagno al mare, a quando faccio finta di stendermi sul tappeto per fare ginnastica e tu fai esattamente i miei stessi movimenti, di quando annaffiamo le piantine in giardino, di quando dovevo montare l’armadio per la tua camerina e alla fine siamo riusciti a piantare insieme i chiodi perché tu mi aiutavi a tenere il martello, di quando ci rincorriamo per casa ed io fingo di non riuscire a raggiungerti, di quando abbiamo dipinto la maschera di carnevale al laboratorio del nido e ... di decine di altri momenti.Adesso sono a letto che cerco di resistere al sonno per leggere un libro. Sento che stai piangendo, visto che sono ancora sveglio mi alzo. Mi dici che hai sete (“affa… affa” sta per “acqua”). Bevi velocemente l’acqua e poi ti ributti giù come niente fosse. Hai imparato che c’è sempre qualcuno per ogni tuo pianto.Guardo l’orologio e penso che sia tempo di spegnere la luce perché tra poche ore inizierà una nuova giornata.Si sa che i supereroi rifuggono dalla notorietà, il solo motivo delle loro gesta è che credono in quello che fanno. Ci penso ogni mattina, quando chiudo bene tutti i bottoni della mia camicia. Che non si intraveda mai la maglia con “S” di Superpapà sotto.
Mi piacerebbe che tu ricordassi tutti questi momenti passati insieme. Sicuramente rimarranno indelebili nella mia memoria. Hai solo 21 mesi, quante esperienze ci saranno da fare insieme. 21 mesi che sembrano anni per quanti ricordi ho di noi insieme.Vorrei che ti ricordassi di quando ti medicavo il cordone ombelicale con quella polverina bianca e la garza da tagliare ogni volta, di quando siamo andati insieme a fare il vaccino e abbiamo trovato un metodo anti-pianto ovvero seduta sulle mie gambe e non sul lettino dell’ambulatorio, di quando ti cullavo per farti addormentare e poi finivamo a dormire insieme nel lettone, di quel giorno in cui ti sentivi poco bene e volevi stare abbracciata sul divano, dei primi giorni di inserimento al nido quando facevo finta di non guardare ma tenevo sotto controllo tutto quello che ti succedeva intorno, di quando ti facevo ridere soffiandoti sulla pancia, al nostro primo bagno al mare, a quando faccio finta di stendermi sul tappeto per fare ginnastica e tu fai esattamente i miei stessi movimenti, di quando annaffiamo le piantine in giardino, di quando dovevo montare l’armadio per la tua camerina e alla fine siamo riusciti a piantare insieme i chiodi perché tu mi aiutavi a tenere il martello, di quando ci rincorriamo per casa ed io fingo di non riuscire a raggiungerti, di quando abbiamo dipinto la maschera di carnevale al laboratorio del nido e ... di decine di altri momenti.Adesso sono a letto che cerco di resistere al sonno per leggere un libro. Sento che stai piangendo, visto che sono ancora sveglio mi alzo. Mi dici che hai sete (“affa… affa” sta per “acqua”). Bevi velocemente l’acqua e poi ti ributti giù come niente fosse. Hai imparato che c’è sempre qualcuno per ogni tuo pianto.Guardo l’orologio e penso che sia tempo di spegnere la luce perché tra poche ore inizierà una nuova giornata.Si sa che i supereroi rifuggono dalla notorietà, il solo motivo delle loro gesta è che credono in quello che fanno. Ci penso ogni mattina, quando chiudo bene tutti i bottoni della mia camicia. Che non si intraveda mai la maglia con “S” di Superpapà sotto.