Magazine Informazione regionale

Una bellissima storia di donne. Sensibilità, intelligenza, lungimiranza, amore.

Creato il 23 gennaio 2015 da Goodmorningumbria @goodmrnngumbria

brozzettiweb3di Benedetta Tintillini

Ma andiamo con ordine. Il luogo: San Francesco delle Donne (non a caso) chiesa ormai sconsacrata all’interno delle mura dell’antica città di Perugia, dedicata al Santo di Assisi ed eretta quando era ancora in vita nel posto da lui prescelto per ripararsi quando veniva a Perugia.. La più antica delle chiese francescane della città e tra le più antiche di Italia.

La chiesa, dal 1250, dai Francescani passò ad un convento di suore benedettine che ne modificarono l’aspetto originario e dalle quali mutuò il nome “delle Donne” (un nome, un destino).

L’utilizzo del fabbricato ai fini produttivi inizia in età napoleonica, quando, a seguito degli espropri voluti da Napoleone ai danni della Chiesa, il complesso viene adibito a filanda di seta, proprietà del Conte Faina.

brozzettiweb2
Dopo vari utilizzi il lotto di fabbricati, inclusa la chiesa, venne messo all’asta e acquistato dal papà di Marta, la pronipote di Giuditta Brozzetti, entusiasta e tenacissima depositaria del tesoro che sto pian piano scoprendo.

Dal 1994 questa bellissima chiesa divenne la sede del Laboratorio di tessitura Giuditta Brozzetti.

Una teoria di telai si snoda lungo la navata, telai originali del ‘700 e dell’800, ancora perfettamente funzionanti.

Il più antico è un telaio del 1750 circa, la cui tecnica di tessitura risale all’epoca medievale, a quattro “licci”: sin dall’antica Roma i licci (strumenti dove passano i fili dell’ordito e comandati da pedali, al fine di eseguire il motivo ornamentale desiderato) usati erano due, dal Medioevo in poi aumentarono di numero per permettere la realizzazione di una maggiore varietà di motivi decorativi.

Con i piedi si alzano ed abbassano i pedali che comandano i licci a mano a mano che la spola passa avanti e indietro, e la cassa battente accosta i fili del tessuto.

Le tovaglie perugine medievali erano realizzate con quattro licci ed un numero indefinito di “liccetti”, e seconda della complessità dei motivi decorativi… un lavoro di una difficoltà enorme, ma dal risultato impressionante.

Mi si fa notare come il lavoro al telaio, nonostante sia ormai quasi scomparso, faccia parte profondamente della nostra cultura. Moltissimi sono i modi di dire legati a questa attività: “fare la spola” (che proviene dal movimento tipico della spola sul telaio) o “ordire alle spalle” (perché saper fare l’ordito era una conoscenza di poche abili persone che la custodivano gelosamente) sono soltanto due dei molti modi di dire di uso più che comune.

In Umbria, fino al secondo dopoguerra, le donne erano solite tessere in casa al telaio, sia per realizzare corredi sia per produrre merce di scambio. In genere si trattava di tele molto semplici, a due licci, senza particolari motivi. Alcune tessitrici però conoscevano tecniche più complesse per impostare le “allicciature” ed erano quindi in grado di realizzare lavorazioni di grande pregio e bellezza. Di queste si innamorò la bisnonna di Marta, Giuditta, che fondò, nel 1921, il laboratorio tessile che oggi mi ospita.

Giuditta acquistò i telai jacquard ottocenteschi , che lavorano grazie a schede perforate che comandano i fili dell’ordito.

Il lavoro si fece più rapido ma molto più faticoso: c’è un solo pedale, ma agisce su un numero considerevole di piombi attaccati ai fili dell’ordito, numero che varia a seconda della grandezza del telaio, accentuando notevolmente la fatica fisica.

L’ordito è sempre di cotone, ma la trama può essere del materiale più svariato, dalla seta all’oro.

Punti la cui tecnica ormai scomparsa hanno ripreso vita grazie alla caparbietà di Marta, che pazientemente li ha recuperati ricavandoli dagli antichi dipinti rinascimentali: davanti a me la riproduzione di una stola che avvolge Gesù Bambino in una tela del Pinturicchio.

Una poesia infinita, arte e passione allo stato puro, amore per questo tesoro immenso di conoscenza ereditato da Marta dopo essere stato preservato ed accresciuto dalla nonna prima e dalla mamma poi.

Una visita che inebria la vista e riempie il cuore. I tessuti sono di una bellezza assoluta: le tovaglie perugine che si possono ammirare alla Galleria Nazionale dell’Umbria riprendono vita fra le nostre mani, motivi ricavati da affreschi e dipinti ornano stoffe di assoluto pregio.

Esco con un senso di gratitudine e fierezza. Gratitudine per chi, a fatica, conserva questo immenso patrimonio di conoscenza e lo mette generosamente a disposizione di tutti, strappandolo faticosamente all’oblìo; e fierezza perché tutto questo è merito di donne. Donne lungimiranti e imprenditorialmente capaci, o infaticabili lavoratrici votate alla fatica e al sacrificio. Tutte silenziose custodi delle nostre radici.

in collaborazione con www.umbriaecultura.it



Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :

  • Una parentesi

    parentesi

    Il capitalismo è la fine della storia - Intervista della rivista IHU Online ad Anselm Jappe - 21/11/2011 IHU Online: A partire dalla lettura dei Grundrisse,... Leggere il seguito

    Da  Francosenia
    CULTURA, OPINIONI, SOCIETÀ
  • Xylella, una sintesi critica

    I primi sintomi di un fenomeno incomprensibile e improvviso nel suo manifestarsi, fu segnalato da alcuni agricoltori salentini già nel 2008. Questi si recarono... Leggere il seguito

    Da  Trame In Divenire
    SOCIETÀ
  • Una mia poesia

    Antica alchimiaLe mie fusaaccarezzano i tuoi sensi,con passo felpato di gattami rannicchio nel tuo cuore.Come cucciolo scodinzolo,lecco ogni tua lacrima,la... Leggere il seguito

    Da  Polysusy
    POESIE
  • Una bella sculacciata

    bella sculacciata

    Un sondaggio svolto due anni fa negli Stati uniti ha rivelato che più della metà delle donne e tre quarti degli uomini credono che un bambino a volte abbia... Leggere il seguito

    Da  Paternamente.it
    BAMBINI, FAMIGLIA, MATERNITÀ
  • Una nuova, dinamica collaborazione

    nuova, dinamica collaborazione

    L’avevo anticipato su Facebook settimana scorsa: ho una sorpresa per *voi*! Vi presento una nuova collaboratrice di Alimentazione in Equilibrio, che sta... Leggere il seguito

    Da  Ariannarossoni
    DIARIO PERSONALE, SALUTE E BENESSERE
  • Una questione di traduzione

    questione traduzione

    C’è un altro lato, non conosciuto, che evidenzia come la questione israelo-palestinese venga affrontata in Italia, e che si gioca sul filo della letteratura. Leggere il seguito

    Da  Chiarac
    CULTURA, EDITORIA E STAMPA, MEDIA E COMUNICAZIONE
  • Una Liù messicana

    messicana

    Giovinezza non fa rima con inesperienza, almeno nel caso di Maria Katzarava, soprano lirico dalla voce di rara bellezza. Ho avuto modo di sentirla più volte... Leggere il seguito

    Da  Musicamore
    CULTURA, PALCOSCENICO, TEATRO ED OPERA