Una dolce, lenta vittoria

Da Paolob
Vincere è facile. È convincere che è difficile. Molto.
Un giorno mi hanno raccontato una storia.
C'era una volta un uomo probo e vero, che viveva felice e nella legge.
Aveva una compagna di vita che lo amava, che lo seguiva nei suoi progetti, che lo rispettava.
Avevano costruito insieme una vita comune, nella felicità e nella condivisione degli obbiettivi, lottando e costruendo tutti i giorni un'esistenza sempre più ambiziosa.
Non avevano figli, per scelta comune; amavano entrambi fare le ferie itineranti; votavano entrambi a sinistra; avevano obbiettivi unici di felicità e serenità; avevano gli stessi gusti; un visione del mondo comune.
Tutto filava liscio, tutto tornava. Una case history di successo, con l'amore come trionfo assoluto.
Ma un ombra aleggiava sulla coppia del secolo. Un tenebra sottile minava in silenzio il nirvana di coppia. Una lama affilata era appesa sopra i loro nudi colli.
- Quest'anno dobbiamo andare in Gran Bretagna, dice lei.
- Vero, è da tempo che vogliamo fare questo viaggio, ribatte lui, con gli occhi che cominciano a ballare dalla felicità.
- Sì, il problema è solo organizzativo, ribadisce lei, alzando il tono della voce e l'assertività delle parole pronunciate.
- Cioè?, chiede lui. - È da tempo che non facciamo un viaggio, è da tempo che non ci assentiamo da questa città ammorbata dagli scarichi automobilisti. È vero che è arrivato Pisapia, ma non è che sia un mago con la bacchetta magica...quindi ce lo meritiamo. Facciamolo e punto!
- Io non ho dubbi, facciamolo, ma come? Visto che dobbiamo portare l'auto per visitare tutta l'isola, possiamo scordarci l'aereo, e dobbiamo scegliere tra treno sotto la Manica o traghetto. E so come la pensi tu e come la penso io...
La disputa, ormai che si trascinava da tempo, era proprio sulla scelta del mezzo di trasporto.
Lui voleva l'aria aperta, il mare impetuoso del nord, le bianche scogliere di Dover, i gabbiani e anche la nausea perenne.
Lei invece, in modo un po' ostentato, ma soprattutto trasgressivo, sceglieva il più avanzato e provocatorio tunnel di recente fattura e dalle mille polemiche.
Due modi di vedere il piacere di viaggiare. Due modi di affrontare la vacanza. Due scelte agli antipodi.
- Ah, siamo ancora qui? domanda lei, con fare malizioso e con un leggero fastidio.
- Sai come la penso, io sottoterra non ci vado, mi viene l'ansia, non so se mi piace o no, ma ho un blocco psico-intestinale che mi impedisce di fare il grande salto. Non lo faccio! la risposta perentoria del tentennante uomo probo.
- Perdiamo tempo con il traghetto. Poi il mare è imprevedibile. Bisogna parcheggiare, salire sulla nave, la nausea, l'acqua da tutte le parti, tutto sporco...
E continua.
- Che devo fare per convincerti? Ti devo forzare? Ti devo 'violentare'? gli chiede sprigionando tutta la forza che ha nelle vene.
- Forse non mi conosci? Mi devi convincere, devi farmi assaporare il piacere di fare una cosa che non mi convince del tutto, piano piano, lentamente...gli risponde. Più forzi, più mi chiudo a riccio.
- Ok. Vuoi che facciamo una prova con il tunnel del San Gottardo? gli butta lì lei, alzando anche un po' gli occhi al cielo. - Più breve, indolore e non sotto l'acqua. Ti va? E poi sotto il la Manica chissà cosa si combina, butta lì lei con fare sciantoso.
Lui la guarda. Si guardano. Lui sorride. Lei sorride. Si abbracciano.
Dopo qualche mese hanno fatto una delle più belle vacanze in UK. Prendendo il tunnel, sia all'andata, sia al ritorno.
Anzi. Ora, ogni volta che devono fare un viaggio cercano luoghi raggiungibili con tunnel sotterranei, o che penetrano montagne, colline. Viaggiano solo così.
E sembrano essere molto più felici.
Convincere è fondamentale. Vincere non serve a nulla.
E non è così male come si pensa...

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